Facebook: Sarà Possibile Vendere l’Accesso agli Eventi Online

Facebook ha annunciato un nuovo modo per poter guadagnare tramite gli eventi creati sul social network.

Gli utenti, infatti, potranno vendere l’accesso agli eventi che creeranno.

Il social network ha dichiarato anche che, almeno inizialmente, non richiederà alcuna commissione sul pagamento degli accessi agli eventi.

Facebook Eventi Online a Pagamento
Un esempio di come sarà la schermata per acquistare l’accesso ad un evento. Da notare che, se l’acquisto sarà effettuato tramite dispositivi mobili, Google ed Apple tratterranno il 30% in commissioni sull’acquisto.

Facebook: sarà possibile vendere semplicemente l’accesso agli eventi

Ciò che rende questa nuova funzione di Facebook davvero interessante è che tutta la promozione, i pagamenti e l’hosting dell’evento sono fatti tramite il social network.

Le persone, quindi, possono pagare l’evento tramite Facebook e guardarlo direttamente online. I creatori dell’evento, inoltre, potranno pubblicizzarlo direttamente sul social network e potranno raccogliere i soldi delle iscrizioni senza rivolgersi ad altre piattaforme.

A causa del COVID-19, molti eventi non possono più essere tenuti dal vivo.

Molte persone, durante la pandemia, si sono abituate a lavorare online. Quindi, forse ora è il momento migliore per iniziare a tenere eventi online e a monetizzare tramite essi.

Se fai parte di una band, ad esempio, puoi tenere un concerto live online e vendere i biglietti per l’evento.

Non dovremo per forza tenere un evento, ma potremo anche sfruttare la funzione per vendere dei corsi online. Ad esempio si possono creare i seguenti corsi:

  • yoga
  • business
  • personal training
  • giardinaggio
  • cucina
  • ricamo

L’elenco dei corsi e degli eventi possibili è limitato solo dalla vostra fantasia e dalle vostre capacità.

Facebook ha dichiarato:

“Le pagine potranno ospitare eventi su Facebook Live per raggiungere un vasto pubblico. Stiamo anche testando eventi a pagamento su Messenger Rooms per incontri più personali e interattivi.

Nei test, abbiamo visto le aziende utilizzare Facebook per ospitare conferenze di esperti, eventi di intrattenimento, podcast, incontri di boxe, corsi di cucina, corsi di fitness e altro ancora”.

A parer nostro, anche molte realtà di grandi dimensioni sfrutteranno tale funzione. Tra di esse potrebbero esserci le maggiori federazioni sportive, musicisti e compagnia di media in generale.

Chi ha una buona base di fan potrebbe guadagnare molto con questa funzione.

La piattaforma non intascherà alcuna commissione

Facebook ha dichiarato che non intascherà alcuna commissione sulle vendite degli eventi.

Tuttavia, Apple continuerà ad incassare una commissione del 30% sugli eventi venduti tramite app mobile del social network per iPhone. Tale commissione è pagata da tutte le applicazioni presenti su App Store e che effettuano una vendita. Facebook ha chiesto ad Apple di ridurre o non incassare tale commissione, ma Apple ha rifiutato la proposta.

Apple è nota per essere molto rigida sulle sue posizioni da questo punto di vista. Recentemente, Fortnite ha abbandonato l’App Store perché Apple non ha voluto ridurre la commissione che intasca su ogni vendita effettuata dal gioco tramite dispositivi iOS.

Anche Google Play incassa una commissione del 30% su ogni vendita effettuata tramite le applicazioni presenti sul suo store, ma Android permette di aggirare il problema scaricando le app da siti esterni e non necessariamente da Google Play.

Nelle zone in cui Facebook Pay è disponibile, tutti i pagamenti effettuati sul web o su dispositivi Android non comporteranno alcuna commissione.

Tali commissioni vanno a ridurre gli introiti di coloro che creano e vendono gli eventi. Esse, a parer nostro, sono giuste, dato che i vari store online hanno dei costi e devono creare degli utili. Il 30% di commissione, però, è davvero tanto.

La questione delle commissioni troppo alte degli store per dispositivi mobili è molto discussa ultimamente. A breve, infatti, potrebbero esserci delle novità rilevanti.

Quali eventi a pagamento possono essere creati?

Chi desidera creare eventi a pagamento su Facebook dovrà rispettare le politiche di monetizzazione dei partner del social network.

Tra le regole da rispettare c’è quella che proibisce cose come l’incitamento all’odio, l’invito ad avere comportamenti violenti e contenuti “sessualizzati” (con i quali il social intende quei contenuti con elementi sessuali non espliciti, ma molto spinti).

Oltre a dover rispettare le politiche di monetizzazione dei partner, le aziende che terranno eventi a pagamento dovranno anche rispettare le più severe politiche di monetizzazione dei contenuti di Facebook.

Queste ultime vietano i seguenti contenuti:

  • Video statici
  • Sondaggi composti da immagini statiche
  • Presentazioni con immagini
  • Video in loop
  • Montaggi di testo
  • Annunci pubblicitari durante l’evento

E indicano alcuni comportamenti proibiti:

  • Creare contenuti bait per aumentare l’engagement
  • Invitare le persone a compiere azioni che aumentino l’engagement

Oltre a vietare comportamenti e tipi di contenuti, il social network vieta (o rende ridotta) la monetizzazione anche per alcune categorie di eventi.

Le categorie in questione sono:

  • Questioni sociali oggetto di dibattito
  • Tragedie o conflitti
  • Attività discutibili
  • Attività sessuali
  • Linguaggio esplicito
  • Contenuti espliciti
  • Disinformazione
  • Informazioni mediche fuorvianti
  • Politica e governo
  • Opportunità di business su Facebook

Tale funzione offrirà alle aziende un nuovo modo creativo di guadagnare fornendo servizi ed eventi online, oltre a permettergli di connettersi con i consumatori in modo più profondo.

Ti è piaciuta questa risorsa? Premiaci!
[Totale: 0 Media: 0]

About Vincenzo Napolitano

Atletico, salutista, non procrastinatore, sensibile. Vincenzo Napolitano non è nulla di tutto ciò. Scrive cose di marketing (soprattutto digitale) per Notizie.Business.

Leggi Anche

Mozilla Firefox

Firefox: Google Resta il Motore di Ricerca Predefinito

Firefox continuerà ad usare Google come motore di ricerca predefinito. Google, infatti, ha rinnovato l’accordo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *