Shopify: Migliore Piattaforma e-Commerce? Come Funziona? Prezzi?

Shopify è una delle piattaforme per e-commerce più apprezzata a livello mondiale.

Nata in Canada, l’azienda che detiene la soluzione, ha saputo imporsi nel mercato per facilità di utilizzo e per prezzi abbordabili anche a piccole realtà.

Una soluzione “facile” ma in grado di offrire ampie personalizzazioni e capace quindi di soddisfare le esigenze sia della piccola impresa che della grande azienda che vuole offrire il suo catalogo online sia a livello nazionale che globale.

Dal 2014 anno del suo lancio la piattaforma ha sviluppato numerosi tools utili ai merchant che facilitano la gestione delle vendite, i sistemi di pagamento, la localizzazione, la gestione del catalogo e con particolare attenzione al mobile. Ad utilizzare questa piattaforma sono oltre 1 milione di realtà in tutto il mondo.

Un motivo c’è, anzi più di uno. Vediamo assieme come funziona e a quale prezzo.

shopify

Come creare il proprio e-commerce su Shopify in 5 step

Primo step – Creare un profilo è molto semplice, tutta la procedura è guidata. Durante la stessa viene anche chiesto di indicare il proprio stato di venditore (alle prime armi, attività già avviata e così via) in maniera tale da poter chiedere il sostegno da parte dell’assistenza che potrebbe dare dei consigli per gestire al meglio l’attività. Una volta effettuato questo passaggio si dovrà scegliere il nome del proprio negozio e in un click si passerà a creare il sito della propria attività.

Secondo step– Il secondo passaggio prevede di indicare i propri dati per ricevere i pagamenti. E’ evidente che l’inserimento di questi dati precede che abbiate già una Partita Iva e siate abilitati alla vendita online (a meno che non si tratta di una mera valutazione del servizio).

shopify 1
Ecco come si presenta il form per i pagamenti in fase di setup

Terzo step – a questo punto l’intelaiatura del proprio sito è pronta, si dovrà quindi indicare il piano che si intende sottoscrivere, differenziato per esigenze e naturalmente per costo (li vediamo tutti più avanti). Nessun timore, sono previsti in ogni caso 14 giorni di prova gratuita e si potrà revocare il pagamento entro la fine di questo periodo.

Gestire il proprio e-commerce con Shopify

Riassumendo nei tre semplici passaggi visti finora si è creato il proprio negozio online e si sono impostate le informazioni di base. A questo punto si entra nel vivo della gestione e anche nella parte più interessante, ovvero:

  • la personalizzazione del proprio sito;
  • il caricamento del catalogo dei prodotti;
  • la gestione degli ordini.

Vediamo cosa propone Shopify proseguendo per step.

Quarto step – Innanzitutto si dovrà creare o importare il catalogo dei prodotti. Dal menu prodotti si procede a caricare singolarmente ogni prodotto partendo dalla descrizione, aggiungendo media (foto, video), proseguendo indicando il tipo di prodotto, il produttore, eventuali collezioni e tag di riferimento. Tutte queste sezioni sono personalizzabili e aiutano sia il cliente nella navigazione che il merchant nella gestione.

Come informazioni oltre che al prezzo di vendita e le informazioni già indicate è possibile anche inserire:

  • costo (quanto paga il merchant il prodotto, utile per la reportistica e calcolo del guadagno);
    informazioni di inventario;
  • codice a barre;
  • possiilità di monitorare la quantità e forzatura di vendita anche in caso di prodotto esaurito;
  • la quantità disponibile;
  • il peso;
  • eventuali informazioni doganali;
  • l’anteprima di come apparirà l’articolo su un annuncio nei motori di ricerca.

