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Amazon FBA – Cos’è, Come Funziona, Quanto si Guadagna?

Tra i tanti metodi per guadagnare online, recentemente è sempre più pubblicizzato Amazon FBA. Questa opportunità offerta dalla celebre piattaforma di Jeff Bezos lavora nell’ottica del Fullfillment By Amazon. Ciò significa che, attraverso questo modello di business, è possibile concentrarsi direttamente sul prodotto, lasciando nelle esperte mani di Amazon la gestione di logistica, stoccaggio e consegna dei prodotti.

Si tratta di vantaggi da non sottovalutare, considerando che chi opera in questo settore può dunque fare a meno di magazzini (incluse relative tasse, utenze ed eventuali affitti, inventari e sorveglianza). Inoltre, dal momento della consegna dei prodotti ad Amazon, è possibile usufruire del supporto dell’azienda stessa la cui esperienza nell’ambito delle vendite online è assolutamente fuori discussione.

amazon fba

Questi vantaggi hanno chiaramente un costo, una percentuale che la piattaforma trattiene al momento della vendita che si aggira solitamente intorno al 15% sulla vendita finale del prodotto. Pur trattandosi di una parte considerevole del profitto, chi lavora con cognizione di causa in questo ambito non ha problemi ad affrontare questo costo.

In questa guida infatti, non solo analizzeremo cos’è e come funziona Amazon FBA, ma andremo a suggerire alcuni piccoli consigli su come ottimizzare le proprie vendite. Con tali nozioni, un po’ di pratica sul campo e un pizzico di fiuto per gli affari, Amazon FBA può diventare non solo una fonte di sostentamento, ma anche un ottimo metodo per arricchirsi.

Come iscriversi ad Amazon FBA e le tipologie di account

A livello pratico, iscriversi ad Amazon FBA non è particolarmente complesso. Accedendo a services.amazon.it è possibile utilizzare lo stesso account utilizzato comunemente per comprare su Amazon, ottenendone uno anche su Sellercentral.

Ancor prima di procedere però, è necessario scegliere tra il piano Base e quello Pro. L’abbonamento Base è gratuito, ma ha il limite di 40 vendite al mese ognuno dei quali avrà una commissione fissa per la vendita di 0,99 euro. L’account Pro invece, costa 39 euro al mese e, oltre a non avere limite di vendite, garantisce assistenza extra.

Nota bene: nel caso un account superi le 40 vendite mensili, deve per forza diventare Pro se si vuole continuare a vendere su Amazon.
L’iscrizione vera e propria
La procedura d’iscrizione non è particolarmente complessa. Dopo aver cliccato su “Registrati” è necessario inserire alcuni dati come paese in cui si trova l’azienda, tipologia di ditta, ragione sociale e altre informazioni legate all’attività come indirizzo della stessa e partita IVA.

Fatto ciò è possibile scegliere il “Nome visualizzato” ovvero il nome con cui il rivenditore sarà riconosciuto su Amazon. Infine, per verificare l’identità, è necessario attivare ufficialmente l’account tramite una telefonata (o un SMS) e inserire informazioni come numero di carta di credito o coordinate bancarie.

sellercentral

Come scegliere i prodotti da vendere con Amazon FBA

Chiunque vuole utilizzare questo modello di business, deve affrontare il primo passo fondamentale verso vendite e successo. La scelta del prodotto da vendere su Amazon infatti è ovviamente essenziale per la buona riuscita del lancio sul mercato.

Ancor prima di contattare direttamente i produttori è bene effettuare uno studio di mercato, per cercare di comprendere quale può essere la tipologia di merce da proporre ai clienti. Pensare di poter commercializzare un articolo solo perché si pensa vagamente possa essere valido, senza approfondire cosa pensano i potenziali clienti, è pura follia.

Per analizzare quali tipologie di merce vengono maggiormente ricercate online, è buona pratica affidarsi a tool specifici come Keywordtool.io, Junglescout e Keywordtooldominator (che approfondiremo singolarmente in seguito).

Una volta compreso cosa attrae maggiormente l’attenzione delle persone, è bene “filtrare” tali prodotti al fine di massimizzare le vendite. Per esempio, è buona norma prendere in considerazione solo merce che ha volumi di almeno 1.000 – 1.500 ricerche mensili. Questo per permettere vendite più rapide e dunque raggiungere in breve tempo il ROI (Return Of Investment).

Peso, ingombro, fattore resi

Effettuata questa prima scrematura dei potenziali prodotti vendibili attraverso Amazon FBA, è necessario andare più nello specifico, cercando per esempio di evitare merce particolarmente pesante o con ingombro notevole. Ciò va considerato nell’ottica delle spese di trasporto considerando che, come vedremo, nella maggior parte dei casi la merce dovrà giungere in Italia dalla Cina. Il trasporto ha una incidenza notevole nei costi complessivi e, per quanto possibile, trattare merce di dimensioni contenute può risultare molto più conveniente.

