Iubenda: Come Creare Informativa Privacy e Cookie Policy

I dati personali rappresentano un vero e proprio tesoro, su Internet. Tanto da essere oggetto ormai da tempo di un vero e proprio mercato clandestino, che ha luogo anche sul Dark Web, la parte della rete su cui avvengono traffici di ogni genere, in particolare quelli illegali.

Basta in effetti dare un’occhiata alle notizie su questo genere di traffico per capire come si stia parlando di un tema delicatissimo. Chi viene in possesso, in un modo o nell’altro, di questi dati può infatti dare vita ad operazioni le quali possono infine risultare estremamente pericolose per gli interessati.

Secondo Experian un pacchetto formato da nome, codice fiscale, data di nascita e numeri di conto di una determinata persona, indicato come Informazioni Fullz, viene pagato sulla parte più nascosta di Internet 30 dollari.
Mentre i dati relativi alle informazioni di accesso ai servizi di pagamento online, ad esempio Paypal, possono valere sino a 200 dollari. A mille dollari possono poi arrivare le cartelle mediche o i passaporti.

La sottrazione dei dati sensibili da' vita ad un vero e proprio commercio sul Dark Web
La sottrazione dei dati sensibili da’ vita ad un vero e proprio commercio sul Dark Web

Non è difficile immaginare che l’acquirente non nutra buoni propositi nei confronti del vero detentore di questi dati. Anche perchè una volta che i dati siano entrati in un giro simile possono tornare ad essere un pericolo anche ad anni di distanza.
In base ad una ricerca condotta nel 2017, i dati violati anche sei anni prima avevano dato vita a frodi nell’ordine dei 3,7 miliardi di dollari. Con una crescita del 400% nel corso dell’ultimo quadriennio considerato.

Il Generale Data Protection Regulation

Proprio per cercare di tutelare gli utenti del web, nel 2018 è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo GDPR (acronimo di General Data Protection Regulation), approvato due anni prima dalla Commissione Europea, con il nome di Regolamento Europeo 679/2016.

Il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il GDPR, regolamento teso a proteggere i dati personali degli utenti Internet
Il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il GDPR, regolamento teso a proteggere i dati personali degli utenti Internet

Un tentativo molto importante per cercare di limitare i danni in caso di utilizzo distorto dei dati sensibili di una persona. Andiamo dunque a vedere di cosa si tratti.

Cos’è il regolamento europeo GDPR

Il Gdpr è un testo cui è stato affidato l’incarico di uniformare le leggi europee sul trattamento dati e il diritto dei consumatori a rimanere nel pieno controllo delle informazioni che li riguardano. Composto da 99 articoli, è andato in pratica ad istituire una serie di novità, tra le quali occorre sicuramente ricordare:

  1. il diritto all’oblio, ovvero la possibilità per gli utenti di richiedere la rimozione delle informazioni che li riguardino e che non vogliono siano disponibili sul web;
  2. la «portabilità» dei dati, ovvero la possibilità di scaricare e trasferire dati da una piattaforma all’altra, in modo da non legarsi in maniera definitiva ad un operatore;
  3. l’obbligo di notifica ove si verifichi il cosiddetto data breach, ovvero siano trafugate informazioni sensibili, che deve avere luogo entro e non oltre 72 ore di tempo dal fatto.

A dover garantire il rispetto di quanto disposto dal regolamento sono i cosiddetti «titolari del trattamento», in pratica i gestori delle informazioni, si tratti di aziende o privati.

Quali sono gli obblighi previsti?

All’interno del GDPR vi sono alcuni obblighi che devono essere tenuti in debito conto. Tra di essi, vanno ricordati in particolare:

  1. la necessità di richiedere il consenso dell’interessato con assoluta trasparenza, ovvero cercando di fare in modo che possa essere distinto da altri temi, con un linguaggio caratterizzato da chiarezza e semplicità (articolo 7);
  2. la necessità di istituire un registro delle attività in cui dovranno essere elencati non solo gli scopi cui risponde l’elaborazione dei dati, ma anche il termine oltre il quale essi dovranno essere obbligatoriamente cancellati (articolo 30);
  3. la notifica delle violazioni entro 72 ore dal momento in cui si siano verificate, fatta eccezione per quelle che non rappresentano una vera e propria minaccia a carico di libertà e diritti delle persone che siano coinvolte (articolo 33).