Quest’ultima voce è fondamentale nel caso in cui si decida di avviare attività di pubblicità online su Google o Bing.

seo shopify

Quinto step – Una volta che si saranno creati i prodotti in vendita e quindi alimentato il proprio catalogo è bene curare l’aspetto grafico, l’appeal e il layout del proprio sito. Si può scegliere tra numerosi temi standard o attingere a temi a pagamento che possono comunque essere modificati anche a livello di codice per i più esperti che hanno bisogno di maggiori personalizzazioni.

personalizzazione shopify
Ecco come appare il menu delle personalizzazioni del tema

Si può procedere a modifiche su ogni sezione del tema (header, pagine collezioni, footer) per le seguenti voci:

  • colori;
  • caratteri tipografici;
  • barra di ricerca;
  • social media;
  • favicon;
  • notifica di aggiunta prodotto a carrello;
  • fase di check out;

Shopify permette di modificare e adeguare alle proprie preferenze le seguenti aree del proprio sito:

  • homepage;
  • area privata;
  • pagine di prodotto;
  • pagine di collezioni;
  • elenco delle collezioni;
  • blog;
  • carrello;
  • pagina errore 404.
pagine shopify
Il menu delle pagine modificabili

Terminato l’abbellimento si potrà associare il sito creato ad un proprio dominio (es. nomemioecommerce.it). Chiaramente questo è un passo importante per migliorare il proprio posizionamento del sito e offrire maggior credibilità nei confronti del cliente finale. Con pochi euro è possibile acquistare un dominio personalizzato da associare mediante un semplice reindirizzamento. Shopify gestirà anche questa possibilità con un semplice click.

Gestione dei clienti su Shopify

gestione clienti shopify
Una sezione della schermata dei clienti su Shopify

La gestione dei clienti in Shopify è fondamentale. Da questo menu è possibile infatti vedere una scheda di tutti i clienti che hanno effettuato acquisti da noi, una scheda abbastanza ricca di informazioni che spaziano dall’anagrafica alle informazioni su eventuali esenzioni fiscali, passando per le note aggiuntive che si possono inserire manualmente o eventuali tag utili per raggruppare tipologie di clienti. E’ contemplata anche la possibilità di indicare se il cliente accetta o meno comunicazioni commerciali. Si tratta chiaramente di una informazione fondamentale per applicare attività di marketing come invio di newsletter, direct mail ecc.

Le schede di clienti possono essere importate (se avete già una vostra lista, create manualmente, oppure create automaticamente nel momento in cui il cliente perfeziona l’acquisto).

Analisi e reportistica

La sezione Analisi si presenta molto ricca di informazioni e permette di monitorare:

  • le vendite totali generate;
  • le visite al negozio;
  • la percentuale di clienti abituali;
  • tasso di conversione dell’e-commerce;
  • valore medio dell’ordine;
  • totale degli ordini.

Oltre a questo è possibile anche gestire numerose informazioni utili tra le quali si contano:

  • prodotti più popolari;
  • visite per località;
  • per dispositivo;
  • per fonte di traffico (comprese le vendite, non solo le visite);
  • monitorare quanto portano i social in termini di visite e vendite;
  • le vendite attribuite ad azioni di marketing
report Shopify
Esempio della sezione report di Shopify

Per quanto riguarda il tasso di conversione, il report è suddiviso in:

  • clienti che hanno aggiunto al carrello;
  • utenti che hanno raggiunto la pagina di pagamenti;
  • ancora utenti che però hanno già perfezionato l’ordine.

Questa suddivisione è importante perché può aiutare a determinare alcune azioni che potrebbero stimolare il cliente che non ha raggiunto la fine del processo a chiudere l’ordine (ad esempio l’invio di e-mail, uno sconto ecc. ovviamente nel rispetto delle preferenze del clienti in termini di privacy).

Ognuna delle voci viste poco sopra costituisce un report a sé stante a cui si possono applicare filtri (come intervalli di date), tutti i dati sono esportabili o comunque salvabili per consultazioni successive e per tenere uno storico circa l’andamento della propria piattaforma di vendita online.
Anche i report specifici sulle vendite sono ben approfonditi. Essa permette di monitorare:

  • vendite;
  • acquisizione;
  • clienti;
  • margine di profitto;
  • contabilità;
  • comportamento;
  • inventario;
  • marketing

Infine è anche possibile monitorare in tempo reale quanto sta accadendo sul sito. Se site curiosi di sapere quanti visitatori state avendo in tempo reale, quanti stanno chiudendo un ordine e così è sufficiente accedere alla voce live view. Se il sito è di successo è una sezione magari meno utile di altre, ma che può dare moltissima soddisfazione.

Marketing automation su Shopify

Un moderno sito di e-commerce per funzionare a dovere ha bisogno di alcune automazioni che ne facilitano il funzionamento e che potrebbero essere ottimi alleati per maggiori profitti. Shopify offre numerose opportunità di automazione per stimolare le vendite. Creare campagne di marketing automatizzate può essere non solo un modo per spingere “un po’ più in là” il vostro sito di e-commerce, dandogli un tocco più professionale.

Di cosa stiamo parlando? Avete presente quelle mail che ricevete dopo aver visto un prodotto interessante su un sito ma che ancora non avete deciso di acquistare? Ecco queste mail sono nella stragrande maggioranza dei casi inviate automaticamente e Shopify permette di farlo, ma questo è solo un esempio delle potenzialità.

La piattaforma infatti gestisce oltre che le mail dei carrelli abbandonati, anche le seguenti azioni automatiche:

marketing automation shopify
Le possibilità offerte da Shopify in termini di marketing automation

Come si nota le azioni disponibili sono numerose e spaziano dalle mail passando anche attraverso l’sms. Quest’ultimo è uno strumento un po’ più invasivo rispetto alla posta elettronica che usato in modo oculato può però dare buoni risultati.

Gli strumenti pubblicitari e di supporto alle vendita di Google Ads (così come quelli di Bing Ads di cui abbiamo parlato in un recente articolo) sono ovviamente a pagamento e si basano su annunci nei motori di ricerca, network di siti affiliati o ancora nella sezione shopping.

Gestione dei codici sconto in Shopify

La gestione dei codici sconto su Shopify è molto efficace e il tool è ben strutturato. Il venditore può creare un codice sconto in pochi click e contando su numerose opzioni disponibili.

codice sconto shopify
La pagina di creazione dello sconto in Shopify

E’ possibile scegliere tra diverse tipologie di sconto applicabili mediante inserimento di codice rilasciato al cliente:

  • Percentuale;
  • Importo fisso;
  • Spedizione gratuita;
  • Paghi X e ricevi Y;
  • Sconto applicato su intero ordine o collezioni specifiche o ancora su prodotti specifici

e in più si possono prevedere requisiti minimi per l’applicazione dello sconto scegliendo tra:

  • Nessuno;
  • Importo minimo di acquisto (€);
  • Quantità minima di articoli;
  • Date di validità o range temporali.

Lo sconto può essere inoltre applicato a tutti indistintamente o solo ad alcuni gruppi di clienti o clienti specifici (per scusarsi per eventuali disagi, come ringraziamento ecc.).

Quanto costa Shopify?

L’offerta commerciale di Shopify si suddivide in una versione standard adatta a piccole e medie imprese e una versione Plus adatta a grandi aziende che hanno un volume di vendite online molto elevato. In quest’ultimo caso l’offerta è completamente tarata sulle esigenze dell’azienda e di conseguenza anche il prezzo di listino viene redatto ad hoc.

Rimanendo nella versione standard, quelle che rispondono alle esigenze della maggior parte, si distinguono tre profili:

  • Basic Shopify ad un costo di 29 dollari/mese;
  • Shopify, 79 dollari/mese;
  • Advanced Shopify, 299 dollari/mese.

Tutte e tre offrono:

  • un sito web con certificato SSL e un blog;
  • la possibilità di caricare illimitati prodotti del catalogo;
  • un numero di account staff variabile a seconda dell’offerta (2 per quella più economica, 5 per l’intermedia e 25 per l’avanzata);
  • l’assistenza in tutti i casi è garantita in lingua a inglese 24 ore al giorno e 7 giorni su 7;
  • la piattaforma offre anche in tutti e tre i casi integrazione con i maggiori marketplace (Amazon, Ebay ecc.);
  • possibilità di generare coupon sconto.

I buoni regalo e la reportistica invece sono prerogative dei pacchetti intermedio e avanzato (in quest’ultimo caso la reportistica è anche più approfondita). Solo l’Advanced offre anche integrazione con partner terzi per quanto riguarda il calcolo delle spese di spedizione che potrebbero essere diverse a seconda del Paese verso cui si spedisce o in base al peso e così via.

Non ci sono costi di set-up e sono previsti sconti del 10% in casi di pagamento anticipato per 12 mesi e 20% se l’anticipo riguarda 24 mesi.

