Public Speaking: Tecniche e Strategie per Imprenditori

Un imprenditore di solito è pronto ad affrontare ogni tipo di avversità, pur di portare a casa il risultato. Gestire i dipendenti, parlare con i clienti, prendere in mano gli attrezzi per finire prima il prodotto anche in piena notte se necessario, ma quando c’è da parlare in pubblico, in quel caso, la cosa cambia.

Public Speaking per Imprenditori

Il solo pensiero di parlare in pubblico, per la maggior parte delle persone ha un effetto immobilizzante, in parole povere, fa paura. E’ una delle più grandi e più comuni paure, quella che fa sudare i palmi delle mani, quella che fa balbettare e incespicarsi.

public speaking

Proprio per questo motivo, sono state inventate delle procedure da seguire per gestire questa ansia e imparare a elargire un discorso memorabile anche davanti una sala stracolma di persone. Scopriamo quali sono..

Solo una cosa vogliamo dirti prima di iniziare: diventare un buon oratore pubblico, richiede un duro lavoro e tanta pazienza. Sei pronto?

 

Perché è importante essere un buon oratore 

Prima di entrare nel vivo del discorso, elencando le strategie più usate per diventare un ottimo speaker, vorremmo catturare la tua attenzione sul perché è così importante per un uomo d’affari, saper parlare in pubblico. In realtà se proprio dobbiamo dirla tutta, imparare un’ottimo metodo per parlare in pubblico non dovrebbe riguardare solo gli imprenditori. Pensaci bene. Noi siamo abituati a credere che solo poche persone si troveranno davanti a questa circostanza, ma poi è così davvero?

Pensa ai colloqui di lavoro, oppure quando ti troverai a ricevere un premio. Possono essere tante le circostanze della vita in cui, senza neanche rendertene conto, ti porterà a dover parlare davanti a tante persone. Se poi quella circostanza  riguarda la vendita di un prodotto che vi farà guadagnare un sacco di soldi, la gestione del team, una riunione di lavoro, una convention o il messaggio che vuoi mandare al mondo, l’attenzione da impiegare su come superare in maniera vincente il momento, è sempre importante.

Per realizzare una strategia efficace di personal branding è importante avere una conoscenza approfondita delle tecniche del public speaking.

Che tu sia imprenditore, manager o professionista freelance le occasioni che ti porteranno a mettere in pratica le tue capacità di parlare in pubblico, sono tantissime.

Un imprenditore che si trova al timone della propria azienda, deve dare l’impressione di essere un ottimo capitano. Deve ispirare fiducia per riuscire a vendere il suo prodotto o il suo servizio. Se appare ansioso, balbettante o peggio ancora, se dovesse bloccarsi e fare scena muta, potrebbe innescare un processo deleterio per la reputazione della sua attività, perdendo credibilità.

Allo stesso tempo se sei nel pieno della tua carriera e vuoi dimostrare le tue capacità, saper parlare in pubblico potrebbe accelerare la tua ascesa professionale. Ma da dove si comincia? Per prima cosa devi alimentare la tua autostima e poi buttarti a capofitto nell’apprendimento, iniziando dal principio.

Il promotore, Dale Carnegie

Dale Carnegie è l’uomo della comunicazione, è l’oratore per eccellenza, colui che “inventò” le tecniche da utilizzare per parlare davanti ad un pubblico. Carnegie classe 1888, statunitense, è il promotore di tantissimi corsi finalizzati allo sviluppo personale: quelli che insegnano a vendere, quelli che riguardano il mondo della leadership, della corporate training e delle relazioni interpersonali. Dale, che morì nel 1955, ideò l’insegnamento su come essere abili nel parlare in pubblico.

Dale Carnegie tenne il suo primo speech, ovvero discorso, a New York nel 1912, quando saper parlare in pubblico non era considerata una mera abilità, ma semplicemente un’arte. L’insegnate statunitense era fortemente convinto che ogni essere umano è capace di crescere sia professionalmente che personalmente, se preparato e allenato adeguatamente. Basta, secondo Carnegie, affilare i propri talenti e le proprie capacità, perché tutti, in maniera diversa e soggettiva, li possediamo.

