Investire in obbligazioni: cosa sono e come valutarle

Investire in obbligazioni è sicuramente uno dei metodi più apprezzati da investitori ed esperti di finanza. Le obbligazioni possono essere di vario tipo, citiamo ad esempio i titoli di Stato.

Le obbligazioni statali (messe da enti pubblici) sono ovviamente le più sicure, e spesso sono anche altamente remunerative.

Nel mondo della finanza, le obbligazioni hanno lo scopo di reperire liquidità da parte dell’aziende che emettono i titoli.

Per questo motivo vengono chiamati anche prestiti obbligazionari. Investire in obbligazioni significa quindi “prestare” del denaro a chi emette i titoli, per poi ricevere il rimborso completo del capitale (sempre nel tempo), più gli interessi maturati sul capitale investito.

Ovviamente prima di investire in obbligazioni dovrete valutare attentamente l’offerta, e seguire una serie di parametri-base.

Questo servirà ad evitare spiacevoli imprevisti, come capitato ad esempio qualche giorno fa ad un noto istituto di credito italiano. Per ulteriori informazioni leggi anche: “Banca Generali: acquistati bond legati alla ‘ndrangheta?”.

Di seguito come investire in obbligazioni.

Investire in obbligazioni: la valutazione del titolo

Come già detto in precedenza, le obbligazioni emesse da enti statali sono sicuramente le più appetibili visto il bassissimo livello di rischio. Ma, appunto, le obbligazioni non sono tutte uguale e differiscono tra loro per tutta una serie di caratteristiche.

Quindi, prima di investire in obbligazioni, dovrai tener conto di quattro parametri fondamentali: il rating, il tasso di interesse, la durata, e infine la valuta. Se porrai la giusta attenzione a questi fattori, al momento dell’acquisto sarai sicuro su quale titolo puntare.

Il rating

Partiamo con il rating. Si tratta di un valore che indica la solidità di chi emette le obbligazioni, che possono essere sia statali che non.

Più alto sarà il rating della società emittente, più basso sarà invece il rischio legato all’investimento. Per essere sicuri, evitate le società dal rating basso, ma iniziate a fare un pensierino sull’acquisto solamente se il rating è medio-alto.

Il tasso di interesse

Poi se volete guadagnare, sarà meglio valutare il tasso di interesse delle obbligazioni che state per acquistare. Si tratta della rendita vera e propria che vi porterà il titolo. Però fate attenzione, solitamente più è alto il tasso di interesse, più sarà alto che il rischio legato all’investimento.

Gli interessi maturati vengono riscossi regolarmente con cadenza mensile, trimestrale, semestrale, annuale, o in alternativa direttamente a scadenza.

La durata

Un altro fattore determinante è la durata dell’investimento. Non è possibile indicare una tempistica esatta dato che per ogni obbligazione corrisponde una scadenza. La durata può essere quindi breve (1 anno), media (5 anni) o lunga (10 o più anni).

Di solito più è lunga la durata dell’obbligazione, più sarà elevato il tasso di interesse. Fate comunque molta attenzione perché, come già specificato, più alto saranno gli interessi, maggiore risulterà il rischio.

La valuta

Infine, l’ultimo parametro da considerare per chi vuole investire in obbligazioni è la valuta legata al titolo. Fattore assolutamente da non prendere alla leggera, visto che ogni valuta ha un diverso valore.

Nel caso in cui un’obbligazione venga emessa in una valuta locale (quindi differente dal nostro euro), dovrete calcolare il tasso di cambio, che potrebbe anche rendere svantaggioso l’investimento.

Da tenere in considerazione anche un eventuale rischio legato al cambio (soprattutto per titoli a lunga scadenza).

Ti è piaciuta questa risorsa? Premiaci!
[Totale: 1 Media: 5]

About Vincenzo F

Grande appassionato di economia e finanza, mi piace scrivere su mercati, indici, azioni, investimenti e tutto ciò che riguarda questo settore. Studio costantemente l'andamento dei mercati, e sono sempre alla ricerca di rialzi e ribassi. Ho fatto in tempo a comprare un monolocale e un pc. Tutto il resto l'ho investito.

Leggi Anche

Unicredit-BPM: no di Mustier alla fusione, spunta MPS?

Dell’ipotetica fusione tra Unicredit e Banco BPM ne avevamo già parlato qualche giorno fa. Avevamo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *