Link Building: Ecco Perchè Alcuni Siti Sono Primi su Google

Link Building

Partiamo subito col dire che la link building è uno dei più importanti parametri da tenere in considerazione quando si vuole fare SEO e che i backlinks di qualità fanno assolutamente la differenza nel posizionamento su Google.

Se gli altri parametri SEO (contenutistici, strutturali, esterni) sono importanti, la link building non è solo importante.. è fondamentale!

Chiunque voglia davvero iniziare a vedere risalire nell’indice di Google il proprio sito web deve necessariamente preoccuparsi di ottenere link di qualità alle pagine del proprio sito.

link building

Link Building cos’è?

La link building è la strategia SEO (ossia la strategia inerente il miglioramento del posizionamento sui motori di ricerca) che si basa sulla creazione/ottenimento di links verso il sito web di cui si vuole migliorare il posizionamento.

Questa strategia si basa sull’assunto: “maggiore è il numero di links che il tuo sito web ottiene da altri siti, migliore è la reputazione che Google dà al tuo sito, migliore è il posizionamento che il tuo sito avrà sull’indice di Google”.

Come fare link building di qualità?

Una volta che abbiamo capito che la link building è un’attività fondamentale se si vogliono raggiungere risultati importanti in termini di posizionamento su Google a livello organico, andiamo a vedere quali sono le migliori strategie di link building esistenti in Italia.

Articoli SeoMilitia™

La strategia SeoMilitia™, che stiamo utilizzano in questo momento anche per questo sito, è forse una delle strategie di link building più efficaci e performanti che possiate trovare.

La strategia di Link Building SeoMilitia™ è molto semplice: il network SeoMilitia™ conta oltre 150 siti (tutti blog multitemaci) sui quali verranno pubblicati degli articoli SEO (scritti da esperti SEO) che parlano del tuo sito, dei tuoi servizi e dei tuoi prodotti.

Ogni articolo, pubblicato su un diverso sito, avrà un link in uscita (backlink) che trasmetterà autorevolezza SEO globalmente all’intero sito e specificamente alla pagina di destinazione con parola chiave specifica.

Per maggiori informazioni sulle campagne SeoMilitia™, per conoscere i prezzi e per provare con un articolo prova gratuito, visita la pagina dedicata: SeoMilitia™ Link Building

I PRO di una campagna SeoMilitia™ (quelli che fanno una differenza nella link building):

  1. ottieni link di qualità da un contenuto reale (ogni articolo è di almeno 500 parole) che è strettamente attinente al contenuto delle pagine del tuo sito web;
  2. ottieni numerosi backlinks velocemente (sarà fatta con gli esperti SEO una pianificazione redazionale con pubblicazione di nuovi articoli ogni settimana, la campagna sarà lenta e graduale);
  3. i siti da cui provengono i backlinks hanno buone metriche SEO e IP differenti;
  4. il network dei siti web sui quali saranno scritti i tuoi articoli è un network proprietario, quindi la pubblicazione degli articoli è immediata, non c’è intermediazione con figure terze (quali appunto i proprietari dei siti pubblicanti) e qualsiasi modifica futura agli articoli viene fatta in massimo un giorno lavorativo;
  5. gli articoli sono permanenti: paghi una volta per degli articoli che restano per sempre e che trasmettono autorevolezza SEO al tuo sito web in maniera costante nel tempo (anzi… più passa il tempo, meglio il tuo sito si posizionerà).

Backlinks provenienti dai Social Network

I backlinks provenienti dai Social Networks trasmettono autorevolezza SEO (come accade per gli articoli SeoMilitia)?

I backlinks provenienti dalle proprie pagine Social (Facebook, Instagram, Twitter, Linkeding) non sembrano trasmettere autorevolezza SEO.

Tuttavia, per quel poco che si indicizzano i contenuti social, pubblicare i propri post del blog/sito anche sulle proprie pagine social può avere una funzione di pinging. In altre parole si costringe Google ad atterrare sulla nuova pagina appena pubblicata.

Discorso diverso va fatto, invece, per il backlink proveniente dalla descrizione di un video Youtube che sembra avere più valore SEO.

I video Youtube, infatti, si indicizzano meglio (hanno addirittura un indice a parte) e i links in essi contenuti sembrano avere più valore in ottica SEO e possono migliorare il posizionamento su Google del proprio sito web (oltre a portare eventuale traffico organico di qualità).

Come NON fare link building di qualità (ed essere penalizzati)

Lo scambio links

Anni fa vi era la moda dello scambio links per fare link building.