Le sanzioni previste

Il GDPR prevede anche l’obbligo di indicare una figura ben precisa all’interno dell’azienda, ovvero il data protection officer, il quale può essere scelto tra i dipendenti dell’impresa o provenire da una società esterna. A lui spetta il compito di accertare l’effettiva e corretta applicazione effettiva della Gdpr da parte dei vertici aziendali.

Nel caso in cui il regolamento sia oggetto di violazioni, scattano poi le sanzioni, graduate a seconda della loro effettiva gravità. Le multe sono infatti scaglionate:

  • possono arrivare ad un massimo di 10 milioni di euro o, per le imprese, il 2% del fatturato nel caso in cui oggetto della trasgressione sia la cosiddetta privacy by design, consistente nella mancanza di sistemi in grado di proteggere i dati in fase di progettazione o nelle eventuali lacune negli standard di sicurezza;
  • sino a un massimo di 20 milioni o il 4% del turnover, in rapporto al giro d’affari nel caso in cui si venga a verificare una violazione di principi come la negazione del diritto all’oblio o la richiesta di consenso dei dati palesemente non trasparente.

Privacy e Cookie Policy

Quando si crea un sito su Internet occorre rispettare la legge del Paese che lo ospita, in questo caso quella italiana. Un rispetto cui è tenuto qualsiasi utente che intenda lanciare nel web un suo progetto e le cui modalità sono indicate dall’organo cui è preposto l’onere di indicare le regole sulla privacy e, di conseguenza, il modo in cui devono essere trattati i dati personali di ogni visitatore.

Nel caso in cui il sito sia generato tramite WordPress, automaticamente si utilizzano i cosiddetti cookie tecnici, ovvero strumenti in grado di analizzare le interazioni messe in atto dai visitatori. Il fine ultimo di questo iter è quello di assicurare loro la miglior esperienza di navigazione possibile.

Molto spesso, però, chi gestisce il sito può aggiungere una serie di servizi, come ad esempio:

  • una newsletter, ovvero una sorta di bollettino da inviare periodicamente agli utenti con il preciso fine di informarli delle modifiche intercorse a livello di contenuti e cercare di fidelizzarli;
  • una porzione di codice di un servizio di terze parti, ad esempio Google Analytics;
  • un contenuto video tratto da YouTube;
  • un modulo di contatto.

Si tratta di novità di non poco conto, in quanto vanno ad introdurre un notevole mutamento in tema di privacy e cookie policy. Non solo si raccolgono i dati personali di chi visita un sito, ma si monitora il suo comportamento. Ne consegue la necessità di configurare un banner in grado di contenere i cookie nella maniera imposta dalla normativa vigente.

Occorre raccogliere una prova del consenso valida

Va a questo punto specificato che, al fine adeguare i propri form al GDPR, il consenso prestato dagli utenti deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

  • essere libero;
  • rispondere a criteri di specificità;
  • risultare informato;
  • non prestare il fianco a possibili equivoci.

La pratica trasposizione di queste prescrizioni sfocia nella necessità di poter utilizzare form di contatto, registrazione e iscrizione alla newsletter i quali siano in grado di indicare con assoluta chiarezza  le proprie finalità, mettere in mostra un collegamento alla privacy policy e poter avere il consenso per mezzo di azioni cui l’utente partecipi attivamente (di conseguenza non sono ammesse le checkbox pre-selezionate, ovvero quelle che presentino caselle già spuntate).

Per dare una dimostrazione in grado di attestare la raccolta del consenso secondo quanto indicato dalle norme in vigore, occorre quindi avere a disposizione le seguenti informazioni:

  1. la data in cui è stato rilasciato il consenso da parte dell’utente;
  2. i dati che dimostrino chi lo ha prestato;
  3. le preferenze rilasciate all’atto di fornitura del consenso:
  4. quali erano le informative legali o sulla privacy vigenti nel momento in cui il consenso è stato fornito dall’utente;
  5. il tipo di modulo compilato durante il rilascio del consenso.

iubenda



Iubenda, il tool che risponde al GDPR

Non è difficile capire come il nuovo regime dei dati personali istituito dal GDPR possa rappresentare un problema di non poco conto per gli editori. Non adeguarsi o violarlo comporta in effetti sanzioni pesanti, obbligando a mettersi in moto per reperire strumenti in grado di aiutare sviluppatori e webmaster a individuare possibili falle in tal senso.