Lo scopo di Dale Carnegie era quello di creare oratori persuasivi ed eloquenti e ancora oggi i suoi corsi sono tenuti in tutto il mondo con un successo esorbitante. Il testo che Carnegie scrisse per i suoi corsi dal titolo “Come parlare in pubblico e convincere gli altri” fu pubblicato nella prima metà del Novecento, superando in breve tempo le 50 ristampe oltre ad essere prontamente tradotto in 11 lingue. Lo scritto fu più volte ripreso dall’autore e arricchito nel tempo di nuove conoscenze ed esperienze.

il testo si suddivide in diverse sezioni come:

  • Acquisizione di più fiducia in se stessi
  • Come rendere umana la conversazione in pubblico
  • La sfida dell’eloquenza efficace

Alla fine della guida elencheremo i corsi in Italia e i libri da leggere sui metodi per parlare in pubblico con successo.

Si comincia con la preparazione

Certo, la preparazione è la cosa fondamentale. Se pensi di cavartela buttandoti nell’improvvisazione, sbagli di grosso. Questo puoi farlo si, ma solo dopo anni e anni di esperienza, ma mai se sei un principiante. Superare la paura di parlare davanti a tante persone sconosciute è il risultato che si otterrà dopo aver lavorato molto su stessi. E’ un vero e proprio lavoro psicologico basato su metodi efficienti creati da professionisti della psicologia e della comunicazione. Una curiosità: sapete che alcune persone hanno più timore di parlare davanti a 10 persone piuttosto che a mille? La bellezza e la stranezza della psicologia umana. Quindi, alla luce di ciò vien da sé che ognuno di noi vive questa determinata circostanza in maniera diversa.

L’obiettivo

Abbiamo iniziato questa guida mettendo in chiaro che un imprenditore, un artigiano, una qualsiasi persona che ha in mano un progetto, vuole e deve portare a casa il risultato per adempiere il suo scopo. Ebbene, quando ti troverai a dover parlare davanti ad una platea, la prima cosa su cui ti devi focalizzare è proprio l’obiettivo. Questo concetto è molto importante perché è proprio da qui che dovrai partire: devi capire chiaramente qual è il tuo scopo? Perché stai parlando a queste persone? Cosa vuoi ottenere da tutto ciò? Sono alcune delle domande che dovrai porti prima di iniziare.



In ragione di ciò devi essere in grado di:

  1. Creare connessioni forti
  2. Convincere le persone
  3. Spiegare chiaramente le informazioni

E’ per questo motivo che dovrai studiare e adoperare i metodi pratici per migliorare e perfezionare il tuo modo di parlare in pubblico. Questo a prescindere dalla tua personale abilità o dal tuo livello di ansia e anche indipendentemente dal fatto se ti stai rivolgendo ai venditori, ai tuoi colleghi, a perfetti sconosciuti. La prima regola  che accomuna la maggior parte dei metodi  per effettuare un’ottima performance, è quella quindi, di tenere sempre a mente il finale. Ma non essere “ingordo”: ricordati che un buon oratore oltre ad AVERE deve anche DARE.

La presentazione

Una volta che hai focalizzato lo scopo, e ricorda dev’essere chiaro al 100%, puoi cominciare a creare la presentazione che dev’essere fatta tutta intorno ad esso. Ci sono speaker che non raggiungono il proprio obiettivo proprio perché non hanno ben chiaro lo scopo da raggiungere. E’ grave! Perché in questo modo non solo non otterrai quello che ti sei prefissato ma ti troverai inevitabilmente in un momento di forte stress e ansia.

Ci sono inoltre  speaker che danno per scontato che lo scopo sia esclusivamente l’approvazione del pubblico, No! E’ un altro errore madornale. Questo ti provocherà solo la sensazione di stare sempre sotto pressione. In sostanza per un ‘ottima preparazione, che ti spiegheremo nei paragrafi successivi, dovrai avere in mente il tuo scopo tenendo conto dei due fattori già citati poc’anzi: tu dovrai ottenere certo, ma anche il pubblico dovrà trarne beneficio.

Scrivere il discorso, la bozza

Ora che hai ben chiaro il tuo scopo,  non ti resta che iniziare con la stesura del tuo discorso. Sappiamo che tutti i governatori hanno sempre un discorso ben scritto quando si rivolgono ai loro elettori e lo stesso vale per te. Allora, da dove incominciare? I guru delle abilità comunicative iniziano con il superamento di un test. In cosa consiste il test? Devi riuscire a scrivere la tua idea principale su un solo lato del tuo biglietto da visita. Sei in grado? Se la risposta è si, significa che sei pronto per iniziare, altrimenti prova finché non riesci.

A questo punto prendi un foglio bianco e comincia con la bozza:

  • Scrivi l’argomento e lo scopo del discorso
  • Scrivi la frase introduttiva
  • Riassumi l’argomento in 4-4 punti chiave.
  • Prendi questi punti e riassumili nella conclusione.

L’introduzione

Ecco, prima di procedere ti dico che di solito appena l’oratore apre bocca, mettiamo a grandi linee, durante i primi trenta o sessanta secondi, le persone decidono già di fare una cosa. Che cosa? Se ascoltarti o farsi i fatti propri, guardando il cellulare o controllando la propria mail.

L’inizio, o meglio ancora l’introduzione è quindi fondamentale!

La dott.ssa Michelle Mazur afferma che alcuni dei modi migliori per iniziare un discorso includono:

  • Narrare un racconto oppure catturare l’attenzione del tuo pubblico con una citazione
  • Dichiarare l’importanza dell’argomento

Allo stesso tempo per disattivare subito l’ attenzione delle persone che sono di fronte a te basta:

  • Dare una definizione presa dal dizionario
  • Raccontare una barzelletta soprattutto se debole e non testata precedentemente
  • Parlare di te, della tua vita
  • Dare un dato di fatto

Il tuo messaggio è la chiave per attirare il tuo pubblico, incitare all’azione e trasformare il tuo pubblico nel messaggero del tuo messaggio. Tuttavia gli imprenditori  fanno fatica a elaborare un messaggio che li posizioni come leader nel loro campo, che li faccia conoscere per la loro esperienza e che crei un movimento di seguaci entusiasti. La potenza di 3 parole incapsula il cambiamento che vuoi creare nel tuo pubblico. È la forza che fa stare seduto il tu pubblico e fargli dire SÌ!

cit. Michelle Mazur

Quindi ora che sai le mosse vincenti e gli errori da non commettere, puoi esercitarti a creare e a testare una serie diversa di presentazioni che stimolino il tuo pubblico a connettersi che l’argomento che intendi affrontare.

Per darti un’idea della potenza dell’introduzione in un discorso basta che tu legga questo: “I have a dream”. Ti dice qualcosa? Pensa che Martin Luther King con queste 4 parole ha catturato l’attenzione di oltre 200.000 sostenitori dei diritti civili.

Corre voce inoltre  che il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, lasci prontamente riunioni se la presentazione appare non intenzionale e poco organizzata. Questa la dice lunga sul valore dell’introduzione. Il tuo obiettivo, è quello di tenere le persone sedute al loro posto, sia mentalmente che fisicamente, dall’ inizio alla fine. Devi assicurarti che i tuoi contenuti siano concisi e propositivi, sostanzialmente perfetti.

I punti fondamentali del tuo discorso

Dopo aver creato l’atmosfera giusta con l’introduzione al tuo discorso, non ti resta che passare ai punti fondamentali. Ricordati sempre che devi mostrare al tuo pubblico lo scopo, non lo devi disorientare.

Sarah Lloyd-Hughes di Ginger Training & Method insegna il “metodo della stringa d’oro”. Di cosa si tratta? Significa che tutto dev’essere legato in maniera impeccabile, quindi:

  1. Trova la discussione: la discussione dev’essere composta da discorsi e ogni discorso deve avere uno scopo. Ma ricorda: entrambi devono esser collegati.
  2. Modifica i tuoi contenuti: quando hai finito di scrivere il discorso, devi essere in grado di “tagliare” ciò che non si collega al tema principale.
  3. Aggiungi i momenti chiave: Lloyd-Hughes li chiama “perline”. Cosa sono? Sono tutte le storie e gli esempi che attraverso l’illustrazione, danno forza al tuo discorso.
  4. Collega: Unendo le “perline” unirai anche i discorsi del tuo contenuto, ottenendo così un lavoro completo ed omogeneo con un senso. Quindi, praticamente scriverai il tuo discorso, lavorando sezione per sezione, racconto per racconto e non riga per riga.

