Dropshipping – Cos’è, Come Funziona e Quanto si Guadagna

Tra i modelli di business online, il dropshipping è uno dei più diffusi e apprezzati.

La grande fama attorno a tale pratica risiede attraverso il vantaggio di eliminare gli oneri legati al magazzino.

Le attività di rivendita che si affidano a questa tecnica infatti, affidano il proprio inventario a un fornitore esterno, permettendo al titolare di potersi concentrare sull’advertising e sull’individuazione di nuovi clienti.

In questo articolo andremo a fondo, cercando di comprendere come si comporta un dropshipper, quali sono i vantaggi e le criticità di tale attività, oltre alle risorse che possono aiutare chiunque si occupi di questo business.

dropshipping

Dropshipping: un modello di business a dir poco interessante

L’attività di dropshipping consente di vendere un prodotto senza averlo fisicamente tra le mani.

Una volta che un cliente acquista un qualunque tipo di merce infatti, questa viene inviata direttamente dal produttore.

Ne consegue che grattacapi come gestione degli inventari e rimanenze in carico sono del tutto eliminati.

Di fatto, seguendo questo modello, è possibile concentrarsi esclusivamente sul proprio negozio online e sulla pubblicizzazione dei prodotti.

Le maggiori energie saranno focalizzate sull’individuazione dei potenziali clienti che navigano nel web.

Analizziamo dunque come avviene una transazione utilizzando questo metodo di business.

Quando un dropshipper contatta un produttore, nella maggior parte dei casi può scegliere se adottare in toto il catalogo o concentrarsi solo su alcune tipologie di merce.

Naturalmente la scelta dei prodotti da negoziare è molto importante e va fatta attenzione a una serie di caratteristiche come:

  • Margine, spesso i prodotti low ticket hanno margini talmente ridotti che li rendono merce poco appetibile per chi fa business. Lavorando con il dopshipping, questo handicap si sente meno, anche se resta un qualcosa da valutare attentamente.
  • La qualità dei prodotti è essenziale in quanto, come vedremo in seguito, la restituzione di un articolo per insoddisfazione del cliente è uno dei pochi punti deboli di questo modello di business.
  • Trasporto, un parametro di cui tenere conto perché un acquirente non è disposto ad attendere tempi biblici per ottenere la propria merce. Se si vuole “duellare” con competitor molto forti sotto questo punto di forza (vedi Amazon) è bene tenerne conto.

Nei prossimi capitoli affronteremo questi fattori in maniera più approfondita.

Qual è l’identikit del dropshipper?

A patto di avere la pazienza di imparare e di avere un minimo di fiuto per gli affari, questo modello di business è adatto praticamente a tutti.

Si tratta di un’attività imprenditoriale adatta a chi è un novizio, in quanto i costi relativamente bassi per avviare l’attività e i rischi minimi, rendono il dropshipping un ottimo modo per muovere i primi passi nell’ambito delle vendite online.

Proprio per i motivi già citati, anche chi ha poco denaro da investire può trovare in questo modello di business terra fertile per poter guadagnare denaro.

Infine, un altro motivo che consente al dropshipping di essere così interessante è che, permette (visto i costi irrisori) di prendere confidenza con una particolare nicchia, studiare i pregi, i difetti, ma soprattutto le potenzialità. Particolari eventualmente da sfruttare in seguito con altre tipologie di vendita online.

I requisiti per essere un ottimo dropshipper

La conoscenza del marketing (perlomeno le basi) e di come funziona l’advertising online sono il cardine del successo in questo ambito. Bisogna infatti tenere conto che, nella maggior parte dei casi, si trattano dei prodotti che non sono unici e che vengono venduti anche altrove.

Non potendo far conto sull’unicità della merce, la già notevole importanza del marketing viene aumentata esponenzialmente. In tal senso è bene avere conoscenze nell’ambito di:

  • SEO, per posizionare il proprio e-Commerce per ottenere dunque maggiore visibilità sui motori di ricerca, a questo proposito è assolutamente fondamentale la link building (se ancora non l’hai fatto iscriviti gratuitamente al corso gratuito per il posizionamento organico su Google che trovi su questa pagina: Link Building: Corso Gratuito Posizionamento Organico su Google);
  • Influencer marketing: ultimamente la strategia più utilizzata per vendere i propri prodotti in dropshipping è quello di utilizzare Influencers che sponsorizzano il proprio e-commerce… tramite questa strategia potrai raggiungere migliaia (se non MILIONI) di potenziali clienti in pochissimi giorni. Se vuoi avviare una campagna di Influencer Marketing in sole 24h visita ProInfluencer.it (è una piattaforma che ti mette in contatto con centinaia di influencers pronti a sponsorizzare i tuoi prodotti.. e tu non dovrai fare nulla…)
  • Google AdWords e Facebook Ads, per poter effettuare pubblicità a pagamento, ottimizzando i costi;
  • Social Media Marketing, per poter spingere i propri prodotti anche su Facebook, Instagram e altri social.

