Google Trova Ogni Giorno 25 Miliardi di Pagine Spam

Google ha pubblicato il suo report annuale in cui mostra gli sforzi fatti per combattere lo spam.

Il 2019 si è dimostrato un anno particolarmente impegnativo per la società. Essa, infatti, ha trovato circa 25 miliardi di pagine contenenti spam ogni giorno.

Le pagine contenenti spam sono un flagello per il web e per chi lavora online. Vediamo come il motore di ricerca combatte questo fenomeno.

Google Search Console

Google: la lotta allo spam nel 2019

Google ha mostrato in un report,  pubblicato oggi, gli sforzi che fa per evitare di includere pagine spam nei risultati di ricerca.

Secondo il rapporto, oltre il 99% dei risultati di ricerca di Google è privo di spam e l’azienda fa di tutto per mantenere questi standard.

Ad esempio, il team di webspam della società scopre ogni giorno 25 miliardi di pagine di spam che vengono filtrate ed eliminate dall’indice dei risultati di ricerca di Google.

“Si tratta di tantissimo spam”, dice Google, “Ciò dimostra la quantità di contenuti e la persistenza che gli spammer sono disposti a fare”.

Il rapporto riguarda tutti gli sforzi che il motore di ricerca ha fatto per combattere lo spam nel corso del 2019.

Come viene combattuto lo spam

Google ha ricevuto quasi 230.000 segnalazioni di spam presente nelle ricerche nel 2019 ed è stata in grado di intervenire sull’82% delle segnalazioni elaborate.

L’azienda attribuisce questo successo in parte al miglioramento delle capacità di lotta allo spam acquisite dai suoi sistemi automatizzati. Essi, infatti, sono in grado di apprendere automaticamente le cose. Lo sviluppo di un’intelligenza artificiale che combattesse lo spam è stata una priorità assoluta nel corso del 2019.

“Le nostre soluzioni di apprendimento automatico, combinate con la nostra comprovata e collaudata capacità di applicazione manuale, sono state fondamentali per identificare e prevenire la diffusione di risultati di ricerca contenenti spam”.

Inoltre, Google cerca di sensibilizzare i webmaster di tutto il mondo circa la lotta allo spam.

Quando Google rileva spam, infatti, avvisa il proprietario del sito tramite Search Console. Nel 2019, Google ha inviato oltre 90 milioni di messaggi a tema spam ai proprietari di siti web.

Tali messaggi sono stati inviati per informare i proprietari dei siti circa eventuali problemi che potrebbero influire sull’aspetto del loro sito nei risultati di ricerca.

Le vittorie di Google contro lo spam

Gli sforzi di Google per combattere lo spam sono riusciti a tenere a bada tutto lo spam generato dagli utenti, che è stato ridotto dell’80% nel 2018 e non è cresciuto nel 2019.

Linkare contenuti “spammosi” resta una cosa diffusa, ma Google sta migliorando le sue capacità di rilevazione. Inoltre, la società ha confermato che i link a pagamento e gli scambi di link sono ancora meno efficaci ora.

Oltre il 90% dei link contenenti spam è stato rilevato dai nostri sistemi e le tecniche come i link a pagamento o lo scambio di link sono state rese meno efficaci”.

Google ha anche preso atto dei progressi compiuti per combattere quei siti di spam con contenuti generati automaticamente e immediatamente cancellati. Questi siti, in genere, hanno comportamenti che infastidiscono o danneggiano gli utenti.

Gli esempi includono siti con elementi ingannevoli come pulsanti fasulli, pubblicità invasive, reindirizzamenti sospetti e malware.

Google è stato in grado di ridurre l’impatto di questo tipo di spam sugli utenti di oltre il 60% nel 2019 rispetto al 2018.

L’importanza della lotta allo spam

Contemporaneamente al rilascio di questo report, Danny Sullivan di Google ha scritto un post sul blog della società, sottolineando i motivi per cui conviene tenere lo spam lontano dai risultati di ricerca.

“Senza i nostri sistemi e il nostro team di lotta contro lo spam, la qualità della ricerca sarebbe ridotta. Sarebbe molto più difficile trovare informazioni utili di cui ti puoi fidare.

Se pagine di bassa qualità riuscissero a farsi strada tra i migliori risultati, maggiori sarebbero le possibilità che le persone possano essere ingannate da siti fasulli che cercano di rubare informazioni personali o infettare i loro computer con malware”.

Combattere lo spam, quindi, è conveniente sia per i motori di ricerca che per chi gestisce un sito e lavora online!

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About Vincenzo Napolitano

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