Tu metti un link a me e io lo metto a te (addirittura, chi aveva un sito web abbastanza conosciuto riceveva decine di richieste al giorno di scambio links).

Oppure, ancora, le grandi web agency che, gestendo la creazione di centinaia di siti web, creano piramidi e intrecci di links fra i vari siti dei propri clienti (anche scarsamente attinenti dal punto di vista contenutistico).

Inutile dire che oggi lo scambio link non funziona più, anzi potrebbe essere penalizzante!

Le Web Directory

Un’altra strategia che ormai è desueta è quella della segnalazione alle directory (web directories).

Le directories non sono altro che degli aggregatori di siti web divisi per categorie.

Google, oggi, vede le web directory come siti contenitori di altri siti e, in molti casi, gli attribuisce uno spam score abbastanza elevato.

Quindi, le directories, oltre ad essere pressoché inutili dal punto di vista SEO, potrebbero essere anche esse penalizzanti (molte volte quel poco contenuto presente sulle directory… sono descrizioni duplicate su vari siti web).

Backlinks da commenti ai post

Un’altra tecnica molto diffusa qualche anno fa era quella di inserire commenti su articoli di siti terzi.

Ad esempio: hai un sito che parla di motori?

  1. Vai su un sito tipo quattroruote.it
  2. metti un commento ad uno dei loro articoli inserendo come nome del commentatore la keyword sulla quale ti interessa ottenere il backlink e come url del commento la pagina del tuo sito web;
  3. attendi che il commento venga approvato dall’amministratore del sito (su alcuni siti, addirittura, i commenti sono liberi e quindi non devi nemmeno aspettare la moderazione del proprietario del sito).

Inutile dire che questa strategia non porta a nulla (anzi potrebbe essere penalizzante in ottica SEO) perchè:

  1. la totalità dei link da commenti a blog è no-follow (quindi non ti passano autorevolezza SEO);
  2. il moderatore del sito (ed è molto frequente visto che ogni giorno si ricevono commenti automatici con l’inserimento di link) potrebbe segnalarti come spam semplicemente tramite un click nella propria dashboard commenti;
  3. plugin antispam (come akismet) possono in automatico segnalarti come spam;
  4. tutti i siti che auto-approvano il commento sono sommersi da commenti con link a siti spam (e quindi siti con contenuti per adulti, illegali, e-commerce di farmaci di dubbia provenienza, etc),
  5. Google ormai riconosce da anni queste prassi malsane e le rileva in automatico punendole con penalizzazioni algoritmiche (non notificate) o con azioni manuali (notificate nelle search console).

Backlinks da Profili o Firme nei Forums

Un’altra strategia per NON fare link building di qualità è quella di iscriversi a siti molto autorevoli e mettere un link nel proprio profilo personale.

Facciamo un esempio: ti iscrivi al sito di Adobe (che permette di creare un profilo personale) e metti nella pagina del tuo profilo un link al tuo sito web, lo stesso potresti fare con il sito di Microsoft, della tua università, etc.

Oppure, ancora, i links nelle firme sui forums.

Molti forum permettono di mettere una firma personalizzata con del codice html.

Perché non metterci un bel link al proprio sito con anchor text specifica?

Semplicemente perché non funziona!

I backlinks provenienti da profili e firme nei forums sono assolutamente inutili (se non addirittura dannosi) perché, oltre ad essere no-follow, provengono da contenuti non pertinenti, sono inseriti in posizioni a cui Google guarda con diffidenza, e sono ripetuti/duplicati su diverse pagine anche con contenuti assolutamente dissimili e disomogenei (distraendo Google e non permettendogli di individuare per quale tipologia di contenuto sei autorevole).

Comprare Backlinks da siti .edu e .gov

Altra moda molto seguita anni fa, era quella di comprare backlinks .edu e .gov (cioè da siti con queste estensioni).

Si pensava che dal momento che i siti governativi (.gov) e quelli delle università (.edu) fossero molto autorevoli (e con un pagerank molto alto) creare un profilo su questi siti e piazzarci dentro un bel backlinks verso il proprio sito web fosse una scelta vincente.

In realtà, da quando Google algoritmicamente dà sempre più rilevanza all’attinenza e alla pertinenza del contenuto linkante rispetto a quello linkato, questa strategia è inutile (anzi potrebbe essere dannosa e considerata spam).