Come sono gestiti i pagamenti su Shopify

Veniamo alla gestione dei pagamenti, sempre verificati con sistemi antifrode. Il modello di Shopify si basa su commissioni differenti a seconda che i pagamenti siano effettuati con Shopify Payments, carte di credito europee o carte di credito extra europee secondo questo schema:
Tutti i pacchetti prevedono zero commissioni se le transazioni passano attraverso Shopify Payments; negli altri casi:

  • Basic Shopify – carte di credito europee 1,9% + 0,25 € fissi – carte di credito internazionali 3,6% + 0,25 € fissi – sistemi di pagamento extra Shopify Payments si applica il 2% di commissione;
  • Shopify – carte di credito europee 1,8% + 0,25 € fissi – carte di credito internazionali 3,4% + 0,25 € fissi – sistemi di pagamento extra Shopify Payments si applica il 1% di commissione;
  • Shopify Advanced – carte di credito europee 1,6% + 0,25 € fissi – carte di credito internazionali 3,2% + 0,25 € fissi – sistemi di pagamento extra Shopify Payments si applica il 0,5% di commissione.
prodotto shopify
Anche i sistemi di pagamento Paypal e Gpay sono contemplati in Shopify. Anche graficamente il risultato è apprezzato.

Il venditore può scegliere quali sistemi di pagamento accettare, scegliendo non solo tra carte di credito, bonifico ma anche Paypal e Gpay. Naturalmente l’utilizzo di questi sistemi di pagamento implicano che il “merchant” abbia un account come venditore e che quindi si accolli le fee previste da queste piattaforme/strumenti di pagamento.

checkout shopify
Esempio di pagina di checkout su Shopify

Le opportunità del dropshipping

La dematerializzazione del magazzino e l’affidamento a terzi della logistica è uno dei trend più in voga negli ultimi anni. I vantaggi sono evidenti se si pensano i costi azzerati (o quasi) per quanto concerne il magazzino, lo stoccaggio della merce, la movimentazione e nessun rischio di rimanenze. E’ proprio questo, riassumendo, ciò che offre il dropshipping.

Sostanzialmente il venditore mette in vendita i prodotti attraverso la sua vetrina, il suo sito internet gestito con Shopify. La merce non è posseduta fisicamente dal venditore, che fa piuttosto da collettore di ordini, salvo poi smistarli ai siti produttivi o magazzini delocalizzati. A questo punto saranno strutture specializzate, in accordo con il venditore, a occuparsi della movimentazione della merce e della spedizione al cliente.

Con il dropshipping il venditore pubblicizza i prodotti, mostra nel migliore dei modi il catalogo e cerca di stimolare la vendita. Sarà il fornitore a occuparsi appunto degli oneri che concernono la gestione del magazzino, ma anche la spedizione al cliente e ovviamente l’imballo del prodotto.

Su questo modello commerciale è evidente che il fornitore applicherà dei prezzi però maggiori rispetto all’accaparramento di merce preventiva. I guadagni quindi potrebbero inficiarne seppur ragionando su grandi numeri il guadagno possa essere interessante. Molto dipende dal prodotto, dalla merceologia trattata e da eventuali “speculazioni” che si possono generare.

Quanto si può guadagnare con il dropshipping?

Molti di voi si staranno chiedendo se il gioco vale la candela. Considerando che l’investimento iniziale è relativamente basso si tratta di un business che può essere affrontato con discreti margini di successo. Nel caso non dovesse funzionare non si assisterebbe ad una perdita catastrofica. Sempre ragionando in termini di margini di guadagno questi potrebbero essere stimati tra il 5 e 30%. Si tratta di una variabilità e oscillazione molto elevata proprio per via della natura stessa di questo tipo di commercio. Tipologia di prodotto e grado di affidabilità dei fornitori oltre che le spese di trasporto sono tutti elementi che possono fortemente influenzare l’andamento.

Non sono di certo solo quelli visti poco sopra gli elementi influenzanti. La “democratizzazione” delle vendite online ha portato anche ad un aumento particolarmente elevato della concorrenza. Naturalmente ciò comporta un livellamento dei prezzi al ribasso e la necessità di maggiori investimenti in marketing per far emergere il proprio e-commerce. Nello stilare il business plan della vostra attività occorrerà considerare anche questi fattori.

Quali sono i rischi del dropshipping?