Al di là dell’ingombro del prodotto, va anche considerato il rischio reso. Sotto questo aspetto, molti imprenditori impegnati in questo settore evitano dispositivi elettronici o vestiario. Anche se questi garantiscono un ottimo profitto infatti, sono spesso soggetti a potenziali resi. Di fatto, in caso di reso, gli oggetti i tornano nel magazzino Amazon costituendo un mancato introito.

Soprattutto chi è un neofita del settore, dovrebbe dunque concentrarsi su merce con un peso inferiore al chilo e quanto più possibile non soggetto a guasti o malfunzionamenti che possono causare facilmente dei resi.

Normative in fase di vendita, stagionalità e quantità

Un ulteriore tipo di distinzione va fatta nell’ottica delle normative. Acquistare prodotti dalla Cina senza conoscere approfonditamente le normative del paese in cui si vende, può risultare molto pericoloso. All’estero infatti, non sono spesso così attenti ai materiali utilizzati per la realizzazione dei prodotti. In tal senso bisogna tenere conto delle norme europee, per non incorrere in problemi che possono compromettere la transazione e recare un danno per mancato introito.

Altro fattore di cui tenere conto è la stagionalità di un prodotto. Se, per esempio, si intende vendere degli ombrelloni da spiaggia, è comprensibile che sarà molto difficile avere vendite costanti durante tutto l’arco dell anno. Il modello Amazon FBA è maggiormente indirizzato verso un business più immediato e dunque, a meno di particolari occasioni (o di imprenditori particolarmente esperti) è sconsigliato operare con beni legate alla stagionalità.

Se focalizzarsi su prodotti che hanno picchi periodici è pericoloso, lo è ancora di più seguire una moda momentanea. In tal senso infatti, il rischio di rimanere con il proverbiale “cerino in mano” e con il magazzino pieno di merce invenduta, è troppo elevato. In tal caso, solo i rivenditori più esperti possono azzardare mosse di questo tipo anche se, proprio per la loro esperienza, solitamente evitano questo tipo di business.

Infine, va tenuto anche conto delle quantità degli stock. Anche se per un neofita non è consigliato esagerare con gli ordini, proprio per fare esperienza e valutare se le proprie scelte sono azzeccate, chi opera su Amazon FBA da tempo, può valutare di effettuare acquisti di lotti più consistenti. Ciò comporta l’abbattimento dei costi della produzione ma anche del trasporto.

Come trovare prodotti da rivendere su Alibaba

logo-alibaba

Alibaba è da molti considerato come una sorta di Amazon cinese. In realtà si tratta di uno store digitale molto più improntato verso la vendita all’ingrosso. Chi frequenta questo portale anche occasionalmente, avrà notato che in tutti i prodotti sono specificati diversi prezzi in base alla quantità di merce ordinata.

Anche se esistono tanti altri store, orientali o meno, Alibaba ha raggiunto nel corso degli anni una posizione predominante in questo settore. Grazie alle garanzie offerte agli acquirenti infatti, si tratta di uno dei servizi dove è meno probabile venire in parte o totalmente truffati. I produttori, a dispetto di un comportamento spesso accondiscendente ed estremamente gentile, talvolta non hanno la benché minima etica. A dispetto di assicurazioni e di controlli qualità (di cui non ci occuperemo in questo capitolo), va fatta un’attenta selezione nella scelta dei fornitori ancor prima che dei singoli prodotti.

Uno sguardo alla pagina del produttore

Molte indicazioni riguardo all’azienda produttrice si possono ottenere semplicemente e direttamente dalla piattaforma Alibaba. Cliccando in alto a destra sul nome dell’azienda infatti, è possibile accedere a una scheda riassuntiva della stessa. Qui è possibile esaminare quali prodotti essa produce e ottenere gli eventuali contatti indispensabili per parlare personalmente con la ditta.

Poco sotto il nome dell’azienda comunque, sono disponibili diverse altre informazioni riguardo la stessa come:

  • paese di produzione
  • se si tratta di un fornitore verificato
  • se è disponibile la trade ensurance
  • voti medi
  • numero di transazioni
  • tempo medio risposta a messaggi
  • i mercati verso cui la ditta tratta maggiormente (in base al continente)

Queste informazioni forniscono molti dati utili riguardo il produttore, anche se è necessario andare un po’ più a fondo prima di considerare un’azienda del tutto affidabile.

Niente intermediari

L’obiettivo di andare a trovare merce direttamente in Cina è di tagliare sugli intermediari. Per questo motivo, è bene fare attenzione a non cadere nelle mani di una figura che ricopre proprio questo ruolo. Per fare ciò può essere utile esaminare prodotti simili (ed eventuali costi) sulla piattaforma stessa. Questo perché difficilmente un intermediario propone merce allo stesso prezzo del fornitore vero e proprio. Affidarsi a queste persone, oltre che aumentare il prezzo, può causare problemi anche in fase di personalizzazione del prodotto.

Quando può convenire rivolgersi agli intermediari?

Nonostante ciò che è stato appena detto, in alcuni casi potrebbe rivelarsi quasi indispensabile rivolgersi ad essi. Infatti, soprattutto chi ha appena cominciato a lavorare nell’ambiente dell’import, non può lavorare su lotti di merce di grandi dimensioni.