Non solo perché nella pagina profilo di un utente di un sito .gov o .edu non c’è nessun contenuto ma anche perché questi link provengono da siti stranieri (cinesi, indiani, statunitensi, etc) che non hanno nessuna attinenza (nemmeno linguistica) con le pagine ed i contenuti del proprio sito.

Chiedere backlinks a siti della propria nicchia

Un’altra pratica molta diffusa è quella di inviare email di massa (o comunque in serie) ai gestori dei siti che hanno un contenuto attinente a quello del proprio sito web.

Questa pratica non solo non porta a nulla ma può essere anche dannosa perchè:

  1. molto difficilmente un sito tuo concorrente ti regalerà un backlinks (come dicevamo prima, oggi è risaputo che la link building porta un vantaggio SEO non indifferente e nessuno ti donerà questo vantaggio.. figuriamoci un tuo competitors);
  2. nella quasi totalità dei casi, il sito a cui chiedi il backlink vorrà qualcosa in cambio (e questo qualcosa è un backlink reciproco.. ma abbiamo già detto che lo scambio links potrebbe essere penalizzato da Google);
  3. inviare email con richieste di questo tipo ti espone al rischio di segnalazione spam: chi riceve la tua email (non richiesta) potrebbe esserne infastidito e segnalarla come Spam. Questo porta con se tutta una serie di problemi che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe fare finire l’url del tuo sito web in una blacklist.

Backlinks da RSS Feed

Un’altra strategia molto diffusa è quella di chiedere l’inserimento del proprio RSS Feed in aggregatori di RSS, in siti di notizie (ovviamente di bassa autorità) o, peggio, creare un network di siti vuoti i cui unici contenuti sono RSS aggregati di vari siti (fra cui i tuoi).

Questa strategia ovviamente non funziona, per una serie di motivi:

  1. gli rss seppure generino backlinks visti anche da google (e segnalati nella Search Console), questi backlinks non provengono da un contenuto di qualità attinente e pertinente ai contenuti del tuo sito web (quindi non ti trasmettono autorevolezza SEO);
  2. non solo non trai un beneficio da questi backlinks, ma potenzialmente potrebbero penalizzarti perché alcuni aggregatori RSS ri-postano l’intero contenuto dei tuoi post creando una sorta di contenuto duplicato (che viene penalizzato dall’algoritmo di Google);
  3. generalmente gli aggregatori di RSS hanno uno spam score molto elevato e un ranking SEO molto basso. Chiunque abbia un sito web, soprattutto di notizie, sicuramente avrà decine (se non centinaia) di aggregatori che che catturano e ripubblicano i propri post. Non bisogna temere… Google conosce questo problema e non tiene in conto i backlinks provenienti da aggregatori RSS Feed.
  4. creare un network di siti che aggregano RSS feed per ottenere backlinks, invece, può portare ad una penalizzazione e ad un’azione manuale per spam.

Come capire se un backlink è di alta o bassa qualità?

In realtà non c’è una risposta a questa domanda.

La qualità di un link non è valutabile oggettivamente.

Ci sono dei parametri, tuttavia, che possono dare un’idea di quando un backlink porta qualcosa oppure no.

Questi parametri sono:

  1. età del dominio (e storico) da cui proviene il link (più “vecchio” e autorevole è il sito di riferimento maggiore è la qualità del backlink);
  2. backlink proveniente da un contenuto di qualità e ottimizzato in ottica SEO per quel determinato contenuto / parola chiave (anche se il sito è un sito di informazione generalista e multi-categoria, se l’articolo è ottimizzato in ottica SEO il backlink è comunque di qualità);
  3. quantità di backlinks e interazioni social che la pagina / sito linkante naturalmente ottiene nel tempo;
  4. fruibilità del contenuto che contiene il backlink e interesse che suscita nel pubblico (in molti casi, ad esempio, gli articoli SeoMilitia si posizionano essi stessi su Google per le parole chiave di interesse).

Esistono dei SEO Tools per capire quando un backlinks è di qualità?

In realtà no.

Moz PRO

Moz OSE è forse l’unico tool che permette di capire la qualità del link in entrata tramite le metriche di DA (Domain Authority) e PA (Page Authority).

Queste metriche sono le uniche che si avvicinano ad un ipotetico reale parametro di valutazione qualitativa dei backlinks.

Semplicemente perchè, a differenza di altri Seo Tools, i parametri di DA e PA si basano su valori calcolati sull’effettiva e pura attività di link building (conteggiando i backlinks di ciascuna pagina e commisurandoli ad alcuni valori collaterali, quali ad es. l’età del dominio, il numero di precedenti proprietari, etc).

