Franchising Videogiochi: Quanto Fatturano? Quanto Investire?

Franchising videogiochi

Esplode il mercato del franchising videogiochi. Prima di affrontare l’argomento è opportuno specificare alcuni aspetti di questo settore molto particolare.  Analizzeremo i dati che ci consegneranno una logica conseguenza alla visione di questo mercato in espansione.

E come vedremo nei successivi passaggi, non si tratta di un segmento che ha visto i suoi picchi solo negli ultimi periodi, ma ha avuto una crescita costante da diversi decenni e pare non conoscere crisi.

franchising videogiochi

In tanti giocano

Alzi la mano chi di voi non ha mai giocato almeno una volta ai videogiochi. Dal 1949, nascita del primo videogioco, al 1972, anno in cui venne commercializzata la prima console, erano ancora poche le persone che potevano permettersi di giocare su un tubo catodico o che possedevano un videogioco. Con il passare degli anni i numeri sono sempre andati verso l’alto. Ormai con la decima generazione di console in procinto di invadere il mercato, in quasi tutte le case, le persone sono connesse a giocare.

Un mercato in netta espansione

Quello dei videogiochi è un mercato nettamente in crescita e sta facendo registrare un incremento al di sopra delle più possibili e rosee previsioni. Un aumento delle vendite che si è tradotto in un fatturato totale di oltre 1 miliardo e settecento milioni di euro. Somma inclusiva, sia di pacchetti hardware, che software fisici e digitali. Il solo fatturato per gli hardware console, i cosiddetti videogiochi da console, registrano un fatturato di oltre 300 milioni di euro.

A questo si aggiunge il settore degli accessori che con una crescita di oltre l’8% (nel 2018) fa registrare fatturati di oltre 100 milioni di euro. Pensate il fatturato del cinema è di 42 miliardi di euro, mentre quello della musica è di 36 miliardi di euro. Insomma le prospettive di ricavi sono abbastanza incoraggianti.

Un videogioco per tutte le età

Un mercato che non riguarda solo una fetta di giovanissimi, come qualcuno erroneamente crede possa essere. A parte l’effetto amarcord che ha riavvicinato tantissime persone cosiddette “over”, c’è anche una fetta di non più giovani (e per non più giovani intendiamo over 50) che si è avvicinato ai videogiochi con molta curiosità. Basti pensare che nell’età compresa tra i 6 e i 64 anni, il 37% di tutta questa porzione di popolazione italiana, usa un videogioco, privilegiando le console. Anche in riferimento al genere ci sono delle sorprese. In generale, il 69% degli uomini ed il 41% delle donne passa almeno sei ore alla settimana vicino ad un videogioco. Ma vediamo nello specifico.

Uomini e donne

Tra i 16 e i 34 anni (che ricordiamo è considerato almeno in Italia il target “giovani”) abbiamo percentuali diverse. In questa fascia quasi si equiparano quelli che giocano: 29% gli uomini e il 24% le donne. Se consideriamo il target successivo e cioè quello compreso tra i 35 e i 54 anni (che precedentemente abbiamo chiamato over) il genere degli uomini doppia quella delle donne (25% contro una percentuale prossima al 12%).

Ma il dato più sorprendente è quello che comprende la fascia di età oltre i 55 anni. Pensate per questo target le percentuali sono le stesse (5%) sia per maschi che per le femmine e questo vuol dire che giocano allo stesso modo. Per questioni di privacy le statistiche sui giocatori cominciano a 16 anni, tralasciando quella fascia di età, tra i 2 ed i 15, che nella quasi totalità (parliamo di percentuali oltre il 90%) passa tempo sui videogiochi.

Un videogioco anche per le Olimpiadi

La disciplina dei videogiochi è stata sempre aborrita in quanto si ritiene che giocare su una tastiera faccia male (più avanti accenneremo anche questo tema). Il problema, come tutte le cose, non è il gioco in sé, ma quanto tempo si passa sul quel gioco stesso. Insomma la dipendenza ludica è una variante di una personale nevrosi che andrebbe curata a prescindere dal gioco, nel quale ci si rifugia. Insomma è importante l’uso che se ne fa. Pensate che da Tokyo 2020, i cosiddetti giochi E-sport, saranno una disciplina olimpica. Forse non avranno lo stesso appeal dei centro metri piani, ma avranno sicuramente un seguito molto social.