Questo può precludere alcuni fornitori che non lavorano con quantità piccole di merci. In tal senso, un intermediario può fare da collegamento tra i grandi produttori e i rivenditori che si affidano ad Amazon FBA.

Il fornitore è affidabile?

Definire l’affidabilità di un fornitore non è qualcosa di semplice. Sicuramente Alibaba offre alcune metriche valide come le recensioni e la trade insurance. Ciò però non basta e, prima di affidarsi a dei perfetti sconosciuti, è bene magari indagare un po’ sul sito del produttore stesso.

Alcuni fattori, come l’assenza di una licenza commerciale o un sito poco curato e aggiornato, potrebbero essere indicatori di un’azienda poco affidabile. Indagare attraverso i motori di ricerca sulla nomea del produttore poi, è quasi un passaggio fisso.

L’arte del contrattare

Su questo tema sono stati scritti interi libri e, andando nello specifico, si andrebbe leggermente fuori tema. Trattare con produttori cinesi non è semplice, soprattutto se non si può lavorare su lotti consistenti.

Alcune leve interessanti potrebbero essere il mostrare altri preventivi della concorrenza, oppure proporre altri vantaggi in termini di spedizione. Una volta instaurato un rapporto di fiducia, vi sarà il reciproco interesse nel mantenerla. Trattando bene un fornitore, dopo diversi acquisti, è possibile pretendere piccoli sconti o altre condizioni vantaggiose come “premio fedeltà”.

Partecipare a fiere ed eventi

Quando il business diventa particolarmente fiorente, è possibile dedicare anche tempo e viaggi per poter conoscere di persona fornitori o comunque rappresentanti delle aziende. In fiere importanti come quella di Canton o la East China Fair, è possibile fare conoscenze proficue.

In alternativa, esistono alcune manifestazioni negli states nelle quali è possibile comunque avere un contatto diretto con i produttori. Naturalmente, visto il dispendio di tempo e denaro, recarsi presso tali fiere è consigliato solo una volta che il proprio business ha solide basi e il giro d’affari risulta alquanto elevato.

Alternative ad Alibaba?

Nonostante Alibaba sia leader del settore, non è detto che un rivenditore un po’ smaliziato non possa destreggiarsi anche su altre piattaforme simili. Tra le tante, possiamo citare:

  • Aliexpress
  • Made-in-China.com
  • Dhgate.com
  • DX.com
  • World.taobao.com (in cinese)
  • Tmall.com (in cinese)

Per chi comincia comunque, è consigliabile prendere dimestichezza con questo tipo di attività affidandosi ad Alibaba.

Strumenti e servizi per le indagini di mercato

Comprendere cosa interessa al pubblico è fondamentale per concludere la vendita dei prodotti in tempi abbastanza ristretti. Per compiere delle indagini di mercato, essenziali prima di contattare i fornitori, esistono diversi tool davvero utili. I migliori strumenti in tal senso, sono a pagamento e funzionano con sottoscrizioni mensili.

Comunque non è detto che si debba usufruire degli abbonamenti per sempre: se si intende vendere un solo tipo di prodotto infatti, dopo il primo mese di sottoscrizione non vi sarà necessità di individuare nuove merci da trattare. C’è da considerare anche un altro aspetto, ovvero che nessun tool è infallibile. Qualunque rivenditore infatti, dovrebbe usarne almeno un paio contemporaneamente per poter fare un raffronto tra i risultati ottenuti così da avere più chance di individuare il prodotto ideale per il proprio commercio.

Di seguito analizzeremo brevemente quali sono i servizi e le piattaforme utili per chi intende operare nell’ambito di Amazon FBA.

Come usare Keywordtool.io per fare un’indagine di mercato

keywordtool.io

A prima vista, Keywordtool.io si presenta come un tool molto semplice. Si tratta di un campo per inserire le potenziali keyword con alcune opzioni disponibili. Poco sopra lo stesso, è possibile selezionare entro quale ambito è necessario fare la ricerca e, come è facilmente comprensibile, nel caso specifico va usato Amazon. La localizzazione, dovrebbe essere di default “Italy – Italian – Italiano”. Nel caso così non fosse, è bene provvedere a settarlo come tale.

Nonostante il motore di ricerca sia già utilizzabile anche solo con l’impostazione della regione/lingua, è possibile anche andare nello specifico della merce trattata. Questo avviene impostando la tipologia di prodotti da ricercare (abbigliamento, alimentari, auto e moto, bellezza eccetera). Ora non resta altro che inserire una keyword e vedere quali risultati restituisce.

La schermata seguente, offre una panoramica di tutti i termini trovati collegati in qualche modo alla keyword. Cercando tablet economico per esempio, è possibile individuare 8 parole chiave collegate a tale query. Nello specifico, per ogni termine, sono disponibili dati come volume di ricerca, competitività, CPC e Trend. Naturalmente, una keyword con alto volume di ricerca, competitività relativamente bassa, CPC non elevato e trend stabile, va a definire il prodotto ideale per ritagliarsi il proprio spazio all’interno di Amazon.