Gli elementi musicali

Heinz Goldman fondatore della Heinz Goldmann International Foundation for Executive Communications, disse: “Ciò che conta non sono i fatti, ma come questi vengono percepiti, l’unica realtà è la percezione”. Non è una frase detta dal primo che passa ma dall’esperto numero 1 delle vendite e della comunicazione. Sentire…percepire:  a questo punto parliamo della musica del tuo discorso.

Le canzoni hanno delle pause, un tempo e una melodia. Le stesse cose le deve possedere il tuo discorso. Solo se quello che dici, ha anche degli elementi musicali, apparirà piacevole e divertente alle persone che ti ascolteranno.

Adesso fermati a pensare: qual è il primo strumento che ti troverai ad utilizzare nel momento in cui dovrai parlare in pubblico? Esatto, è la tua voce. Tu dovrai sapere come usare la tua voce. E’ fondamentale! Può darsi che tu abbia il discorso migliore degli ultimi tempi, ma se non lo presenti adeguatamente in sintonia con la tua voce, potresti buttare al vento mesi e mesi di preparazione. Devi modulare la tua voce nel migliore dei modi. Sii consapevole di questo, se sai controllare la tua voce, questo ti permetterà di dare varietà al tuo discorso, di dare ad esso la musicalità. E ciò cosa ti farà ottenere? L’ attenzione del pubblico.

Quindi tu, che dovrai fare un discorso pubblico puoi imparare dai compositori, applicando nel dettaglio gli elementi musicali quali Triade, Ritornello, Cadenza, Armonia, Ritmo, Rima, Eco ed Effetti sonori.
Puoi trovare esempi di vari discorsi, su come illustrare il tuo discorso lavorando sugli elementi musicali. Esercitati a mettere i diversi elementi in funzione al modo di come parli. Il tuo pubblico non si renderà conto di ciò che sta accadendo, ma apprezzerà  il modo di come invii il tuo messaggio.

Per esempio, metti in evidenza in evidenza i componenti della voce e preparali uno per uno per un risultato efficiente. Quindi:

  • Volume: E’ l’elemento più importante e anche quello che risulta più difficile da gestire. Il volume l’intensità sonora della nostra voce, quella con cui ci facciamo sentire. Essere in grado di gestire il volume della propria voce offre l’ opportunità di essere espressivo, cosa fondamentale in un discorso.
  • Tono: Può essere confuso con il volume ma in realtà il tono è l’altezza timbrica della voce e corrisponde alla prosodia. Così come nella musica esiste la melodia che caratterizza un brano musicale, nel linguaggio parlato si ha la prosodia. Solo se saprai utilizzare la tua voce la prosodia risulterà perfetta e quindi il tuo discorso diventerà piacevole all’udito.
  • Ritmo: Equivale alla velocità con la quale alterni le sillabe di un discorso alle pause. Non è facile e saperlo controllare richiede un certo allenamento costante.
  • Timbro: Il timbro è unico, ognuno ha il suo, in un certo senso è il tuo strumento musicale. Come in una melodia esiste il suono che proviene da un pianoforte, da una chitarra o da un tamburo, allo stesso modo il timbro, riflette le caratteristiche delle tue corde vocali e delle cavità sopralaringali.

La comunicazione non verbale

Mentre la voce fa il suo lavoro devi pensare che anche il corpo in quel momento sta comunicando qualcosa. La domanda è: Cosa comunica il tuo corpo quando parli in pubblico? Che sei una persona calma o nervosa? La comunicazione non verbale è importantissima! Pensa che il linguaggio del corpo e la mimica facciale ha un peso del 55% sulla riuscita del tuo obiettivo. Poi c’è la comunicazione paraverbale, ovvero il volume, il tono e il ritmo della voce con il 38% e infine, la mera comunicazione verbale, quella con le parole, solo per il 7%.

Uno studio dell’ Università della California (UCLA) indica che il 93% di tutte le comunicazioni, è non verbale. Adesso hai capito quanto è importante la preparazione per parlare in pubblico. Se non lavori su questo aspetto, il tuo messaggio passerà solo per il 7%.