 

Cosa accadrà nell’immediato futuro

Quando parliamo di videogiochi è quasi sempre lecito pensare ad una console o comunque ad un supporto fisico che ci consenta di entrare nel mondo virtuale dei giochi. Innanzitutto ricordiamo che tra questi supporti rientra anche lo smartphone che al momento è lo strumento più utilizzato. A questo si aggiunge che in un immediato futuro, nuove tecnologie come ad esempio il 5G, il cloud e la realtà virtuale daranno slancio ad una ulteriore fase di rinnovamento che quasi sicuramente cambierà il giro di affari dei videogiochi, ma non i suoi fatturati, che continueranno a crescere. Quindi avere conoscenza di quella che è la situazione attuale è importante, ma già proiettarsi nel futuro è fondamentale.

Come aprire un negozio in franchising

Come tutte gli esercizi commerciali anche quello dei videogiochi comporta degli adempimenti dal punto di vista legale e burocratico per poter esercitare questa attività. Logicamente bisogna scegliere un locale abbastanza ampio con spazi, game room, dove poter permettere ai propri clienti di provare giochi e console. Successivamente dal punto di vista amministrativo bisogna:

  • aprire una Partita Iva 
  • iscriversi al registro delle imprese
  • procedere a risolvere le burocrazie per il locale, compreso ad esempio il pagamento della Siae per la diffusione di immagini e suoni (soprattutto se decidete di avere una game room).

Il costo per aprire un negozio di franchising può variare dai 20.000 ai 50.000 euro a seconda dei gusti e delle scelte.




Il Franchising

Ricordiamo, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che il franchising, in riferimento a qualsiasi tipo di settore, è un contratto e come tale è regolamentato da una legge, ed in particolare in questo caso dalla Legge 6 maggio del 2004, Numero 129. In tale normativa vengono chiariti anche quelli che sono i concetti base del franchising, quali ad esempio il know how, il diritto di ingresso, la royalty e i beni prodotti dall’affiliante. Logicamente ogni casa madre può decidere delle regole in base alla normativa di riferimento e può stabilire se ad esempio far pagare o no una royalty.

In principio erano le sale giochi

Prima del franchising e precisamente negli anni ottanta, quando ancora le console non erano diffuse e non si aveva la possibilità della connessione da casa, il punto di ritrovo dove poter giocare e utilizzare i migliori videogame in circolazione, erano le sale giochi. Pensate che quello che oggi i bambini giocano su di una console Nintendo, forse ieri i loro padri lo giocavano in questi luoghi. Ai nostri tempi è possibile inventarsi uno spazio per fare giocare dei ragazzi sempre all’interno di un’attività commerciale, ma con una concezione ben diversa, da quella degli anni 80. In pratica, aprendo un franchising videogiochi, si riproduce anche questa situazione, ma in una dimensione diversa e con servizi maggiori (ad esempio il merchandising).

Le aziende che operano nel franchising videogiochi

Quindi, se non ve la sentite di rischiare e volete affidarvi ad un’azienda di riconosciuta affidabilità e che vi possa guidare in questo mercato, allora potete affidarvi al franchising, che a fronte di una spesa iniziale vi garantirà un inizio senza problemi. (Vi ricordiamo che alcuni adempimenti burocratici, sono obbligatori a prescindere se decidiate di fare da soli o di affiliarvi. Un esempio è l’apertura della Partita Iva). Aprire un franchising videogiochi comporta dei costi che variano dai 9.900 euro più Iva ai 50.000 euro più Iva. Ma quali sono le case madri che assicurano un successo e quindi un vantaggio nell’affiliarsi con loro? Quali sono le aziende che si stanno espandendo offrendo il commercio e la riparazione delle console? Vediamone nel dettaglio alcune, con tutte le loro offerte

 (ATTENZIONE. Come facciamo sempre chiariamo un concetto: per tutte le aziende facciamo riferimento soltanto alle formule presenti sul loro sito ufficiale e non a notizie, o brochure presenti nel web che sono sicuramente obsolete.

GameStop

Una delle aziende più riconosciute o che comunque conta una serie di numeri considerevoli (basti pensare ai suoi oltre 2.000 dipendenti solo in Italia) è la Game Stop fondata nel lontano 1984. La formula di questa società è completamente differente da tutte le altre. La Game Stop collabora con una società di affiliate marketing la Tradedoubler che ha un sito (che logicamente si occupa di altre decine e decine di prodotti), sul quale bisogna iscriversi. Insomma bisogna creare il proprio account. Una volta registrato potrai cominciare a vendere i prodotti della Game stop Italia tramite il tuo sito e cominciare a guadagnare per ogni vendita. I margini di guadagno variano dal 2,46% per CPA (Costo per acquisizione) per tutti i prodotti, allo 0,8% per CPA su tutte le console. Una formula vincente di questa società è che da la possibilità di acquistare nuove console, dando in resa quelle vecchie e quindi offrendo dei prezzi molto concorrenziali (servizio Trade & Save). (Pagina contatto)

Game Mania

L’azienda Game Mania nasce nel 1999 ed oltre al commercio di videogiochi, di console, di giocattoli e la creazione di merchandising di varia natura, offre un servizio di intrattenimento che consente ai clienti, non solo di provare console e giochi, ma anche di cimentarsi in tornei con altre persone.