Iubenda è uno strumento che si propone di aiutare i siti web a raccogliere il consenso all’utilizzo dei dati personali
Iubenda è uno strumento che si propone di aiutare i siti web a raccogliere il consenso all’utilizzo dei dati personali

Tra i tool che si sono incaricati di aiutare i siti web a raccogliere il consenso all’utilizzo dei propri dati personali senza incidere pesantemente sull’esperienza di navigazione degli utenti si è fatto apprezzare in particolare Iubenda. Andiamo quindi a vedere nel dettaglio di cosa si tratti e quali siano i fattori che ne hanno fatto un punto di riferimento in tal senso.

Cos’è Iubenda

Iubenda è un servizio ideato con il preciso compito di risolvere tutti i problemi che possono sorgere in merito alla creazione della privacy policy, ormai obbligatoria anche in Italia e che deve essere patrimonio di ogni sito o blog operante sul web.

Si tratta di un progetto interamente italiano il quale risponde ad una esigenza ben precisa: permettere di generare una informativa sulla privacy anche a chi non abbia grandi competenze in tal senso. Una missione che Iubenda si propone di semplificare al massimo, con ottimi risultati, almeno a giudicare dal successo che sta incontrando, non solo nel nostro Paese.

La storia di Iubenda

La storia di Iubenda è praticamente quella di Andrea Giannangelo, un giovane imprenditore che ha iniziato a strutturare siti web sin da quando aveva 10 anni. Una lunga attività la quale lo ha portato a confrontarsi più di una volta con la tematica della privacy, sino a decidere di dare vita ad un progetto in tal senso.

Iubenda vanta ormai decine di migliaia di clienti che hanno apprezzato la validità del servizio
Iubenda vanta ormai decine di migliaia di clienti che hanno apprezzato la validità del servizio

Dopo averlo partorito l’idea, Giannangelo ha avuto la fortuna di incontrare Gianluca Dettori, a sua volta fondatore della società Vitaminic, che gli ha dato tempo e modo di perfezionarla e trasformarla infine in realtà. Il tutto grazie ai copiosi finanziamenti sfociati in una beta version la quale ha dimostrato immediatamente le sue potenzialità..

Da qui è nato Iubenda, un prodotto il quale ha letteralmente calamitato il consenso di molte persone e aziende che si sono trovati nel corso degli anni a dover considerare le stesse problematiche. Basti pensare che nel giro di pochi giorni dal lancio ufficiale, il servizio aveva già registrato oltre 4mila adesioni.
Un numero che attualmente si attesta oltre i 60mila clienti e sicuramente destinato a lievitare in considerazione della reputazione di cui gode e di una concorrenza per ora abbastanza contenuta.
La consacrazione definitiva di Iubenda è arrivata dalla sua inclusione nella lista delle 100 migliori startup operanti sul territorio nazionale.

Come funziona Iubenda

Il funzionamento di Iubenda risponde a criteri di assoluta semplicità. Basta infatti registrarsi sul sito, scegliendo se farlo con il proprio account Facebook o creare un accesso personalizzato e seguire alcuni semplici passi per generare una schermata in grado di raccogliere il consenso informato da parte degli utenti. I dati richiesti al proposito sono i seguenti:

  1. l’inserimento dell’indirizzo del sito web;
  2. la specificazione dei dati relativi al titolare del sito stesso;
  3. la scelta dei servizi utilizzati all’interno di esso. Se ad esempio si utilizza Google Adsense si deve spuntare la relativa voce, come per tutti gli altri eventualmente sottoscritti.

Compatibile con Google Adsense e Google Analytics, Iubenda va in pratica a rilasciare i cookie di profilazione soltanto in seguito all’espressione del proprio consenso da parte dell’utente interessato. Consenso che può peraltro essere revocato anche a distanza di tempo dal suo rilascio.

Bastano cinque minuti circa per accludere i dati coi quali sarà generata la privacy policy
Bastano cinque minuti circa per accludere i dati coi quali sarà generata la privacy policy

Il tutto in un arco di tempo brevissimo, solitamente limitato a cinque minuti, nel corso dei quali viene generata la privacy policy, la quale una volta conclusa la sua genesi è destinata all’integrazione sul sito di destinazione per mezzo dell’embed code. Inoltre un servizio di iCloud accluso avrà il compito di monitorarla in continuazione e revisionarla nel caso in cui si si dovesse presentare una specifica esigenza in tal senso.

La privacy policy è destinata all’integrazione sul sito di destinazione per mezzo dell’embed code
La privacy policy è destinata all’integrazione sul sito di destinazione per mezzo dell’embed code

Il risultato del procedimento sarà la comparsa sul sito interessato di un banner in cui sarà contenuto il link relativo alla politica sulla privacy adottata.