Come già accennato, Keywordtool.io non è uno strumento gratuito. L’abbonamento Pro Basic (il più economico) costa 49 dollari al mese. L’alternativa, l’abbonamento Pro Plus, costa 10 dollari in più ma consente di condividere l’account con altri 5 utenti (abbattendo dunque i costi).

Va inoltre considerato che questa piattaforma che può essere utile anche nell’ambito della SEO più “tradizionale” o per chi vende su eBay, per esempio. Dunque abbonarsi a tale strumento può essere una scelta piuttosto azzeccata.

Alla scoperta di Keyword Tool Dominator

keywordtooldominator

Keyword Tool Dominator è un potente strumento per individuare e analizzare le parole chiave. Esso è in grado di agire su eBay, Amazon, Etsy e altri store digitali, ottenendo informazioni essenziali per chiunque vuole lavorare in questo settore.

Rispetto ad altre piattaforme, KTD offre la possibilità di sottoscrivere il servizio una tantum. Il tool apposito per Amazon costa 69,99 dollari (anche se spesso è soggetta a sconti) e, soprattutto, è fruibile con una prova limitata.

Cliccando su “Try free” sulla home page di KTD infatti, è possibile testare con mano cosa offre la piattaforma. Qui, dopo aver selezionato Amazon Italia e aver ricercato la keyword, è possibile cliccare sul bottone a forma di lente d’ingrandimento per ottenere i risultati della ricerca.

Dopo qualche secondo di attesa, KTD restituisce una lista con una serie di keyword correlate con relativa popolarità delle stesse (con una scala che va da 1 a 10, compresi eventuali decimali). Ottenuta la lista, è possibile selezionare in blocco o singolarmente le parole chiave e, tramite il bottone “Add Selected to your Keyword List” passare le keyword direttamente sulla lista a destra della pagina.

Da qui è possibile ancora una volta scegliere una per una le parole chiave oppure prenderle in blocco, per poi scaricarle su un file con formato CSV (facilmente leggibile da Excel o software simili). Le keyword così ottenute possono essere utilizzate non solo per individuare prodotti, ma anche per ottimizzare e migliorare la scheda prodotto di una tipologia di merce già presente su Amazon. Tutto ciò, per migliorare il proprio ranking e dunque la visibilità.

Come usare Jungle Scout per Amazon FBA

Jungle Scout

Jungle Scout funziona in maniera simile a Keywordtool.io ma, rispetto ad esso, presenta un grande vantaggio. Esso infatti, può lavorare singolarmente anche su Amazon.it, potendo permettere un’analisi del mercato direttamente sullo store del nostro paese.

Grazie a un fornito database interno inoltre, Jungle Scout permette di poter individuare i fornitori più affidabili, di monitorare i costi dei prodotti e naturalmente di analizzare le ricerche dell’utenza.

Questo tool può vantare una Web App vera e propria e un’estensione per il browser Chrome. La prima costa 49 dollari al mese contro i 39 della seconda, anche se è possibile sottoscrivere entrambi i servizi contemporaneamente pagando 79 dollari mensili. Nota bene: il prezzo è da considerare per un range che va dalle 0 alle 500 vendite mensili. In caso di vendite maggiori infatti, i servizi costeranno di più. Un modo per risparmiare denaro in tal senso è sottoscrivere abbonamenti annuali che risultano più convenienti rispetto alla somma di dodici mensilità.

Web App di Jungle Scout

Si tratta di un software online liberamente raggiungibile da qualunque tipo di browser attualmente sul mercato. Si tratta di una piattaforma che permette di:

  • individuare nicchie di mercato in cui poter fare profitto
  • individuare prodotti specifici
  • tracciare i prodotti dei competitor
  • analizzare il livello di competitività
  • effettuare previsioni sui guadagni

E altre informazioni estremamente utili per chiunque intende operare nell’ambito di Amazon FBA.

All’interno del programma è possibile avere accesso a quattro diverse funzionalità che rappresentano il cuore pulsante di Jungle Scout, ovvero:

  • Niche Hunter, che consente di individuare nicchie di mercato con un rapporto volumi/competitività migliori.
  • Product Tracker, utile per tenere sott’occhio la concorrenza. Risulta molto utile se abbinato a Niche Hunter.
  • Product Database invece si concentra sui singoli prodotti, consentendo di individuare quello specifico più adatto alle esigenze del rivenditore. Per fare ciò, è possibile usare diversi parametri e filtri avanzati.
  • Keyword Scout, il tool più classico e paragonabile ad altre piattaforme che offrono servizi simili a Jungle Scout.

Jungle Scout Extension per Chrome

Come già accennato, esiste anche una estensione utilizzabile direttamente da Chrome per sfruttare le potenzialità di Jungle Scout. Questo plugin può essere molto utile se si intende analizzare nicchie di mercato e prodotti direttamente mentre si sta navigando su Amazon.