Devi programmare tutto: se stai seduto devi stare dritto e ricordarti di alzarti se necessario. Devi  usare  gesti spontanei dimostrando di sapere di cosa stai parlando. Usa lo spazio che hai a disposizione e sappi abbinare le tue espressioni facciali all’ umore di ciò che stai dicendo. E infine, stabilisci un contatto visivo con il pubblico . Allo stesso tempo ciò che non devi assolutamente fare è: ripetere sempre lo stesso gesto , muoverti troppo o troppo velocemente. Dimenticarti di guardare guardare il tuo pubblico o peggio ancora , guardare oltre le loro teste, fino alla parete in fondo alla sala.

Ecco alcuni punti fondamentali per approfondire la comunicazione non verbale:

LA DISTANZA 

La distanza dev’essere abbattuta. Se ti trovi in una grande sala, devi trovare il modo di avvicinarti al tuo pubblico. La cosa che fanno in molti, se ci fai caso, è quella di scendere dal palco e girare tra i tuoi ascoltatori, però attenzione! Non devi esagerare. I gesti poi, devono essere ben calibrati e se vuoi attirare l’attenzione su una cosa in particolare, fai alcuni passi in avanti, verso il tuo pubblico. Al contrario, se vuoi alleggerire la tensione, fai qualche passo in dietro.

Queste dritte ti danno già un’idea su come devi usare il linguaggio del corpo, che di per sè, è una lingua a tutti gli effetti. Tutto questo serve per spezzare la monotonia e trovare un contatto con il tuo pubblico.

Un’altra chicca da non sottovalutare è l’orientamento. Dove ti posizionerai mentre parli sul palco? In fondo? Davanti? A destra o a sinistra? Niente di più facile: per comunicare collaborazione e complicità dovrai posizionarti nella parte centrale della sala, tanto per cominciare.

LA POSTURA

La postura è collegata alla coerenza. Tutto quello che tu dirai dovrà essere accompagnato dalla postura corrispondente: “ciò che dici” dovrà andare a braccetto con “come lo dici”. La tua postura dovrà trasmettere alla platea, sicurezza, spontaneità e professionalità.

Traduzione del linguaggio del corpo

Facciamo finta di avere un dizionario del linguaggio del corpo. Che significato hanno alcune mosse che facciamo? Ecco un breve elenco:

  • Onestà e trasparenza: protendere le mani verso il pubblico e piegarsi leggermente in avanti.
  • Naturalezza: Rimanere con le gambe un pò divaricate alla stessa larghezza delle spalle.
  • Creare un clima di suspense: Porre una domanda e indietreggiare silenziosamente.
  • Eccessiva autorità: Tenere le braccia dietro la schiena.
  • Esagerata informalità: Mettere le mani in tasca
  • Trapelare agitazione mettendosi in posizione di difesa: Toccare troppe volte parti del corpo come la testa, il collo o incrociare le braccia.
  • Trovarsi in difficoltà, tenere le distanze: Incrociare le gambe e le caviglie.

LE MANI

Ebbene, le mani sono veramente importanti dal punto di vista dell’ espressione, a maggior ragione in un discorso pubblico. Le persone senza volerlo avranno a che fare con le vostre mani, se queste gesticoleranno troppo, trasmettendo l’ansia che provi in quel momento.



Come abbiamo fatto per il corpo, ecco l’elenco del linguaggio delle mani:

  • Paura: mani posizionate verso il naso
  • Vergogna: quando le dita si avvicinano alla bocca
  • Rabbia e nervosismo: stringere i pugni
  • Insicurezza: mani unite davanti o aggrappate al leggìo
  • Tensione emotiva: mani che grattano la testa o che toccano il collo
  • Eccessiva sicurezza di sè, sminuire chi hai di fronte: Le mani davanti al petto unite come un piccolo tetto
  • Arroganza: Mani appoggiate sui fianchi
  • Distrazione: Mani che si agitano troppo

A questo punto ti chiederai come dovrai tenere le mani, mentre stai facendo un discorso in pubblico? Semplicemente appoggiate lungo il corpo. Non è facile, è comprensibile ma dopo un pò di allenamento, quando la tua mente sarà presa totalmente da ciò che stai dicendo verrà abbastanza spontaneo e non sarà più “fastidioso”.

LE ESPRESSIONI DEL VOLTO E LO SGUARDO

Abbiamo parlato del corpo e delle mani. Non ci resta che approfondire l’ espressione del volto.Il volto per l’oratore è come uno specchio. Attraverso il volto delle persone che hai di fronte, ti capirai se il tuo messaggio sta arrivando a destinazione oppure ne. Ecco perché è importante creare il contatto visivo.

La regola fondamentale infatti, è quella di guardare dritto negli occhi le persone che hai davanti, per trasmettere loro reale interesse e sincerità. Se guardi da un’ altra parte non solo perdi il contatto con il tuo pubblico ma trasmetti ansia e inadeguatezza. Però attenzione: anche in questo caso non bisogna esagerare! Se il tuo sguardo diventa troppo insistente, capirai che metterai in forte imbarazzo il pubblico e questo non deve assolutamente succedere. C’è una tecnica che ti aiuterà a superare l’inizio, insomma a rompere il ghiaccio. Quando inizi a parlare, non guardare per aria ma soffermati sulle file davanti e poi piano piano  ti allarghi alle file centrali fino a quelle più in fondo.

Ci sono diversi tipi di sguardi, anch’essi hanno dei significati. Ecco un elenco:

  • Sguardo interrogativo di chi ascolta: ha una funzione di rinforzo. Chi sta parlando è invogliato a parlare di più e ad approfondire.
  • Sguardo interrogativo di chi parla: carica emotiva alle parole che si stanno pronunciando.
  • Sguardo intenso di chi parla: effetto persuasivo

L’ABBIGLIAMENTO

Anche l’abbigliamento va curato e calibrato per favorire in primis una buona impressione e poi per cercare sintonia con l’ambiente intorno a sè. L’oratore non è uno showman, o per lo meno non è fare spettacolo lo scopo di un imprenditore che si trova a dover parlare in pubblico. Pertanto è consigliato vestirsi eleganti si, ma anche sobri. E’ una regola antica quella che impone all’abbigliamento anche la comunicazione. Pensa che solo per metà l’abbigliamento svolge funzioni pratiche. L’altro 50% trasmette informazioni sulla personalità della persona e sul suo status sociale.  E’ sconsigliato esagerare sia nel conformismo sia nell’originalità. E’ bene evitare outfit troppo vistosi, con scollature profonde o vestiti troppo attillati.

Controllare la paura

Abbiamo già detto che avere paura di parlare in pubblico è naturale. Ma capita di doverlo fare per lavoro o per altre circostanze più o meno importanti, quindi perché perdere tale opportunità? Magari si tratta della riunione che dà la svolta alla tua vita o l’occasione in cui sarai presentato ad un gruppo di lavoro ambito da tempo. Sono tanti i manuali che ti spiegano come superare la paura di parlare in pubblico ma per concretizzare, sono 2 le tecniche principali su cui concentrarsi per migliorare: crearti delle sfide per espandere la tua zona di comfort e affrontare il problema della tua ansia.

Till H. Gross, il fondatore di Course Concierge, una casa editrice di corsi online, nel suo discorso su “Come diventare più fiducioso”, racconta di essersi lanciato delle sfide, per spingere i confini della sua zona di comfort. Ogni persona ha i suoi limiti e di conseguenza la sua sfida. Devi affrontare il tuo marchio di ansia, perché il panico ti può assalire indipendentemente dal gruppo che hai di fronte o dalla pianificazione che hai fatto.

È importante che tu:

  • Individua le cause e i sintomi della tua ansia e cercare i modi specifici per affrontarli
  • Comprenda che non ti sbarazzerai della paura, ma la gestirai: non esiste infatti una cura magica per l’ansia, ma imparare a gestirla, ti assicurerà di poter pronunciare il discorso che hai effettivamente preparato rendendoti al meglio, di fronte a qualsiasi pubblico, pianificato o estemporaneo.