A Iubenda viene affidato, in questo quadro, il compito di bloccare i cookie in via preventiva, per poi procedere alla loro riattivazione senza alcuna necessità di procedere al refresh a seguito del consenso prestato dal visitatore.

Cosa si può fare con Iubenda

Da quanto detto sinora, si dovrebbe già essere capito come Iubenda sia relamente una soluzione in grado di aiutare gli sviluppatori a rispettare al massimo la complessa normativa sulla privacy, senza che sia necessario rivolgersi ad un avvocato per avere un suo parere legale in grado di sgombrare il campo da ogni eventuale problematica.
Tra i tanti servizi che sono previsti al suo interno, ricordiamo almeno i seguenti:

  1. l’aggiunta di testo personalizzato alla policy. Per farlo basta adottare una delle svariate clausole personalizzate le quali possono essere reperite sul sito ufficiale di Iubenda;
  2. la messa a disposizione di banner sulla policy in ben otto lingue, una cosa molto utile per chi gestisca un sito di respiro internazionale. In pratica basta optare per la lingua che si desidera oppure andarne ad aggiungere altre al sito o all’app interessata. Una funzione in grado di rivelarsi assolutamente importante per dare una impressione di professionalità a tutti gli eventuali utenti, compresi quelli di altri Paesi;
  3. lo Iubenda Cookie Solution, un servizio in grado di elaborare una analisi veloce, ma soprattutto molto dettagliata, con la quale diventa possibile agire sulla velocità del proprio sito, altro elemento fondamentale nel suo successo troppo spesso ignorato;
  4. la white label, una opzione che può aiutare in maniera decisiva nell’integrazione della privacy policy in una delle pagine del proprio sito. Spetta al gestore la decisione relativa al modo in cui essa dovrà avvenire, se facendo leva sulla API di Iubenda oppure utilizzare uno javascript. Da rilevare che l’opzione scelta sarà comunque in grado di adattarsi alla perfezione e con assoluta naturalezza allo stile che caratterizza il sito di destinazione;
  5. la possibilità di usare un blocco preventivo automatico dei cookie non esenti (ad esempio quelli di Google Adsense), prima che l’utente presti il suo consenso, e rilasciarli solo una volta che lo abbia concesso.  Un procedimento il quale è reso possibile dall’adozione di un plugin CMS strutturato appositamente. Va ricordato al proposito che si tratta di una prescrizione di legge da attuale obbligatoriamente, la quale, però, può rivelarsi fuori dalla portata di coloro che non sono sviluppatori professionali. I plugin acclusi da Iubenda sono disponibili per piattaforme come WordPress, Prestashop e Joomla!, rivelandosi estremamente semplici da implementare;
  6. la massima semplificazione della configurazione, la quale è resa possibile grazie all’uso di Configuratore Cookie Solution, il quale è stato espressamente ideato con lo scopo di andare a mutare lo stile del cookie banner e renderlo perfettamente in linea con il sito web, evitando qualsiasi genere di stonatura. Inoltre con questo strumento è anche possibile intervenire sui contenuti, in pochi semplici click, operazione alla portata anche di chi non può certo essere considerato uno sviluppatore professionale;
  7. la possibilità di personalizzare il banner cookie sulla base delle proprie personali esigenze e preferenze, ad esempio mutandone le dimensioni, adottando colori diversi, cambiandone la posizione e il contenuto. Inoltre l’utente potrà anche decidere se sia il caso di intervenire magari inserendo un modulo di contatto oppure un pulsante. Personalizzare il banner cookie si rivela una operazione estremamente semplice da eseguire, grazie alla possibilità di essere aiutati da una procedura guidata del pannello CSS del sito;
  8. fare leva sul Consent Solution per poter adeguare i propri form al GDPR e al CCPA e raccogliere la prova del consenso fornito dall’utente. La soluzione prevista è in grado di integrarsi in maniera ideale con i moduli di raccolta dati preesistenti, di sincronizzarsi con i propri documenti legali, grazie ad una dashboard estremamente intuitiva la quale agevola il recupero dei consensi ottenuti ogni qual volta se ne presenti la necessità;
  9. l’Internal Privacy Management, al quale viene delegato spetta il compito di documentare il modo in cui viene predisposta l’attività tesa al trattamento dei dati all’interno della propria azienda. Deve essere infatti ricordato come sia obbligatorio, in base alla legge, il mantenimento di un registro in grado di attestare come essi siano non solo archiviati, ma anche utilizzati.