Jungle Scout Extension offre strumenti in grado di:

  • analizzare il numero di vendite e dei guadagni mensili di un singolo prodotto
  • calcolare gli eventuali profitti e le eventuali commissioni
  • analizzare il ranking dei venditori
  • valutare le opportunità e il potenziale successo di un prodotto

Inoltre, va tenuto conto che l’estensione si integra perfettamente con la web app.

Keepa, uno strumento gratuito per monitorare i prezzi

Keepa

Keepa è un servizio che permette di visionare lo storico dei prezzi della maggior parte della merce presente su Amazon. Si tratta di uno strumento valido sia per chi vende sulla piattaforma, sia per chi vi compra con una certa regolarità. Grazie ai plugin per Firefox, Chrome, Edge e Opera, è possibile integrare Keepa nel proprio browser per gestire le ricerche dei prodotti in maniera molto più rapida e dettagliata.

Si tratta di uno strumento un po’ meno specifico per chi vuole fare business con Amazon FBA visto che, in poche parole, serve a tracciare i prezzi su tale piattaforma. Questo dunque, può essere molto utile anche a chi intende semplicemente acquistare su Amazon cercando i prezzi più convenienti.

Tra le tante funzioni offerte, Keepa permette di:

  • aggiungere articoli presenti nella Lista dei desideri per monitorarne l’andamento del prezzo
  • valutare l’andamento dei prezzi di un prodotto specifico (con il range che va da un giorno a tre mesi)
  • impostare alert per un prodotto e un prezzo specifico. Quando il prodotto raggiunge tale costo, si riceve una notifica
  • individuare prodotti che hanno subito un forte ribasso rispetto al prezzo precedente
  • comparare i prezzi tra i diversi store internazionali di Amazon
  • propone grafici storici con l’andamento dei prezzi
  • a ciò va aggiunta anche la pratica estensione per Chrome

Anche se si tratta di uno strumento meno “chirurgico” rispetto ai precedenti, Keepa risulta comunque utile per chi non vuole fossilizzarsi su un solo prodotto e preferisce tenere gli occhi aperti a 360 gradi su Amazon (sia per acquistare che per vendere). Dulcis in fundo, Keepa è un tool completamente gratuito.

Google Trends, un ottimo tool di supporto

Google Trends

Google Trends è uno strumento gratuito che offre una panoramica generica su cosa la gente ricerca su Google. Non essendo focalizzato su Amazon, i risultati restituiti da questo tool sono generici, ma ciò serve comunque a capire cosa la gente cerca sui motori di ricerca e soprattutto permette di conoscere quali siano le tendenze in crescita o meno.

Una volta entrati sul sito infatti, basta inserire una keyword per ottenere informazioni importanti come:

  • un grafico che mostra la tendenza della ricerca per la keyword digitata (l’intervallo di tempo preso in esame è estremamente personalizzabile)
  • interesse per singola regione
  • argomenti correlati (ed eventuale tasso di crescita/decrescita trend)
  • query associate

Pur trattandosi di uno strumento più indicato per chi lavora nell’ambito SEO, SMM o nel giornalismo, Google Trends risulta comunque un ottimo modo per tenere d’occhio le ultime tendenze e le ricerche più frequenti degli utenti.

Sonar-Tool

Sonar

Sonar è un tool disponibile sia in modalità free (con alcune limitazioni) e in modalità premium. Esso permette di ottenere numerose informazioni utili su Amazon per chi intende vendere su tale piattaforma, soprattutto in fase di ricerca di keyword, e dunque prodotti, che possono portare introiti.

Per poter sfruttare questo strumento, è necessario accedere alla pagina principale del servizio, selezionare il parametro “Keyword” e poi lo store Amazon in cui vogliamo fare la ricerca. A questo punto è sufficiente digitare la keyword da ricercare per far elaborare a Sonar i risultati.

Il risultato è una schermata che contiene alcune preziose informazioni come parole chiave correlate (non sono mostrate tutte nella versione free del servizio), parole e keyword fortemente collegate al prodotto e una lista con la merce in vendita che appare pertinente alla ricerca. Inoltre, è possibile scaricare un file con il formato CSV che contiene la lista delle parole chiave correlate.

Ritornando al campo di ricerca delle keyword, è possibile effettuare una ricerca specifica su dei prodotti di concorrenti, inserendo direttamente il codice ASIN.

Interazione con i produttori

Selezionata la merce da trattare, è bene individuare chi è in grado di fabbricarlo. Come già accennato, i maggiori referenti per quanto riguarda la produzione sono asiatici. La Cina, attraverso il portale Alibaba o simili, costituisce infatti l’ambiente ideale per scovare opifici che vendono a basso costo.

Il primo passo in tal senso è dunque utilizzare Alibaba (o una tra le tante piattaforme simili) per individuare produttori che trattano la merce precedentemente esaminata e scelta come proprio articolo da vendere. Anche in questo caso, è necessario fare una selezione ponderata, onde evitare problemi con merce di scarso valore. Per esempio, è buona prassi affidarsi solo a chi aderisce al Trade Insurance. Questa forma di assicurazione garantisce tutele all’acquirente sia per quanto riguarda i tempi di consegna, sia per l’integrità dei prodotti al momento dell’arrivo in Italia.