Conoscendo questi settori, è possibile già intuire a priori (in base al tipo di prodotto trattato) quale potrebbe essere il canale da prediligere.

In caso di dubbi comunque, è possibile stanziare un budget ridotto per tutte le vie percorribili al fine di testare quali siano le soluzioni migliori.

Nel caso non si abbia particolare dimestichezza con i suddetti temi, è opportuno assumere persone che se ne occupino. In questo caso però, come è facile capire, i costi risulteranno decisamente maggiori.

Dropshipping immagine

Come funziona il dropshipping

Nel momento in cui un cliente acquista un prodotto, il dropshipper incassa il denaro e gira l’ordine direttamente al produttore.

Questo prepara la merce, occupandosi dell’’imballaggio ed eventualmente utilizzando il logo del dropshipper, inviando poi il pacco direttamente al cliente.

A transazione avvenuta, l’attività di dropshipping effettua una fattura al cliente finale, mentre il produttore la effettuerà direttamente al dropshipper.

In tutta questa operazione il cliente non verrà mai a conoscenza del fatto che la merce gli è stata inviata da una terza parte.

Ordini manuali o automatizzati?

La procedura appena descritta può essere manuale o automatizzata. In tal senso, la figura del dropshipper può avere l’onere di dover fare da vero e proprio tramite dal produttore al consumatore, oppure può avvalersi di piattaforme che rendono tutte le fasi dell’operazione automatiche.

Il sistema manuale può essere maggiormente indicato per chi vuole avere sempre sotto controllo la situazione, visto che in questo modo il dropshipper può monitorare tutto il traffico di ordini in arrivo e gli eseguiti.

C’è però da dire che, soprattutto gli e-Commerce con molte transazioni, possono essere molto difficili da seguire per ogni singola operazione. In tal senso, gestire in maniera automatizzata gli ordini si rivela non solo una scelta consigliata ma pressoché indispensabile.

Come avviare un’attività di dropshipping

Anche se una volta avviata tale attività risulta abbastanza facile da gestire, vanno fatte alcune premesse. Risulta praticamente impossibile non aprire partita IVA.

Per sua natura infatti, la vendita online non è occasionale e difficilmente il giro d’affari di chi vende sul web è inferiore ai 5.000 euro annui.

Dunque risulta essenziale avvalersi di una partita IVA e dei servigi di un ottimo commercialista. Va detto che, per poter avere un po’ di respiro agli inizi, è possibile affidarsi al regime forfettario che garantisce un minimo di manovra in più per chi vuole avviare un’attività di questo tipo.

Il secondo passo è decidere quale tipo di piattaforma utilizzare. In tal senso, esistono diverse opzioni.

Shopify

Shopify

Shopify è una piattaforma appositamente ideata per la vendita online e risulta particolarmente indicata anche per il dropshipping.

Facile e rapido da utilizzare, si tratta di un servizio che permette la realizzazione di siti e-Commerce. Shopify è talmente importante da essere impiegata anche da uno dei brand più importanti a livello globale come RedBull.

Altre caratteristiche importanti sono l’assistenza impeccabile, l’integrazione perfetta con una serie pressoché infinita di plugin, nonché una sezione di reportistica accurata (anche se disponibile solo per i piani più costosi). Non mancano i piccoli svantaggi, come le limitazioni del piano base e la necessità nel dover utilizzare aggiunte esterne per sistemare l’e-Commerce a norma della recente legge GDPR.

Costi Shopify

Un altro fattore che potrebbe far storcere il naso a molti rivenditori sono i costi legati a questo servizio. Come accennato infatti, le versioni più basiche hanno qualche lacuna. Per quanto riguarda i costi è bene ricordare che:

  • Basic Shopify costa 29 dollari al mese, ai quali vanno aggiunti il 2.9% più 30 centesimi di dollaro sulle transazioni oltre al 2% sui gateway di terze parti.
  • Shopify standard costa 79 dollari mensili, ai quali va aggiunto il 2.6% più 30 centesimi sulle transazioni e l’1% sui gateway di terze parti.
  • Advanced Shopify che costa 299 dollari al mese ai quali aggiungere il 2.4% e 30 centesimi su ogni transazione oltre al 0.5% sui gateway di terze parti.

Qualunque tipo di abbonamento permette di vendere un numero illimitato di prodotti, ottenere uno spazio web, un sistema di protezione da frodi, temi gratuiti e a pagamento oltre alla possibilità di personalizzare la grafica del proprio sito. Visto quanto offerto dalla piattaforma, i costi proposti risultano sufficientemente convenienti.

WordPress e WooCommerce

Logo Woocommerce

WordPress è il CMS più diffuso al mondo, una piattaforma inizialmente ideata per blog e siti di natura informativa che, durante gli ultimi anni, è riuscita a conquistare gradualmente anche l’ambito degli e-Commerce. Grazie ai tanti plugin disponibili infatti, è possibile trasformare un sito WordPress in pressoché qualunque tipo di piattaforma.

Se si intende utilizzare il CMS in questione per realizzare un e-Commerce, la soluzione più diffusa è l’estensione WooCommerce.

Questo plugin è altamente personalizzabile e permette al venditore, o al webmaster incaricato della realizzazione e gestione del sito, di poter personalizzare in maniera pressoché totale il proprio store digitale.

Naturalmente, per fare ciò, è necessario conoscere in maniera approfondita sia WordPress che WooCommerce e, anche se il plugin ha una forma di assistenza e una community, non si può contare sul supporto proposto da Shopify.

Da sottolineare poi, come siano presenti numerose guide specifiche e videotutorial che facilitano notevolmente l’utilizzo del plugin. Non si tratta di un servizio prefabbricato e, proprio per questo, necessita di maggior tempo per poter essere seguito e modificato a seconda delle proprie esigenze.

Va tenuto anche conto che, i soldi risparmiati con Shopify (e anche qualcosa in più), vanno investiti in marketing. Non avendo il supporto di una piattaforma che può già vantare moltissimi clienti, bisogna costruire la propria visibilità partendo da zero.

Costi WooCommerce

Il plugin in questione è open source e dunque gratuito. Chiunque può scaricarlo e installarlo sul proprio sito WordPress. Va sempre tenuto conto però che vi sono costi legati a dominio, hosting e tema.

eBay

Logo eBay

eBay è una nota piattaforma di vendita online e costituisce uno dei più grandi marketplace a livello planetario. Vendere attraverso eBay permette di avere a che fare con milioni di clienti, consentendo di effettuare le proprie attività di dropshipping con spese inferiori rispetto a un proprio e-Commerce. La piattaforma inoltre, offre strumenti e funzioni ideali per effettuare dropshipping. Ciò rende tale servizio ideale per chi si avvicina a questo settore e non ha particolare tempo o voglia di imparare a gestire un sito Web.

Non mancano naturalmente anche gli svantaggi, con le commissioni piuttosto elevate sulle vendite (si arriva al 10%) e un sistema ad aste che non si adatta perfettamente all’ambito del dropshipping.

Le alternative

Nonostante Shopify, la combinazione WooCommerce/WordPress ed eBay siano di gran lunga le piattaforme più diffuse, non mancano le alternative. Tra i tanti disponibili possiamo citare:

  • Wix, un servizio per molti versi ancora più semplice di Shopify. Il suo prezzo estremamente basso e le soluzioni grafiche molto interessanti, lo rendono uno strumento ideale anche per chi non ha mai gestito nessun tipo di sito.
  • BigCommerce, un’alternativa a Shopify. Rispetto al più celebre servizio, questo ha un maggior numero di funzioni native e meno plugin disponibili. Tradotto in parole povere, si può definire come una piattaforma più semplice da usare rispetto a Shopify anche se, soprattutto per usi avanzati, non concede la stessa libertà d’azione.
  • Squarespace, nasce principalmente come uno strumento per realizzare siti. Grazie alla possibilità di convertire il proprio spazio sul Web in un vero e proprio e-Commerce, tale piattaforma si presta anche all’utilizzo nell’ambito del dropshipping. Nonostante il costo che, se paragonato a Shopify, è leggermente più elevato, risulta un’opzione degna di nota.
  • Ecwid, infine, è uno strumento per molti versi molto più simile a WooCommerce. Esso infatti si integra facilmente a un sito Web WordPress già esistente, permettendo la gestione completa di un carrello per gli acquisti. Anche i costi a cui è offerto risultano piuttosto contenuti.