Aprire una SRL senza notaio

Nel nostro Paese, un notevole problema per il mondo delle imprese è rappresentato dall’eccessivo peso della burocrazia. Le aziende ogni anno sono costrette a perdere un gran quantitativo di tempo che potrebbero impiegare in altro modo. Se nel corso degli ultimi anni sono stati fatti alcuni passi in avanti, in questo delicatissimo ambito, ancora ci sono molte cose che non vanno.

Iubenda ha individuato un problema di non poco conto, quello rappresentato dai tempi necessari a chi intenda costruire una società. Se attualmente il tempo in questione si attesta a circa sei giornale lavorative, l’azienda permette di accelerare in maniera notevole la questione e di approfittare della legislazione approntata a favore delle cosiddette start-up innovative. La quale prevede per loro la possibilità di costituirsi in forma di Società a responsabilità limitata (Srl), senza alcuna necessità di dover appoggiarsi ad un notaio, con la spesa che un atto simile comporta.

Proprio Iubenda offre la sua soluzione che, dal punto di vista tecnico, rende possibile la compilazione dell’atto costitutivo con l’utilizzo della firma digitale. Il tutto senza alcuna necessità di avere competenze legali. Nell’iter procedurale concepito, la registrazione della costituenda società al registro delle imprese e l’apertura della partita IVA avvengono in modo contestuale.

Uno dei servizi più apprezzati di Iubenda è quello che consente di costituire una Srl senza doversi recare dal notaio
Uno dei servizi più apprezzati di Iubenda è quello che consente di costituire una Srl senza doversi recare dal notaio

Un servizio da prendere sicuramente in considerazione da parte di tutti coloro che intendono iniziare a fare impresa senza doversi scontrare con la farraginosità delle procedure che caratterizzano la pubblica amministrazione ancora oggi.

Quanto costa Iubenda

Iubenda prevede un servizio gratuito e un piano a pagamento. Si tratta, come è facile immaginare, di due opportunità molto diverse.

In particolare, la licenza free mette a disposizione del sottoscrittore, una policy destinata a convivere con una serie di limitazioni di non poco conto, ovvero:

  • è possibile avere non più di una licenza base per ogni account sottoscritto;
  • non è consentito l’accesso al sistema che consente di creare informative privacy e cookie in più linguaggi;
  • non sono disponibili i servizi per la propria app mobile;
  • le modifiche alla policy potranno essere solo di carattere limitato;
  • la propria policy evidenzierà il logo di Iubenda.

Per bypassare le problematiche collegate alla licenza free, si rende quindi necessario sottoscrivere uno dei tre piani a pagamento previsti, che sono:

  1. Personal, a 19 euro annuali, il quale mette a disposizione del sottoscrittore una Licenza Pro, utilizzabile per Privacy
    e Cookie Policy e una Cookie Solution sino a 25mila pagine al mese;
  2. Business che, in cambio di 7 euro mensili offre 5
    Slot Licenze le quali possono essere utilizzate per Privacy e Cookie Policy e per Termini e Condizioni, cui si aggiunge una Cookie Solution per 25mila pagine mensili;
  3. Ultra, che prevede il versamento di 99 euro all’anno e non prevede limitazioni per la Privacy e Cookie Policy aggiungendo alle proposte precedenti il modulo dei Termini e Condizioni.

Ad essi si aggiungono poi soluzioni personalizzate, il cui prezzo dovrà essere concordato con Iubenda, con la formazione di un piano che può essere implementato in qualsiasi momento.

I prezzi sono comprensivi di IVA e non esistono altri costi camuffati. Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito oppure facendo leva su PayPal. Mentre per quanto riguarda il rimborso, può essere richiesto entro 14 giorni dalla sottoscrizione del piano.

Va poi sottolineato come l’azienda permetta di rivendere i servizi di Iubenda alla propria clientela usufurendo della scontistica riservata ai piani multipli. In pratica è possibile la rivendita applicando un ricarico che andrà in pratica a costituire il guadagno per il venditore.

Iubenda permette di rivendere i suoi servizi alla propria clientela usufurendo della scontistica riservata ai piani multipli
Iubenda permette di rivendere i suoi servizi alla propria clientela usufurendo della scontistica riservata ai piani multipli

Inoltre si può prendere parte al programma di certificazione che consente di trasformarsi in Partner Certificato. Un programma il quale consente di accedere ad una serie di risorse preziose, grazie al cui utilizzo sarà più facile e proficuo allacciare relazioni con la propria clientela.