Fatto ciò, si può cominciare a selezionare i produttori per scegliere poi quello più adatto. Si tratta di una fase in cui è bene chiedere preventivi e informazioni riguardo ciò che si va a comprare. In questo contesto va calcolato il rapporto qualità/prezzo, che si può testare con mano chiedendo l’eventuale invio di un campione del prodotto. Questa prova però, non è sufficiente a garantire la qualità della merce che, al momento della consegna, potrebbe essere diversa da quanto provato personalmente.

In tal senso è consigliabile, soprattutto quando si è alla prima transazione con un produttore, affidarsi a un servizio di controllo qualità. Vista la sempre maggiore mole di prodotti provenienti dalla Cina, alcune aziende si sono infatti specializzate nel controllo della merce prima delle spedizioni verso l’estero. Naturalmente questo servizio ha un costo ma può costituire una garanzia da non sottovalutare per le spedizioni più “corpose”.

Personalizzazione dei prodotti

Ritornando un attimo al campione ricevuto per provare con mano la merce, questo può essere utile anche per la personalizzazione dei prodotti. Quando si effettuano ordini con quantitativi consistenti infatti, è possibile chiedere al produttore di effettuare delle modifiche al manufatto che possano avere maggiore impatto sul mercato nostrano.

Oltre ad eventuali migliorie che si possono suggerire dopo la prova infatti, è possibile analizzare già i propri competitor per individuare quali siano i punti deboli di quel genere di prodotto. Le recensioni su Amazon, in tal senso, risultano essere fondamentali. Quando ci si appresta ad acquistare uno stock di merce da vendere in Italia (o in qualunque altro paese), è bene infatti riuscire a differenziarsi rispetto alla concorrenza, cercando di colmare le lacune lamentate da chi si è già procurato tale tipo di mercanzia.

Inoltre, va tenuto anche conto di un altro fattore. La stesse merce fornita da un produttore è spesso uguale a quella proposta da tanti altri. A livello di immagine dunque, personalizzare il prodotto con il proprio brand, con colori o modifiche nel momento della sua fabbricazione, potrebbe servire a renderlo meno anonimo e più appetibile.

L’etichetta di spedizione Amazon

Infine, risulta pressoché indispensabile richiedere che sulle confezioni sia posizionata l’etichetta di spedizione Amazon. Ogni singolo pacco destinato ai magazzini di Amazon infatti, deve essere identificato da un’apposita etichetta che va richiesta al produttore.

I produttori più smaliziati avranno già ben presente come funziona la gestione delle etichette. In ogni caso, è bene che chiunque si avvicini al mondo di Amazon FBA si informi in modo dettagliato sulle modalità da seguire, direttamente tramite la piattaforma in questione.

Ordine e spedizione verso l’Italia

Una volta effettuate le richieste per una produzione personalizzata, è necessario procedere con l’ordine vero e proprio. Solitamente, questo viene effettuato con il pagamento in anticipo del 30% della somma complessiva.

A questo punto, per chi non è pratico di Amazon FBA, potrebbe sembrare scontato l’utilizzo dell’aereo per il trasporto. Se nella maggior parte dei casi questa opzione è la migliore, non è sempre così. La nave infatti, in alcuni particolari contesti, può risultare vantaggiosa. Al di là dei tempi di consegna, ambito in cui l’aereo vince il duello a mani basse, la nave propone alcune prerogative favorevoli. La gestione dei prodotti più ingombranti. Se si tratta merce particolarmente voluminosa e/o pesante infatti, può essere improponibile con l’utilizzo dell’aereo. Più genericamente, i costi attraverso il viaggio marittimo risultano decisamente più economici.

Quando scegliere la nave per l’invio della merce? Questa opzione è utile per i lotti di grandi dimensioni e se non si ha particolare fretta. Torniamo all’esempio dell’imprenditore esperto che ha scelto di commerciare i già citati ombrelloni da mare. Esso può acquistarne un numero elevatissimo a gennaio e richiedere una spedizione attraverso il trasporto marittimo. Trattandosi di una merce la cui vendita è prettamente stagionale, il commerciante ha tempo almeno quattro mesi prima di cominciare le vendite e dunque può limare le spese scegliendo questo tipo di trasferimento.

Incoterms e dazi

Gli Incoterms sono termini appositamente ideati per regolare i contratti di vendita internazionali. Prima di poter operare nell’ambito dell’import, è bene conoscere in maniera approfondita questi regolamenti e la loro applicazione. Gli incoterms sono generalmente parte integrante del contratto preparato dal produttore, questi permettono alle due parti di determinare come avviene lo sdoganamento della merce e come vengono pagati i dazi. Nello specifico, solitamente chi tratta con Amazon FBA si ritrova ad avere a che fare con tre tipologie diverse di Incoterms, ovvero:

  • FOB (consegnato e sdoganato). Con questa clausola, la merce viene consegnata al corriere, imbarcata su aereo o nave e fatta uscire dalla Cina. Tutte le operazioni seguenti sono a carico del ricevente.
  • DDP (consegnato sul posto tutto pagato). Tramite questo tipo di Incoterms, il ricevente si impegna a pagare in anticipo tutti i costi annessi alla merce, inclusi dazi e IVA.
  • DAP. Tramite questa clausola, il ricevente si impegna a pagare dazi e IVA nel momento in cui la merce ha raggiunto il territorio italiano.