Scegliere i prodotti da trattare

Ancor prima di individuare i produttori, è bene cercare di capire quale sia il settore su cui concentrarci.

Al giorno d’oggi, gli store generici (soprattutto se piccoli e poco conosciuti) hanno vita facile. Di contro, specializzandosi il più possibile, esistono maggiori possibilità di ritagliarsi un settore di mercato potenzialmente remunerativo.

Come è possibile scegliere una propria nicchia? I passi da percorrere sono diversi e, per chi lavora già da tempo all’interno del web marketing, non saranno di certo una novità. Alcuni consigli utili, soprattutto per chi è alle prime armi, possono essere:

  • Individuare reparti con alti volumi di ricerca e scarsa competitività sui motori di ricerca (tool come keywordtool.io o ubersuggest possono essere molto utili in tal senso).
  • A meno di particolari esigenze, è bene occuparsi di prodotti che non sono soggetti a stagionalità, ma la cui vendita è costante nei 12 mesi dell’anno.
  • Può risultare utile utilizzare un buyer persona, ovvero una sorta di prototipo del cliente tipo, per comprenderne i potenziali comportamenti e agire di conseguenza a livello di advertising, user experience e non solo.
  • Evitare prodotti troppo fragili, grandi, pesanti o comunque ingombranti. In generale poi, è bene cercare di non trattare merci che sono facilmente soggette a resi.
  • Pensare esclusivamente al margine e non alla qualità del prodotto venduto è un grave errore. Oltre alle problematiche legate ai resi, pessime recensioni e l’inevitabile “passaparola” in rete possono facilmente affossare un business.
  • Soprattutto se si importa dall’Asia, va fatta attenzione alle normative italiane ed europee. Alcuni prodotti regolarmente fabbricati in Cina infatti, potrebbero non essere conformi e causare problemi a livello legale.

Fatta questa scrematura, è possibile restringere il campo d’azione dell’e-Commerce e individuare una ristretta cerchia di papabili prodotti da selezionare.

Dove e come trovare i produttori?

Ancor prima di avviare la propria attività in questo settore, è bene capire dove e come individuare gli eventuali produttori. La scelta più scontata in tal senso è Alibaba, la piattaforma più vasta per scoprire produttori all’ingrosso asiatici.

Nell’ambito del dropshipping però, non guardarsi attorno significa limitare notevolmente i potenziali introiti.

Di seguito dunque, analizzeremo alcune piattaforme che attualmente costituiscono qualcosa in più di semplici alternative ad Alibaba e ad Aliexpress (che fa parte della stessa multinazionale).

Oberlo

Oberlo è un servizio incorporato in Shopify. Si tratta di una sorta di ponte per quanto riguarda l’impostazione da Aliexpress. L’app legata a tale piattaforma offre una panoramica completa su immagini, prodotti e relativi prezzi dei prodotti commercializzabili.

La selezione dei fornitori più sicuri presenti su Aliexpress, consente di risparmiare tempo e di evitare spiacevoli sorprese in fase di vendita. Facilitazioni in fase di gestione di numerosi ordini e tempi di spedizione discretamente rapidi sono altri vantaggi non indifferenti.

Salehoo

Anche se è poco conosciuta da chi non si occupa di vendita online, Salehoo è una piattaforma molto interessante sotto diversi punti di vista. La piattaforma neozelandese fondata nel 2005 infatti, offre una serie di filtri molto funzionali per chi cerca prodotti per la rivendita.

Una community attiva, corsi per la formazione gratuiti, blog e forum, costituiscono una serie di fattori piuttosto interessanti che spingono chiunque si occupi di vendita online a dare perlomeno un’occhiata alla piattaforma.

Spocket

Per affidabilità e tempi di consegna, le piattaforme asiatiche spesso mostrano alcune lacune. Perché dunque non affidarsi a fornitori con una sede più vicina? Spocket è un’applicazione che permette ai rivenditori di individuare produttori e/o venditori all’ingrosso con sede in Europa o nel Nord America.

Quanto appena detto però, non è l’unico vantaggio legato a Spocket: sconti, facilità di gestione degli ordini sono altre caratteristiche salienti di quanto offerto. Per chi vuole esplorare mercati diversi rispetto a quello cinese, Spocket offre una valida alternativa.

Modalyst

Sempre nell’ottica mercati alternativi, è bene citare Modalyst. Si tratta di un servizio che fa da tramite tra negozi e distributori, con tempi di consegna spesso molto contenuti. In tal senso, qui si possono individuare prodotti per il dropshipping particolarmente ottimali se ci si rivolge al mercato americano, visto che Modalyst offre consegne in tempi record.

L’interfaccia apprezzabile e le commissioni piuttosto contenute (5% per ogni vendita) fanno di questo servizio uno dei più interessanti dell’intero settore.

Come scegliere un produttore

shopping online

Dopo aver analizzato le piattaforme che consentono di avere un contatto diretto con i fornitori, è bene capire come sceglierne uno adatto alle proprie esigenze. Per un produttore efficiente e onesto infatti, ne esistono almeno tre che lavorano in modo approssimativo (o peggio).

Per chi si avvicina al mondo del commercio online, il pericolo di incappare in disonesti o incompetenti è reale e concreto.

Anche se utilizzare una delle già citate piattaforme permette di effettuare un primo filtraggio, è bene comunque fare attenzione. Alibaba, per esempio, offre alcune garanzie in tal senso come formule assicurative (Trade Assurance) e indicatori per quanto riguarda il numero di transazioni effettuate da un produttore. Basandosi su questi parametri, si limitano al minimo le problematiche.

Vantaggi del dropshipping

Abbiamo già accennato ai vantaggi legati al dropshipping in maniera piuttosto vaga. Ma quali sono realmente i motivi per cui questa modalità di vendita è così diffusa in rete? Di seguito analizzeremo i principali benefici legati al dropshipping.

Niente magazzino

Si tratta della principale prerogativa legata a questo modello di business. Seguendo la filosofia del dropshipping non si hanno tasse, utenze ed eventuale affitto legati allo stoccaggio della merce. Inoltre, non esistono rimanenze di sorta.Un e-Commerce di questo tipo, non ha particolari limiti riguardo le tipologie di prodotti vendibili, visto che non vi è necessità di accumulare la merce per poterla vendere.

Investimenti iniziali ridotti

Quando si apre un negozio fisico, vi sono una serie di spese spesso sottovalutate. L’eventuale ristrutturazione del locale, l’acquisto di mobili ed espositori e tanti altri costi che, se accumulati, possono avere un peso specifico notevole sulle tasche dell’imprenditore.

Con il dropshipping, così come per tante altre tipologie di business online, gli investimenti iniziali sono ridotti.

Contrariamente a quanto sostengono molte persone, in realtà essi non sono nulli. Far realizzare un e-Commerce, mantenere un hosting e un dominio e portare avanti campagne pubblicitarie infatti, sono dei costi comunque da calcolare quando si intende vendere online attraverso un proprio negozio digitale. A tutto ciò poi, non vanno dimenticati i costi legati a una partita IVA, all’INPS e all’eventuale commercialista.

Spedizioni a carico del produttore

Il dropshipper ha il notevole vantaggio di poter lavorare (e guadagnare) senza doversi occupare delle spedizioni. Una volta girato l’ordine infatti, il venditore non ha particolari mansioni se non quella di gestire eventuali resi o problemi da parte dell’acquirente.

Possibilità di lavorare senza una postazione fissa

Con un semplice smartphone, un tablet o un laptop, è possibile gestire facilmente il proprio dropshipping.

Ciò si traduce nella opportunità di svolgere tale attività quando ci si trova entro le mure domestiche, mentre si viaggia o, perché no, in riva al mare.

A patto di avere accesso a una rete internet, è possibile portare avanti la propria attività lavorativa. In tal senso, questo tipo di business si sposa completamente con l’ottica del secondo lavoro.

Svantaggi legati dropshipping

Non mancano naturalmente anche degli svantaggi legati a questo particolare modello di impresa. Questi vanno attentamente analizzati per cercare di capire se il dropshipping è realmente la soluzione ideale per le proprie esigenze e aspirazioni oppure se è meglio rivolgersi ad altre tecniche.

Margini ridotti

Il fatto che i produttori si accollino gli oneri della spedizione della merce, ha delle ripercussione sui costi della stessa.

Questo comporta una riduzione notevole dei margini che, se di per sé potrebbe non costituire un grande problema (soprattutto se si automatizza il processo di vendita), può risultare un fattore negativo quando si hanno delle merci che non hanno soddisfatto il cliente e sono pertanto restituite.

Gestione dei resi

A prescindere dal motivo del reso, questo risulta uno dei più grandi ostacoli per chi intende lavorare nell’ambito del dropshipping.