I pro e i contro di Iubenda

Come tutti i servizi che vengono immessi sul mercato, anche Iubenda evidenzia una serie di punti di forza e difetti che devono essere valutati, in modo da capire se sia il prodotto ideale per le nostre esigenze, o se si può trovare di meglio, anche in considerazione della spesa che si prospetta.

Tra i punti di forza di Iubenda, vanno sicuramente indicati:

  • la presenza di un team legale internazionale il quale ha saputo dare vita alla pre-configurazione di oltre 600 clausole, ideate proprio con il preciso fine di tenere conto del continuo aggiornamento della legislazione e spianare la strada a chi non vuole avere problemi in ordine ad un problema avvertito come quello della privacy;
  • la possibilità di avere una sola dashboard anche nel caso in cui si necessiti di più siti e applicazioni, avendo quindi l’opportunità di non dover saltare in continuazione tra più applicazioni mobili, siti e documenti, con la possibile confusione che ciò potrebbe generare;
  • la facilità di gestione della stessa dashboard, tale da consentire a chi deve occuparsi idel tutto di poter operare senza alcun tipo di complicazione;
  • l’opportunità di poter contare su una serie di policy le quali sono in pratica compatibili con tutti gli app store più importanti, oltre a presentarsi sia in una versione legale precisa in ogni minimo dettaglio che in versione iconografica, implementando al massimo il suo livello di comprensibilità verso gli utenti;
  • l’opportunità di poter contare su prodotti i quali andranno ad aggiornarsi in automatico, senza che il gestore del sito debba guardare con apprensione alla possibilità di nuove modifiche ad un tema, come quello della privacy e della tutela dei dati personali, la quale è oggetto di continui interventi legislativi.

A fronte di questo ventaglio di vantaggi, può essere elencato un difetto abbastanza prevedibile. Il quale è da riscontrare nella versione di base, che è in effetti abbastanza limitata e necessita di servizi aggiuntivi, a pagamento, per chi intenda avere un sito professionale, sin da un passo inaugurale come la sottoscrizione dei dati sulla privacy.

Iubenda: Pareri, Opinioni e Recensioni

Per cercare di capire meglio l’effettiva validità di un determinato prodotto o servizio, la cosa migliore, come al solito, è quella di fare una larga panoramica sul web alla ricerca di giudizi da parte di chi lo ha già utilizzato.

Noi stessi abbiamo più volte provato, per noi e per i nostri clienti, il servizio messo a disposizione da iubenda per la creazione di informative privacy e cookies policy e ci sentiamo di consigliarlo.

Online, inoltre, tra i punti a favore vengono anche indicati i servizi per l’apertura immediata delle Startup innovative, che sembra in effetti rispondere alle premesse di partenza risultando facile da utilizzare e molto veloce in termini di esecuzione.



Iubenda, a nostro avviso, è attualmente la miglior soluzione in Italia (ed anche una soluzione abbastanza economica) per la creazione dell’informativa sulla privacy e della cookies policy.

Conclusioni

Il tema relativo alla protezione dei dati personali è ormai un argomento delicatissimo, anche alla luce di quanto accaduto con lo scandalo Cambridge Analytica, che ha visto implicato un pezzo da novanta come Facebook.

L’approvazione del nuovo regolamento noto come General Data Protection Regulation (GDPR), nel 2018, ha comportato un obbligo stringente per tutti coloro che hanno un sito online e utilizzano servizi di terze parti, come ad esempio Google Adsense, ma non solo.

L’obbligo in questione è quello di fare in modo che gli utenti prestino il proprio consenso informato al trattamento dei propri dati, avendo la certezza che non saranno oggetto di pratiche poco trasparenti.

Chi viola questo regolamento va incontro a sanzioni molto severe, di carattere pecuniario, anche se il proprio intento non era quello di violare la legge.

Per cercare di regalare sicurezza a questa particolare utenza, Iubenda ha dato vita ad un servizio che consente in pratica di approntare i passi necessari per poter avere un consenso informato da parte degli utenti di un determinato sito.

Mettendo il suo proprietario in perfetta regola con gli obblighi di legge e, di conseguenza, al riparo da sgradite sorprese.

Un servizio che ha riscosso notevole successo sin dalla sua comparsa, come dimostra la consistenza dell’utenza raggiunta sinora e che, naturalmente, presenta una serie di vantaggi e svantaggi da tenere in debita considerazione prima di sottoscriverlo.

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