Installando la MOZ Bar (estensione disponibile per Chrome e Firefox) potrai vedere in tempo reale (ma solo dopo aver creato un account gratuito Moz Pro) il valore di DA e PA di ciascun sito/pagina.

Ecco un esempio:

domain authority moz pro

Majestic SEO

Altre due metriche prese molto in considerazione (soprattutto dai Seo Specialist oltreoceano) è il TF (Trust Flow) e il CF (Citation Flow) di Majestic SEO.

Basta andare sulla pagina principale di Majestic SEO e inserire nel form che trovi nell’homepage il sito o la pagina da analizzare.

Uscirà. quale risultato di ricerca, il punteggio di TF e CF che Majestic Seo ipotizza per il tuo sito web.

Perchè questi parametri non ci convincono?

Perchè non si basano sulla reale e pura attività di link building (una volta si chiamava link popularity) ma su proiezioni e ipotesi basate quasi esclusivamente sul traffico del sito (che, per quanto ci riguarda, è una metrica che solo de relato condiziona la SEO e quindi il posizionamento su Google).

SeoZoom

Un’altra metrica SEO presa ultimamente in considerazione dal pubblico italiano è la Zoom Authority di SeoZoom.

Basta andare sul sito di SeoZoom e nell’interfaccia del tools basta mettere l’indirizzo del proprio sito web e si ottiene questo risultato:

zoom authority seozoom link building

La zoom authority di SeoZoom si basa sulla presunta autorevolezza che il sito esaminato dovrebbe avere in base ad un posizionamento ipotizzato di ciascuna parola chiave (e del relativo volume di ricerca) sull’indice di Google.

Il discorso che fa SeoZoom da noi viene interpretato pressapoco così: “tu sei posizionato con queste 10 parole chiave su Google in queste posizioni, in base ai miei calcoli queste parole chiave per quella posizione generano X visite, in base a queste visite e a questo posizionamento la tua Zoom Authority è Y“.

Il valore di Zoom Authority si basa dunque su un calcolo potenziale, ipotizzato e approssimativo del volume di ricerca di una parola chiave rispetto alla sua posizione sull’indice di Google.

La somma dei volumi di ricerca delle singole parole chiave rispetto al loro posizionamento su Google (quello che sul loro tool viene chiamato “Traffico Mensile”) dovrebbero determinare il valore della Zoom Authority.

Se SeoZoom indubbiamente è un’ottima risorsa per la keyword discovery (anche delle parole chiave della concorrenza) dovrebbe migliorare, secondo noi, nell’attribuzione delle valutazioni/misurazioni riguardo ai backlinks (che vengono catalogati in backlinks di scarsa, buona e ottima qualità) perchè:

  1. fanno dipendere, come detto anche per majestic, l’autorevolezza SEO di un sito dal traffico che ottiene dal posizionamento organico (il traffico sicuramente influenza la SEO ma non necessariamente è il parametro preminente);
  2. il traffico mensile ipotizzato da SeoZoom non è mai (perlomeno in tutti i casi sperimentati da noi) quello reale (e ricordiamo che la Zoom Authority ci sembra dipendere dal traffico mensile ipotizzato). Pertanto, siti con migliaia di visite giornaliere si vedono attribuito un traffico mensile molto più basso di quello reale (e quindi anche una Zoom Authority molto più bassa rispetto a quella che dovrebbero avere e che magari viene attribuita a siti concorrenti che hanno meno visite e meno autorevolezza);
  3. la zoom authority varia drasticamente e rapidamente nel tempo in base alla percezione che SeoZoom ha riguardo le visite che quel sito riceve (ad es. un sito indicizzato su Google News che si posiziona immediatamente (ma per poco) con parole chiave anche molto competitive si vede esplodere il valore di Zoom Authority mentre un sito che ha migliaia di visite giornaliere generate da migliaia di keywords con bassi volumi di ricerca ha un valore di zoom authority molto basso)

Detto questo, SeoZoom è un’ottima risorsa (forse l’unica e comunque la migliore in Italia) ma dovrebbe implementare, secondo noi, una misurazione più stringente ed affidabile dei backlinks basata più sull’autorevolezza SEO del dominio e meno sul traffico organico che lo stesso riceve.

Quando Google “accetta” i backlinks?

Per capire se Google “vede” quel backlink che punta alle pagine del tuo sito (e capire quindi se gli dà valore) è sufficiente utilizzare la Search Console di Google.