Il cliente infatti, si troverà a dover trattare con due diverse entità. Quando si parla di merce low ticket e si ha a che fare con margini ridotti (come appena analizzato), questo modello di business può rivelarsi dunque non così fruttuoso.

Logistica

Se a prima vista non doversi preoccupare della logistica può essere un vantaggio, questa caratteristica legata al dropshipping presenta anche dei lati poco positivi. Soprattutto quando ci si affida a fornitori cinesi infatti, i tempi di consegna possono risultare approssimativi così come il tracking può essere alquanto difficoltoso.

Rapporti con i produttori

L’affidabilità dei produttori è una caratteristica che va ricercata in qualunque tipo di business. In caso di spedizioni non andate a buon fine o altri problemi infatti, agli occhi del cliente il principale colpevole sarà il dropshipper. Naturalmente assumono anche una importanza fondamentale i prezzi proposti (a cui va sempre affiancata la qualità dei prodotti).

Alcuni produttori offrono lo stesso catalogo a centinaia e centinaia di dropshipper e, a meno di non essere particolarmente abili a livello di pubblicità, questo può essere uno svantaggio in quanto rende anonimo il proprio e-Commerce.

Un brand anonimo

Trattando prodotti con un marchio potenzialmente anonimo e non legato all’e-Commerce che li vende, tale attività commerciale rende comunque poco distinguibile il sito del dropshipper dalla concorrenza. Rispetto al metodo proposto con Amazon FBA infatti, non si investe denaro a priori ma si ha lo svantaggio di non potersi differenziare dalla concorrenza. Ciò, soprattutto nei settori più saturi, può essere uno svantaggio enorme.

Per differenziarsi dunque, è per esempio consigliato di incrementare l’user experience durante la navigazione del sito o di curare in maniera particolare l’assistenza. Ciò però, talvolta può non essere sufficiente.

Dropshipping

Aprire dropshipping in franchising

La filosofia dropshipping è spesso abbinata a quella del franchising. Chi non ha particolare tempo, voglia o capacità per selezionare dei fornitori dunque, può talvolta essere molto utile per ottenere un certo supporto.

Di fatto, affidarsi al franchising, permette di ritrovarsi di un sito e-Commerce e un sistema pronto per essere utilizzato. In un contesto del genere, non servono particolari conoscenze a livello di advertising e di realizzazione di siti Web.

L’azienda che si occupa di franchising infatti, è pronta a fornire un e-Commerce, a formare e assistere il dropshipper sino a un vero e proprio supporto per questioni legali. Non solo: potendo contare su un marchio conosciuto, è possibile avere anche notevoli vantaggi a livello di immagine.

Come qualunque altro tipo di franchising però, vi è lo svantaggio di dover sborsare diverso denaro per poter ottenere quanto detto. Nel complesso, l’operazione può costare diverse migliaia di euro anche se, a conti fatti, può essere piuttosto conveniente.

Chi infatti si appresta ad avvicinarsi per la prima volta al business online, va incontro ad alcuni errori utili alla formazione. Questi possono costare molto caro sia per quanto riguarda il tempo che nell’ambito del denaro. Poter cominciare un’avventura in franchising, permette di limitare il margine di errore e di poter comprendere come funziona l’ambito dropshipping senza dover per forza rimetterci denaro.

Nulla vieta che, dopo un’esperienza di questo genere, non si voglia avviare un’attività “in proprio” da affiancare (o per sostituire) il franchising.

Quanto si può guadagnare con il dropshipping?

Come abbiamo visto, il modello di business conosciuto come dropshipping ha pregi e difetti. Arrivando a ciò che maggiormente conta però, è lecito chiedersi quanto può rendere questo tipo di attività. In tal senso, tutto dipende da una serie di fattori.

La piattaforma utilizzata, la pubblicità, e l’individuazione dei canali giusti per acquistare e rivendere prodotti è molto determinante in tal senso. Rispetto ad altri tipi di vendita, i margini qui sono ridotti così come sono ridotti i rischi. Dunque per ottenere maggiori introiti è bene avere un giro d’affari piuttosto elevato.

Anche se la maggior parte di persone ha introiti che oscillano dai 50 ai 200 euro giornalieri, i più abili dropshipper riescono facilmente a raggiungere (e superare) i 1.000 o 5.000 euro mensili.

Tutto ciò è frutto di esperienza e di studi continui, piccoli errori fisiologici, oltre a un certo senso degli affari affinato con il tempo.

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