Come visto i rischi del dropshipping a livello monetario sono limitati. Il business potrebbe non decollare non generando i profitti sperati. Mettendolo in preventivo si segnalano altri ipotetici rischi, tra questi i più comuni sono:

  • fornitori poco fedeli (potrebbero chiedere soldi per entrare nel business;
  • potrebbe inserire nei pacchi spediti pubblicità diretta volta a bypassarvi acquistando direttamente;
  • corrieri poco attenti e conseguente merce non recapitata o danneggiata;
  • mancanza di supporto e assistenza sempre da parte del fornitore in caso di problemi;

A questo punto tra le accortezze da seguire prima di stipulare un accordo con fornitori in dropshipping ci sono:

  • possibilità di monitoraggio delle consegne puntualmente;
  • gestione della mail di ordine in consegna al cliente;
  • reso facile per il cliente;
  • nessun costo aggiuntivo per “aderire” alle politiche commerciali del fornitore;
  • pagamenti flessibili e quanto più possibile a vostro vantaggio.

Come scegliere i fornitori in dropshipping?

Per una prima valutazione della gestione di uno store in dropshipping Shopify mette a disposizione un suo strumento chiamato Oberlo. Si tratta di un’app, gratuita per un primo utilizzo, che automaticamente importa prodotti che possono essere venduti attraverso il vostro e-commerce.

A voi non resterà che pubblicizzare la vostra piattaforma e generare ordini. Si tratta di uno strumento interessante in fase di valutazione che presenta però dei limiti in termini di merceologia trattata e di margini di guadagno non particolarmente elevati. Successivamente il consiglio è di passare a piattaforme che aprono le porte al dropshipping con maggiori opportunità. Tra queste Shopify segnala per affidabilità:

  • Bazarissimo – propone un po’ di tutto come dice il nome stesso, dall’abbigliamento al benessere e salute al tempo libero. Nonostante la grafica un po’ amatoriale del portale è considerato un buon riferimento;
  • My Shop Casa – è specializzato in prodotti per la casa e in particolare biancheria e tendaggi;
  • Big Buy – è una piattaforma che offre un catalogo molto ricco di prodotti che spaziano da casa e giardino a salute e bellezza, profumeria, giocattoli, informatica e molto altro;
  • 12print – offre un servizio di stampa di foto, fotolibri personalizzati e altri gadget gestibili anche in dropshipping.

Quali adempimenti sono necessari per operare in dropshipping con Shopify?

Gli adempimenti per la gestione in dropshipping, sia che ci si avvalga di Shopify sia che ci si affidi ad altre piattaforme simili, sono sostanzialmente:

  • Possedere una regolare partita IVA (il codice Ateco  è 47.91.10 ovvero “Commercio al dettaglio di prodotti via internet”);
  • Si deve essere iscritti al Registro delle Imprese della Camera di Commercio del proprio territorio;
  • Essere iscritti alla gestione INPS dei commercianti;
  • Presentare al Suap del Comune (quello dove avete la sede legale) la certificazione di avvio dell’attività.
  • Scegliere il regime fiscale a cui aderirete.

Passando alla fatturazione per il dropshipping questa prevede che che voi registriate la fattura d’acquisto del fornitore e successivamente la vendita al cliente finale. Naturalmente per una gestione più articolata le cose potrebbero essere un po’ più complicate.

E’ il caso ad esempio di spostamenti di merci da un Paese Extra comunitario come la Cina verso l’Europa e successivamente la vendita al cliente. E’ buona prassi farsi assistere per tutta l’attività da un bravo commercialista. Senza questi minimi requisiti la vostra attività non può essere esercitata! Per avere maggiori approfondimenti su opportunità simili e aggiornamenti sull’evoluzione della piattaforma potete consultare il blog di Shopify costantemente aggiornamento.

A nostro parere Shopify rappresenta un’ottima piattaforma per chi si vuol concentrare sulla vendita online senza dover per forza investire nella realizzazione di un sito di e-commerce partendo da zero. Fermo restando che se il business dovesse funzionare a dovere, si può sempre propendere per uno sviluppo successivo verso una piattaforma realizzata ad hoc. Buoni risultati si possono raggiungere anche sfruttando il CMS WordPress opportunamente “adeguato” all’e-commerce. Buon…guadagno!

foto: trivons

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