Bisogna:

  1. andare alla voce “link” sulla sinistra della search console
  2. cliccare su “siti con link principali
  3. si aprirà la lista dei siti che linkano alle pagine del tuo sito web con backlinks “riconosciuti” da Google.

Ecco un esempio (di un sito sottoposto ad una campagna SeoMilitia):

link esterni search console

Come sapere se ho avuto una penalizzazione algoritmica da parte di Google?

Se sei stato penalizzato da Google algoritmicamente l’unico modo per accorgertene è tenendo d’occhio le statistiche del tuo sito web (se sei stato penalizzato te ne accorgi!)

Se noti un drastico calo delle visite organiche provenienti da Google (basta semplicemente confrontare i dati della search console degli ultimi mesi con quelli dei mesi precedenti) è possibile che hai avuto una penalizzazione algoritmica.

Purtroppo le penalizzazioni algoritmiche non vengono segnalate o notificate.

Molti fanno l’errore di pensare ad una penalizzazione algoritmica quando vedono crollare il proprio sito web.

In realtà il proprio sito web può crollare (nel posizionamento organico su Google) per diversi motivi:

  1. down di server prolungati;
  2. files malevoli all’interno del server (attacchi hacker);
  3. semplice perdita di posizione per keyword importanti (magari perchè i tuoi competitors si danno da fare);
  4. de-indicizzazioni dovute a segnalazioni (ad es. per violazione di privacy, copyright, etc);

Come sapere se ho avuto un’azione manuale anti-spam da parte di Google?

A differenza delle penalizzazioni algoritmiche (che sono già rare) le azioni manuali sono segnalate e notificate direttamente da Google.

Basta, infatti, andare nella Search Console, nel menù “Sicurezza e Azioni Manuali” e poi cliccare sulla voce “Azioni Manuali“.

Come eliminare backlinks dannosi che penalizzano il tuo sito?

In realtà non è consigliabile eliminare i backlinks dannosi tramite tecniche di disavow (che Google stesso scoraggia).

Google riesce a metabolizzare autonomamente i links e ad individuare quelli dannosi da quelli che trasmettono autorevolezza SEO.

Solo se hai ottenuto un’azione manuale (e devi essere molto sfortunato perché non capita quasi mai) potresti valutare di rifiutare i backlinks con il disavow.

Come uscire da una penalizzazione Google?

Per uscire da una penalizzazione Google (che sia algoritmica o azione manuale) è sufficiente che tu continui a fare quello che stavi facendo: produrre contenuti e ottenere backlinks di qualità.

E’ come se dovessi ri-partire da zero.

Quindi contenuti di qualità e una bella campagna SeoMilitia per ottenere backlinks che riportano il tuo sito in alto nell’indice di ricerca.

Che tipo di risultati porta la link building e in che tempi?

Stiamo gratuitamente offrendo (ancora per poco) un mini-corso sulla link building e sul posizionamento su Google.

Più che un corso, in realtà, è un vero studio con casi pratici e reali di nostri siti (o dei nostri clienti)che ti fanno davvero rendere conto di come viene strutturata una campagna SeoMilitia (articoli su siti esterni che trasmettono autorevolezza) e di quanto questi backlinks (nel giro di qualche settimana/mese) migliorano il posizionamento organico su Google.

Materiale assolutamente introvabile (esempi di articoli esterni, screen periodici delle statistiche dei siti sottoposti a link building, strategie spiegate passo-passo) a cui puoi accedere lasciando i tuoi dati nel form qua sotto:

Ti è piaciuta questa risorsa? Premiaci!
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2 commenti

  1. Articolo sulla link building davvero molto completo ed esaustivo. Oggi ho fatto accesso alla search console del mio blog e ho visto nella sezione “Link che rimandano al tuo sito” che ho tantissimi backlinks da siti esteri (anche cinesi o asiatici in generale) di scarsa qualità.. molti sono rss feed che rimandano a miei articoli e porzioni degli stessi vengono riportati sui siti che mi linkano. La mia domanda è: questi links sono dannosi? possono penalizzare il mio posizionamento su Google? Come posso eliminare o far eliminare questi links?

    • ciao, quasi tutti i blog hanno centinaia di backlinks di questo tipo. Non puoi farci nulla e ti sconsiglio vivamente di fare il disavow dei backlinks (perchè 1. se fatto male potresti darti la zappa sui piedi 2. se lo fai una volta entri in un circolo vizioso per cui dovrai segnalare tutti i backlinks dannosi). La buona notizia è che ormai Google automaticamente e algoritmicamente annulla la rilevanza SEO di questi backlinks… buon lavoro!

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