Corrieri e consegne

Il tema di corrieri e delle relative consegne non è da sottovalutare. La scelta più azzeccata è optare per una delle diverse aziende che hanno convenzioni con Amazon. In questo modo è molto più facile riuscire a trasportare la merce dal porto/aeroporto sino ai magazzini dell’azienda.

In caso contrario comunque, esiste una soluzione alquanto semplice. Una volta che la merce è stata sdoganata, è possibile farla stazionare temporaneamente nel magazzino del corriere. Contattando poi Amazon, è fattibile far prelevare da essa stessa i prodotti. Naturalmente ciò avrà un costo anche se, a grandi linee, questo sarà inferiore rispetto a quanto si dovrebbe sborsare nel chiedere al corriere di portare la merce presso i magazzini Amazon.

La vendita vera e propria su Amazon FBA

Una volta che la merce è disponibile nei magazzini di Amazon, non resta altro che procedere con l’ultimo step di questo processo, ovvero proporre al mercato il nostro articolo. Come è facilmente intuibile, non è una operazione così scontata.

Amazon è diventato un vero e proprio motore di ricerca per gli acquisti e, per molti versi, viene utilizzato come Google. Ciò comporta però anche una grandissima competitività. Riuscire a rendersi visibile dunque, soprattutto per i prodotti più diffusi e venduti, è un ostacolo che può essere superato con qualche accorgimento.

Vendita a marchio privato

Come abbiamo già detto, personalizzare un prodotto è essenziale per avere maggiore visibilità nella sconfinata offerta che caratterizza Amazon. Chi vende merce personalizzata infatti, può usufruire di una propria pagina di vendita che non deve condividere con nessun altro rivenditore.

La vendita a marchio privato (nota anche come private label), consente dunque di poter gestire la propria pagina di Amazon, essendo in grado di assicurare il 100% dell’attenzione di tutti i visitatori della stessa. Inoltre, questa modalità di vendita permette di accrescere il proprio brand, personalizzando la pagina direttamente, rendendola più interessante e incuriosendo i potenziali clienti.

Naturalmente vi è una sostanziale differenza tra creare sommariamente una pagina per la vendita a marchio privato e realizzarne una efficiente. In questo settore infatti, la concorrenza è a dir poco agguerrita. In ogni caso, seguendo tutti i consigli di questa guida, si parte con una base sufficientemente solida da ampliare poi con la pratica sul campo.

Come posizionarsi nel motore di ricerca interno di Amazon

Abbiamo paragonato Amazon a Google non a caso. Al giorno d’oggi, se i motori di ricerca generici sono utilizzati per approfondire la conoscenza che precede l’acquisto, la maggior parte degli utenti si rivolgono direttamente al noto store digitale.

Così come avviene con qualunque altro motore di ricerca dunque, anche quello interno di Amazon si basa su alcuni algoritmi per poter rendere una pagina dedicata ad un prodotto più visibile rispetto alle altre. Infatti, non basta solamente apparire in lista per poter vendere. Apparire in seconda pagina, per esempio, porterà ben poche vendite.

Così come per la tradizionale SEO (search engine optimizer), esistono una serie di pratiche che consentono di rendere più visibile una pagina prodotto posizionandola più in alto nella lista rispetto ad antagonisti che propongono merci simili. Gli algoritmi interni della piattaforma infatti, premiano le pagine prodotto che hanno particolari caratteristiche.

La keyword di ricerca, precedentemente individuata con gli appositi tool, non deve mancare assolutamente nel titolo, in descrizione e nell’elenco puntato della scheda prodotto. Questa può, a seconda del caso, essere presente anche con alcune varianti (plurale-singolare o con sinonimi) nella descrizione dell’articolo.

Non solo keyword: coupon, PPC e recensioni

Se la keyword è importante, va però tenuto conto che esistono una serie di fattori che, con più o meno efficacia, possono spingere verso l’alto la pagina del prodotto. Per esempio, è risaputo che un bene con più transazioni usufruisce di una certa “spinta” da parte degli algoritmi di Amazon.

Come è possibile effettuare le prime vendite? In tal senso è possibile proporre dei coupon per offrire un determinato numero di prodotti e aumentare le vendite. Questi, possono essere venduti a prezzo di costo o, in alcuni casi, anche in perdita (per velocizzare il processo). Una volta creati i coupon è consigliabile distribuirli attraverso forum, gruppi e fan page Facebook e altri canali. Naturalmente va fatta grande attenzione per evitare eventuali abusi da parte degli utenti.

Un’altra alternativa per aumentare il numero di acquisti è affidarsi a una campagna PPC (Pay per Clic). Similarmente a quando disponibile sui motori di ricerca, anche Amazon offre delle campagne pubblicitarie per rendere maggiormente visibili i prodotti. Pagando per ogni clic ricevuto, è dunque possibile mettere in mostra il proprio articolo al fine di favorire visibilità e vendite.