Questa società offre una sola possibilità di affiliazione al prezzo di 14.900 euro più Iva e propone oltre alla progettazione ed all’allestimento del negozio (comprensivi di insegna ed arredamento) una lista di fornitori ed eventuale reso su ciò che non è stato venduto del merchandising. Non è richiesta nessuna esperienza nel settore, anzi l’azienda fornisce una formazione ed un know how e nessuna percentuale di ingresso (Pagina Contatto)

La Games Time

Passiamo ora a parlare di un altro franchising videogiochi che conta già circa una cinquantina di affiliati su tutto il territorio nazionale. Parliamo della Game Time. Questa azienda permette di associarsi attraverso tre formule: il Point, lo Store, ed il Cafè. Logicamente per tutti vi sono dei diritti di esclusività, come quelli della zona, dei diritti temporali, come quelli della durata del contratto per almeno sei anni e dei diritti di assistenza attraverso il tutoring, ma vediamo nel dettaglio le offerte. La prima formula ad un presso di 23.000 euro più Iva è studiata per piccole zone, ma con una buona densità di transito di persone (pensate ad un centro commerciale) e può essere affiancata anche ad un’altra attività. La seconda quello dello Store, al prezzo di 28.000 euro più Iva sarebbe la formula base dove poter vendere ed acquistare videogiochi e far giocare i prorpi clienti. Ultima formula è quella del Cafè, per una cifra che si avvicina ai 50.000 euro più Iva, dove oltre ai classici servizi, potrai affiancare un ottimo ambiente accogliente con bar. (pagina Contatto)

16Game

Una società sicuramente giovane (fondata nel 2008), ma che si propone di diventare un punto di riferimento in questo settore è la 16 Game che già conta una trentina di strutture affiliate. Oltre ad assistenza, formazione, arredamento ed attrezzature, offre un marketing, di sicuro successo (grazie anche a prezzi sottocosto) per il proprio punto vendita. L’investimento minimo richiesto è di circa 34.000 euro più Iva e un gruppo di esperti di farà vedere in 3D (virtual vision) come sarà il tuo negozio e ti consiglierà sulla fattibilità dell’investimento. (Pagina contatto)

Game up

Vediamo ora un’azienda che si propone di affiancare al business un sistema distributivo molto diretto e dove non ci sono obblighi di acquisti mensili. Affiliandovi con questa società, nata nel 2010, avrete a vostra disposizione anche un esperto videoludico che vi fornirà le ultime offerte, quali i giochi più di tendenza e quelli che vi potranno far guadagnare maggiormente. Ma quali sono le formule di franchising videogiochi che offre la casa madre?  Nella Pratica sono due, definite linea Arancio e linea Verde, i format offerti. Con la prima con un investimento a partire da 9.900 euro più Iva si andrà ad affiancare quella che è già un’attività esistente (quello che in genere ormai abbiamo imparato a definire come corner), mentre la seconda, con un investimento a partire da 29.900 euro più Iva, praticamente abbiamo un negozio chiavi in mano. (Pagina contatto)

GameShock

Altra società che consente la formula del franchising videogiochi è la Game Shock che oltre ai servizi classici, offre una sezione di vendita last minute per la vendita di giochi. Questa azienda concede la possibilità di affiliarsi in unico format con un investimento a partire da 9.900 euro più Iva. La durata del contratto è per circa 5 anni e non sono previste né feed d’ingresso e né percentuali sul fatturato e quote mensili. Personale esperto parteciperà alla progettazione e l’allestimento del negozio, alla formazione dei propri addetti, al supporto alla gestione, al marketing, supporto dei giochi in uscita e le vendite promozionali. (Pagina contatto)

Play zone

Parliamo ora di un’azienda che dal 1997 commercia videogiochi, mentre solo dal 2015 ha deciso di proporre al mercato la formula del franchising videogiochi. Innanzitutto diciamo che non ci sono né royalty, né le cosiddette free d’ingresso ed ha tra i suoi punti di forza, oltre ai classici servizi offerti anche dagli altri, il reso del venduto e la rivalutazione dei prodotti. La formula di affiliazione è unica, la PlayZone, e prevede un investimento che varia dai 25.000 ai 50.000 mila euro circa più Iva (Pagina contatto)

On Game

Altra azienda importante nel franchising videogiochi e che fa capo alla Gedistribuzione, che dal 2018 ha acquistato i marchi di cui era fornitore esclusivo, è la On Game. Anche in questo caso, sulla base della piantina viene simulato un negozio in 3d che offre diverse categorie merceologiche che si adattano alle diverse esigenze. Insomma anche in questo caso avrete la vostra attività chiavi in mano. In questo caso non sono presenti nel sito i costi per l’affiliazione per quanto riguarda la OnGame. (Pagina contatto)

Game TEKK

Parliamo adesso di una società con uno slogan molto accattivante: “I nostri clienti non vogliono solo acquistare videogames ma sentirsi parte di una community”. La Game Tekk offre un vero e proprio studio di fattibilità per l’apertura di un nuovo punto vendita e concede un’app che in tempo reale, segnala all’operatore gli indicatori chiavi di performance e di successo e dati sulle vendite. Anche nel caso della Game tekk nel sito non sono presenti i costi per l’affiliazione. (Pagina contatto)

Game People

Un’altra azienda che fornisce supporti commerciali, tecnici e logistici ed allestisce parte di una tua attività o ti aiuta ad aprirne una ex novo è la Game People. Questa azienda fornisce due format di affiliazione: la prima definita formula Invite e da la possibilità di ottimizzare il proprio punto vendita con dei servizi della casa madre. La seconda, invece, definita Exclusive ti consente di avere un’attività “pronto consegna” e di avviarti immediatamente come imprenditore. Nella pagina ufficiale della società non sono presenti i costi per l’affiliazione (Pagina contatto)

Cosa scegliere e cosa tenere in considerazione

Esistono diverse attività che operano nel settore dei videogiochi, ma noi abbiamo cercato di approfondire l’argomento solo per quelle che effettuano franchising, proprio perché riteniamo che possa essere l’opzione contrattuale migliore per il futuro. Non sappiamo con quale azienda conviene affiliarsi o con quale farete i guadagni migliori. Una cosa è certa, che le formule magiche ancora non le ha inventate nessuno e dovete metterci molte delle vostre attitudine. Quello che potrebbe differenziarvi dagli altri, potrebbe essere l’attitudine ad offrire ai vostri potenziali clienti un servizio “aggiuntivo” rispetto a quello magari affermato di un altro concorrente: organizzazione di tornei in concomitanza di una serie televisiva in onda o di successo; la ricerca di nuovi giochi, magari anche da far provare; attingere, attraverso dei questionari, le abitudini dei vostri clienti; create una rete con i genitori.

Creare una rete con i genitori

A nostro avviso riteniamo che sia una delle prerogative importanti, che in futuro, possa portare al successo una vostra attività di franchising di videogiochi. Pensate che negli ultimi mesi l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che la dipendenza da videogiochi è una malattia mentale.

La definiscono gaming disorder e pare sia addirittura associabile all’anoressia, in quanto il giocatore si rifiuta di avere qualsiasi tipo di contatto, se non quello virtuale e rifiuta di mangiare. Di sicuro, seppur non si arriva a patologie così importanti, si possono creare problematiche come cefalee o nevrosi semplici per l’uso eccessivo. Ecco, allora che degli incontri, anche in forma di seminari, ospitando degli esperti, potrebbe aiutare la vostra attività. La musica live nei locali è un quid per aiutarvi a divertire. Incontri del genere potrebbero aiutare i vostri gamer a giocare bene, appunto solo divertendosi.

Conclusioni

Insomma ricapitolando.

  • Il mercato dei videogiochi è in grande e netta crescita, anche se bisogna tener conto della trasformazione che si sta verificando o potrebbe attuarsi nell’immediato.
  • Creare una rete con genitori (alcuni dei quali sono gamer anche loro) è fondamentale per far sì che la vostra attività diventi un punto di riferimento.
  • Quando  sottoscrivete un contratto di franchising, ricordate che esso ha “forza di legge” e può essere far rispettato nelle sedi opportune.
  • Valutate attentamente la casa madre da scegliere, non solo per l’aspetto economico, ma anche per i servizi che potete offrire.
  • Fate del PEGI la vostra classificazione di fiducia.

Ora che avete un quadro chiaro e soprattutto diretto di come funziona il franchising videogiochi, non dovete fare altro che giocare. Pardon fare la vostra scelta.

 

Foto: tutti i marchi sono dei relativi proprietari

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