L’advocacy: cos’è, come e perché farla, strategie vincenti

Cos’è l’advocacy

L’ advocacy si è sviluppata negli Stati Uniti, intorno agli anni ’60, in seguito alle continue e crescenti lotte delle minoranze etniche delle grandi metropoli.

Politicamente, consiste nell’insieme di tutte quelle attività, con cui le persone cercano di sostenere fermamente un’idea, una determinata condotta o una specifica iniziativa di carattere politico o sociale, al fine di influenzare le decisioni all’interno della vita dei cittadini.

Nella comunicazione, invece, per l’advocacy si intendono le attività volte a sensibilizzare le decisioni pubbliche che riguardano un determinato tema.

Trattasi di azioni che vanno a sostenere e a difendere uno specifico punto di vista, una filosofia di pensiero o, se vogliamo, un valore da trasmettere, col fine di sviluppare nelle persone, sempre più interesse per un determinato punto di vista.

In altre parole con l’advocacy, ci si riferisce a una tipologia di comunicazione non commerciale, almeno in apparenza, sempre più simile alla pubblicità di tipo sociale (sensibilizzazione pubblica). Che significa?

La pubblicità sociale è uguale a quella commerciale nei mezzi, ma differisce negli scopi. Non a caso, la pubblicità sociale non è finalizzata alla vendita diretta di prodotti e servizi, ma ad attirare a sé la simpatia delle persone riguardo ciò che vogliamo trasmettere.

Può essere l’ideologia di un politico, di un attore o cantante, di un imprenditore o un personaggi pubblico. Per queste ragioni bisogna precisare, quindi, che l’advocacy serve, tra le altre cose, a costruire e trasmettere emozioni.

Ebbene sì, se ci pensi, la gente segue un cantante se riesce ad emozionare, segue un’idea politica se in qualche modo rispecchia il proprio pensiero. Nel caso più pratico compriamo un cellulare per ciò che ci trasmette (prestigio, eleganza).

In definitiva possiamo dire che la gente prima ancora dell’oggetto o dell’idea in sé, acquista l’emozione che questi fattori sono capaci di trasferirci.

advocacy

L’advocacy: per saperne di più

Grazie all’advocacy, si possono raggiungere importanti cambi di direzione nelle più svariate attività pubblicitarie.

Cosa molto importante da sapere, è che prima ancora di attuare le strategie di advocacy, si procede inizialmente allo studio del contesto, ovvero l’ambito in cui tale attività deve operare e poi a definire il target, cioè il pubblico finale.

Il target non è altro che la conoscenza del pubblico tipo. Conoscere il proprio pubblico significa sapere i loro gusti, come dialogano, il loro pensiero.

Effettivamente se non si conoscono queste informazioni base non si può pensare di cambiare o rafforzare un’idea.




Infine è un sistema che, in modo quasi naturale, sfrutta anche il “passa parola”, che è considerata la forma di pubblicità più potente che esiste al Mondo ed è completamente gratuita.

Ecco che “influenzare” o emozionare un individuo, significa che quest’ultimo si ritroverà sicuramente a parlare di te ad altri, innescando un sistema di propaganda a catena. Mica male vero?

A chi interessa fare advocacy

L’Advocacy è una disciplina che si rivolge specialmente a personaggi pubblici, quali attori, cantanti, business man e politici che hanno la necessità di costruirsi una figura solida e trasmettere agli altri la propria “arte” o filosofia.

Per queste ragioni, l’advocacy si fa promotrice attiva delle cause di queste figure professionali. Per comprendere meglio l’idea faremo il caso della salute, uno degli argomenti cardini negli ultimi tempi.

Impiegando l’advocacy nella sanità, si riuscirebbero a modificare alcune decisioni politiche che regolano il livello e la gestione della sanità all’interno di un determinato paese o in una piccola comunità.

È il caso, dunque, dell’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE), che si rivolge al mondo dei medici e alle loro associazioni, al fine di dar valore alla cultura della salute e dell’ambiente che in alcuni paesi manca del tutto.

L’ISDE, oltre a questo, impiega l’advocacy per sensibilizzare le istituzioni al fine di far impiegare le proprie energie economiche e politiche a favore della salvaguardia dell’ambiente e quindi, come diretta conseguenza, della salute.

Inoltre si impegna, influenzando quelle stesse istituzioni, al fine di far emanare nuovi regolamenti che possano migliorare la situazione ambientale e di salute di un determinato paese. Vedasi, ad esempio, la riduzione delle emissioni di CO2 (biossido di carbonio).

Altre entità a cui si rivolge l’advocacy

Questo mezzo di pubblicità sociale si rivolge ad un’immensa branca di realtà che vediamo in questi 5 punti:

  1. Alle Nazioni: al fine di fare emanare dei provvedimenti volti alla salvaguardia del pianeta

  2. Ai politici: sono tutti coloro che prendono le decisioni più importanti. È essenziale, quindi, sensibilizzarli e fargli capire che i loro decreti possono influire sul benessere di un popolo.

  3. All’ordine dei medici: per spingerli a sostenere l’azione di prevenzione della salute pubblica.

  4. Ai cittadini: affinché siano i primi a dare l’esempio per costruire il Mondo che vorremmo per noi e i nostri futuri figli.

  5. Verso i mezzi d’informazione: televisione, manifesti pubblicitari e interventi in pubblico e siti web. Uniti per sensibilizzare i poteri forti, diventando portavoce delle idee delle persone che vogliono far valere i propri diritti.

Tuttavia c’è da fare una precisazione: con l’avvento di Internet e della tecnologia, mezzi tradizionali come TV, cartelloni pubblicitari, e interventi in pubblico non sono più efficaci come un tempo, per questo il consiglio è quello di fare advocacy attraverso il potentissimo mezzo che è Internet.

Come fare? Il mezzo più potente, nuovo e immediato per trasmettere un’ideologia, è la costruzione di un sito web che attiri traffico organico grazie alle strategie che mette in campo il mondo della SEO ottica (linguaggio dei motori di ricerca) e del copywriting (l’arte dello scrivere).

Inoltre, altra strada da non sottovalutare per attuare un’efficace campagna di advocacy, è l’utilizzo dei social media, quali Instagram, Facebook, Youtube, giusto per citarne alcuni.

L’advocacy richiama a sé i professionisti del web

Fare advocacy sui social media

Queste piattaforme, richiamano a sé altre figure professionali, quali social media manager, social media marketing o influencer; trattasi di figure altamente specializzate che hanno fatto dei social il loro pane quotidiano. Un connubio perfetto ed efficace tra Internet, siti web e pubblicità online.

Quello di cui ti sto parlando adesso, è l’unica e originale via infallibile se si intende fare advocacy e trasmettere ad un pubblico sempre più numeroso l’anima del tuo brand, la voce della tua corrente di pensiero legata attorno ad un prodotto.

Non dimenticare che, come detto nelle righe iniziali, la gente compra emozioni che girano attorno al mondo del materialismo.

Esempi pratici per fare advocacy con i mezzi moderni

Entriamo nel vivo dell’argomento e parliamo di advocacy condotta attraverso un sito web. Abbiamo detto che una campagna di advocacy che si rispetti, deve tramettere un idea, influenzare l’ideologia delle persone.

In estrema sintesi: bisogna creare quel qualcosa che evochi la nostra presenza all’interno del mercato in cui ci inseriamo col nostro business. Al di là di tutto, è di questo che si tratta. Ma andiamo più in profondità…

Se si riescono a “convertire” le persone, o a far amare la nostra ideologia o il nostro brand, accadrebbe qualcosa di magico e potente. Cioè?

Saranno proprio quelle stesse persone a parlare di te e lo faranno sui social, dove avvengono ormai la maggior parte delle discussioni, specie se bisogna informarsi su un prodotto da acquistare. La senti la potenza di una campagna di advocacy?

Il passa parola delle persone “innamorate” di noi, porteranno nuovi clienti in target senza aver mosso un dito. In fin dei conti una buona esperienza, ciò che ci migliora in qualche modo la vita è sempre un qualcosa che si racconta a tutti.

Se poi l’informazione su di noi passa da amico ad amico, il meccanismo è ancora più potente poiché tra di loro c’è fiducia e, quindi, quello che viene consigliato da un nostro amico passa automaticamente per “buono”. La famosa barriera della diffidenza crolla inesorabilmente.

Alla luce di quanto detto: pensi che avere un sito web sia un’azione necessaria?

Certamente. Avere un proprio sito web in cui far arrivare tutte queste persone che si interesseranno sempre di più al nostro personal brand (noi, come persone), o al nostro brand (prodotto materiale) è molto importante.

I 4 step per una campagna di advocacy di successo

Brand advocacy 4 step

Sappiamo benissimo com’è scoraggiante perdersi nella concorrenza spietata del mercato, magari il nostro prodotto o il messaggio che intendiamo trasmettere è nuovo, originale e migliore per caratteristiche e prestazioni.

Ma aimè se non avviamo una solida campagna di advocacy, siamo destinati a scomparire. Nel 2021, è un mezzo potente di marketing per far crescere il tuo brand, la tua realtà aziendale e conquistare le persone.

Quando avviamo ufficialmente la brand advocacy, sfruttando un sito web e i social media, la nostra visibilità, con un po’ di tempo e pazienza, schizza alle stelle, raggiungendo un pubblico sempre più ampio.