La conseguenza delle prime vendite sarà presumibilmente quella di ottenere qualche recensione. Anche il numero di valutazioni, soprattutto se positive, sono un fattore di ranking non indifferente che contribuiscono a far scalare la graduatoria rispetto alle proposte concorrenti.

CTR e altri fattori

Il CTR (Click-through rate) è un altro parametro che viene considerato in modo significativo da Amazon per gestire il posizionamento di una pagina prodotto. Si tratta del rapporto tra visualizzazioni e clic ricevuti. Per poter ottimizzare questo fattore, l’arma principale è un titolo esauriente e accattivante della pagina.

Seguendo la logica dei motori di ricerca poi, Amazon tiene conto anche di fattori come:

  • visite
  • sessioni
  • utenti unici
  • tempo di permanenza medio sulla pagina
  • link da referral
  • condivisioni social

Infine, hanno anche una certa influenza le statistiche legate all’account del venditore come la sua anzianità, il trend di crescita delle vendite e il numero di prodotti trattati.

I costi fissi di Amazon FBA

A questo punto è bene affrontare un tema che preoccupa, anche giustamente, i neofiti che si avvicinano per la prima volta ad Amazon FBA. Naturalmente questo tipo di business è legato ad alcune spese fisse per il mantenimento dello stesso.

Primo fra tutti è la partita IVA, obbligatoria per chiunque opera nel settore. Grazie al regime forfettario è possibile avvicinarsi a questo ambito senza doversi sobbarcare una quantità di tasse consistenti. In ogni caso, il consiglio è quello di rivolgersi al proprio commercialista di fiducia per avere direttive più chiare in merito.

Non vanno dimenticati poi i 39 euro al mese per la versione a pagamento di Sellercentral. Questo servizio, seppur disponibile anche gratuitamente, offre il meglio di sé con la versione premium. Sellercentral permette al rivenditore di avere una pressoché totale assistenza da parte di Amazon, assolutamente indispensabile per chi intende lavorare seriamente e in modo proficuo, con Amazon FBA.

A tutto ciò vanno aggiunti i costi dei vari tools e dei servizi esterni per individuare keyword e trends. Si può trattare di abbonamenti che proseguono nel tempo o, soprattutto agli inizi, è possibile sottoscrivere un solo mese per raccogliere i dati che servono e poi chiudere l’account. Come è facile intuire, il costo varia a seconda di quantità e tipologia di strumenti che si utilizzano.

Oltre al costo fisso sulla vendita applicato da Amazon, che si aggira attorno al 15%, va poi considerato che è necessario effettuare un investimento per acquistare la merce. In questo contesto, difficilmente avrà senso effettuare transazioni di prodotti per una cifra inferiore ai 1.000 euro per ogni spedizione. I più esperti e smaliziati rivenditori però, possono effettuare ordini di entità molto superiore.

Quanto si guadagna con Amazon FBA

Dunque, quanto si guadagna con Amazon FBA? Risulta quanto si può può lucrare attraverso questa tipologia di business. Molto dipende dal tipo di merce, dal suo costo, dagli accordi specifici con il fornitore e da come si riesce a ottimizzare la pagina prodotto.

Sicuramente chi ha un certo fiuto per gli affari, segue i principi illustrati in questa guida, usa i tool giusti e soprattutto incrementa gli ordini per quanto riguarda la quantità (ed eventualmente ottiene relativi sconti), gli incassi possono essere notevoli.

Con le giuste strategie e selezionando i prodotti più adatti a questo modello di business, è possibile raggiungere e superare anche i 20.000 euro di fatturato mensili. Naturalmente per ottenere (e soprattutto mantenere) queste è necessario dedicare molto tempo a tale attività, oltre ad avere certe capacità imprenditoriali.

Nonostante ciò, non è detto che lavorare con Amazon FBA possa essere semplicemente un’attività “part time” per arrotondare il proprio stipendio o per pagarsi l’affitto. Grazie ai regimi forfettari per le partite IVA infatti, è possibile gestire tale attività anche senza avere entrate elevatissime.

Amazon FBA conviene rispetto ad altri metodi per guadagnare online?

Che con Amazon FBA si possa guadagnare anche cifre ingenti è ormai ben chiaro. Ma si tratta di uno dei metodi migliori per ottenere guadagni online? Anche se il rischio d’impresa è presente, come in qualunque altro tipo di attività, questo modello di business è effettivamente uno dei più solidi tra i tanti offerti dalla rete.

Escludendo metodi poco attendibili infatti, Amazon FBA permette a chiunque abbia un minimo di capacità di ottenere introiti più o meno consistenti, con un rischio di investimento tutto sommato minimo. Paragonando infatti questa attività con un negozio fisico, il denaro da investire è davvero poco e la visibilità offerta da Amazon non ha eguali. Dunque, possiamo affermare con una certa certezza che si tratta di uno dei migliori modi per lavorare (e guadagnare) online.

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