Il nervosismo d’altronde  è normale! Devo solo fare pratica e prepararti..
Ognuno di noi quando ha paura, sente alcune reazioni fisiologiche come cuori che vanno all’ impazzata e mani tremanti. Non collegare queste sensazioni al fatto che ti esibirai sicuramente male o che ti prenderanno in giro. Un pò di agitazione fa bene. Questa  scarica di adrenalina che ti fa sudare ti rende anche più vigile e pronto a dare le tue migliori prestazioni.

Non esiste la bacchetta magica: il modo migliore per superare l’ansia è tanto allenamento. Prenditi tutto il tempo che hai a disposizione per ripassare il tuo discorso più volte. Una volta che ti sei sentito a tuo agio con il materiale, esercitati, molto. Videoregistrati o chiedi a un amico di criticare la tua esibizione.

Conosci il tuo pubblico

Si, devi sapere con chi hai che fare. Se ci pensi, il tuo discorso, riguarda proprio loro, non te stesso. Quindi facciamo qualche passetto indietro e torniamo alla stesura del tuo discorso. Prima di iniziare a creare il tuo messaggio devi scoprire chi è il destinatario, giusto? Questo ti darà una grande mano nel determinare la scelta delle parole, il livello delle informazioni, lo schema organizzativo e la dichiarazione motivazionale.

Devi concentrarti sul pubblico:  misura le loro reazioni, regola il tuo messaggio e resta flessibile. Fare un discorso statico ti garantirà la perdita dell’attenzione o la confusione anche degli ascoltatori più devoti.

Organizza il tuo materiale

Ovviamente in tutta la fase della preparazione c’è anche quella che richiede l’organizzazione del tuo materiale. Crea la struttura del tuo speech. Annota l’argomento, lo scopo generale, lo scopo specifico, l’idea centrale e i punti principali. Assicurati di attirare l’attenzione del pubblico nei primi 30 secondi. Questo te lo abbiamo già detto. Ricordati di usare in maniera saggia gli aiuti audiovisivi. Succede che alcuni discorsi finiscono per essere completamente assorbiti dagli audiovisivi, ma è un errore pazzesco. Questo interrompe inevitabilmente la connessione diretta con il pubblico, quindi non esagerare, usali per il giusto necessario. La stessa cosa vale per la lettura. Leggi con parsimonia, mantenendo sempre il contatto visivo con il pubblico.

E infine…sii te stesso!

Devi essere te stesso,  è la chiave principale. La tua personalità non può essere offuscata dallìessere un capo parlante. Il pubblico si fiderà di più di ciò che stai dicendo se ti vede come una persona reale e non come un robot.

I migliori corsi per imparare ad essere un ottimo public speaking

Dopo aver letto la nostra guida, non ti resta che cercare il migliore corso di public speaking. Il web ne è pieno, ma ne abbiamo selezionati 3:

  1. Massimo Cavallo: visitando il suo sito ti accorgerai che ha basato la sua promozione di vendita sui NON. E’ un professionista che si presenta come distruttore degli schemi, potrebbe essere interessante approfondire la sua metodologia, iniziando a leggere il suo ebook gratuito.
  2. Agostini Riccardo:  Dal suo sito web si scopre che è il Fondatore del Club di Oratoria Sagrada Familia di Barcellona, vincitore del Campionato Nazionale di Public Speaking di Mallorca nel 2012, vincitore del Campionato Nazionale di Public Speaking di Santander nel 2013 e allenatore della squadra vincitrice del Campionato Nazionale di dibattito di Milano 2015. Vale la pena farci un pensierino.
  3. Paolo Svegli: Ha un canale youtube e ha scritto libri di successo. E’ un un ingegnere gestionale con la passione per la salute mentale: i suoi corsi sono anche avanzati, seguiti da moltissimi imprenditori.

Se invece desideri buttarti prima sui libri, su Amazon c’è l’imbarazzo della scelta ma noi ti consigliamo:

  1. Come parlare in pubblico e convincere gli altri di Dale Carnegie
  2. Parlare in pubblico con la mindfulness: Gestire meglio lo stress da palco con la meditazione e le risorse del linguaggio di Patrick Facciolo
  3. Oratore Vincente: L’abilità di parlare in pubblico di Ted Peace
  4. Il migliore discorso della tua vita: Come imparare a parlare in pubblico di Chris Anderson e Dario Ferrari

 

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