Vediamo qui di seguito i 5 step fondamentali su cui si basa una strategia di marketing basata sull’advocacy:

1. Crea una filosofia aziendale

Le fondamenta di ogni realtà aziendale sono gli operai che ci lavorano. Questo bisogna stamparselo a caratteri cubitali. Per ovvie ragioni sono i primi sostenitori del tuo brand. È necessario, quindi, dare vita a un ambiente lavorativo positivo, stimolante e che produca beni o servizi di qualità. Queste sono le basi se si vuole dar vita ad un brand stabile.

Se gli operai sono fieri della realtà per cui lavorano, diffonderanno di conseguenza i prodotti e i servizi che producono con le loro mani.

2. Trasmetti la voce del tuo brand tramite i social media

La rete, come spiegato già in precedenza, è la “Via Maestra” per costruire al meglio una brand advocacy.

Non a caso nei social, le persone scrivono e condividono sentimenti, socializzano e si raccontano l’esperienze che hanno con ciò che comprano. Ecco perché bisogna lasciare i mezzi tradizionali (televisione, cartelli pubblicitari) e mettere radici solide nel mondo del web.

Tramite i social media, si possono condividere tutti i valori sui cui si fonda la nostra azienda e coinvolgere le persone che sposano la nostra causa o apprezzano i nostri prodotti o servizi.

Coloro che condividono i nostri stessi valori, sono i migliori candidati che ci faranno automaticamente pubblicità, vengono chiamati brand advocate e si notano immediatamente.

Sono tutti coloro che investono il loro tempo nel partecipare attivamente alle discussioni che si creano, ad esempio, all’interno di una Fan page o profilo Instagram. Non si limitano ad un semplice “mi piace” e sono i migliori alleati che tu possa avere.

3. Ascolta ciò che ha da dire la tua clientela

La voce dei tuoi clienti è di vitale importanza. Sapere che parlano di noi e del nostro brand è una bella sensazione che fa capire che si sta facendo un buon lavoro. Tuttavia nessuno è perfetto. Quindi oltre ai feedback positivi, prepariamoci a ricevere anche qualche commento negativo.

Fermiamoci un attimo: è oro colato per te e il tuo brand. Perché?

Ogni lamentela (quella costruttiva e ragionevole) denota che c’è qualcosa da migliorare, quindi interveniamo subito, ascoltiamo il cliente e rispondiamogli in pubblico.

Immaginiamo il nostro sito web, siamo sotto gli occhi di tutti e iniziamo a commentare. È un modo per dimostrare anche agli altri che seguiranno la conversazione, di che pasta siamo fatti e come risolviamo spiacevoli inconvenienti.

Un evento negativo, si può trasformare in un’occasione per conquistare l’attenzione di altri che potrebbero iniziare a seguirci più assiduamente grazie al modo con in quale abbiamo affrontato quell’unico feedback negativo.

3. Crea il tuo esercito di seguaci

Abbiamo capito benissimo a questo punto che prendersi cura dei propri clienti è fondamentale. Con un sito web, ovvero il luogo virtuale dove sviluppare un numero crescente di clienti, potremmo dar vita alla nostra community.

Man mano che sviluppiamo il nostro bacino di clienti, potremmo trovarci davanti a un pubblico che fa spontaneamente brand advocacy, ovvero che fa il passa parola. In questo modo, potremmo dare vita a un circolo vizioso positivo che attira sempre più gente verso il nostro sito web.

Per rendere più l’idea: una macchina genera clienti.

Un sito web, una pagina Facebook o un profilo Instagram è senza dubbio un’azione proficua. Ormai, tutto gira attorno a questi mezzi di comunicazione digitale.

Una volta che la nostra community conta un numero abbastanza soddisfacente di “fedeli”, potremmo pensare di iniziare a coccolarli con promozioni, regali e tanto altro. Ad ogni modo a linea generale da seguire, è quella di fare promesse che siamo in grado di mantenere.

4. Un cliente non si abbandona mai

Come ben saprai un cliente può essere per sempre o solo per una volta. Questo dipenderà da come si sente dopo che ha acquistato il nostro prodotto o servizio.

Non va mollato, ma sorpreso con un’offerta speciale dedicata solo a lui.

Bisogna sapere che le persone interagiscono con le aziende di loro interesse per svariate motivazioni, può essere una filosofia, per il modo in cui vengono intrattenuti o per essere aggiornati sulle ultime novità.

Le iniziative che si possono mettere in campo sono molteplici e dipendono dalla nostra creatività e capacità imprenditoriale. In linea generale per mantenere la brand advocacy nelle persone bisogna essere sinceri e diretti con le persone, senza mezzi termini. Bisogna essere sé stessi.

È necessario, inoltre, fornire ai nostri clienti un trattamento originale e unico che li faccia sentire importanti.

L’advocacy: come e perché implementarla nella tua azienda?

Fin qui abbiamo parlato di ” brand advocate”, ovvero persone che trasmettono in modo naturale i valori del nostro brand; brand advocacy, cioè la campagna di marketing volta a trasmettere la nostra filosofia aziendale.

Perché è importante incrementarla nella nostra azienda? Ecco spiegate le motivazioni:

  • Incrementa la visibilità del tuo marchio: una volta innescata la campagna di advocacy, la nostra clientela crescerà in modo automatico poiché gli advocate provvederanno al diffondere i nostri valori volontariamente.

  • Migliora la fiducia nel tuo brand: è un fattore molto importante perché le persone fanno scelte di cui si fidano. Al di là delle pubblicità, se la gente sente parlare bene di noi in giro, tenderà a fidarsi di più e quindi si interesserà volentieri a quello che offriamo.

  • Espande la pubblicità gratuita: se le persone parlano bene di noi, automaticamente ci stanno facendo pubblicità in modo naturale e lo fanno sia offline che online. Non dimentichiamo che quando siamo sui social siamo sotto gli occhi di chiunque, comprese alcune testate giornalistiche.

    Questo può portare a essere menzionati altrove, mediante articoli, video e tanto altro in modo completamente automatico.

Alla luce di quanto detto, l’advocacy è una potente macchina pubblicitaria che può far emergere la tua azienda dalla massa, ponendola su un gradino superiore rispetto a tutte le altre.

Vuoi gestire i tuoi social? Affidati a SEOMilitia e Lumen.farm

Una volta costruito il nostro sito web è tempo di farlo conoscere a più persone possibili. Ci sono delle piattaforme, quali SEOMilitia e Lumen.farm che ci aiutano a incrementare l’autorevolezza del nostro sito attraverso strategie SEO, Copywriting, telemarketing e link building.

SEOMilitia, ad esempio, sfrutta la link building. La strategia consiste nella stesura di articoli in SEO ottica che vengono pubblicati all’interno di siti web appartenenti al network di SEOMilitia (circa 200 siti web). Ogni articolo, avrà dei link esterni che menzionano il nostro brand.

In questo modo una persona che fa ricerche altrove, potrebbe arrivare sul nostro sito web grazie alla strategia messa in campo da SEOMilitia.

Questo meccanismo, ovvero la menzione attraverso backlink, dimostra a Google che siamo un sito web autorevole e che porta valore alle persone.

Risultato? Il nostro sito scalerà le vette dei motori di ricerca.

Oltre a questo c’è Lumen.farm, che consiste nella redazione di articoli in ottica SEO, scritti da copywriter professionisti e nella gestione di campagne di telemarketing.

Inoltre offre un servizio di guest post, grazie al quale è possibile acquistare spazi pubblicitari altrui per pubblicare contenuti riguardanti il nostro brand o la nostra filosofia aziendale.

A tal punto è facile comprendere quanto siano utili questi tipi di servizi se abbiamo il desiderio di consolidare la nostra presenza sul mercato. Attenzione: tutto questo è possibile solo se abbiamo un sito web o compariamo almeno sui social media.

Conclusioni

L’advocacy, una volta avviata ti permette di incrementare la tua visibilità e trasmettere la tua filosofia aziendale a un pubblico sempre più ampio. Tale obiettivo è fattibile se, anziché utilizzare i metodi tradizionali di pubblicità, si sfruttano i social media o si crea un sito web.

Per di più se riusciamo a fidelizzare i nostri clienti, diventeranno loro stessi promotori della nostra realtà o filosofia aziendale. Questo porterebbe a un potente meccanismo basato sul passaparola che attirerebbe nuovi clienti.

Una campagna di advocacy può far rinascere la tua azienda dall’oceano della concorrenza, differenziandola dal resto delle realtà aziendali. È una potente macchina pubblicitaria che funziona in qualsiasi settore B2B (business to business).

Il successo di un’azienda, dipende molto dalla percezione che la collettività ha di un brand. Questa è la missione dell’advocacy.

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About Alessandro S.

Ciao sono Alessandro e ho 31 anni. Scrivo già per Trip'n'Roll e Vivere Nomade. Il mio più grande desiderio è diventare nomade digitale. Mi ritengo un incurabile sognatore, un ribelle e un viaggiatore mente e corpo. Voglio viaggiare e lavorare da remoto. Mi piace leggere libri di viaggio, crescita personale e tutto ciò che mi possa portare nuova aria fresca alla mente per scappare al tiranno dell'abitudine.

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