Franchising Gioielleria: Investimenti, Guadagni e Aziende migliori

Un diamante è per sempre”, recita un noto slogan pubblicitario. In effetti, come dargli torto? Un gioiello sfida i secoli, finendo perfino per vedere apprezzato il proprio valore. Al quale si aggiunge, oltre quello intrinseco, anche quello affettivo. Legato alla persona che ce lo ha regalato, al momento della propria vita che rappresenta.

franchising gioielleria

Avviare una gioielleria è una scelta molto delicata, in quanto occorre tenere in considerazione vari fattori. Quali ad esempio le proprie risorse economiche, la città nella quale si decide di aprirla, la posizione urbana nella quale ricadrà il negozio, il tipo di preziosi che si intende vendere, se decidere di aprire un’attività con proprio nome e marchio oppure un Franchising, quali sono i documenti che occorre presentare, quali sono i guadagni effettivi, se si ha esperienza in questo settore, e così via.

Del resto, quando si apre una Gioielleria, occorre anche stabilire se si vuole vendere prodotti artigianali fatti in proprio, oppure forniti da terzi. O, ancora, avviare un Franchising.

In fondo, con la crisi ormai cronica del lavoro dipendente tradizionale, in tanti decidono di tuffarsi nell’avventura di una attività “in proprio”. Spesso però finendo per fare scelte azzardate, guidate più dall’istinto o dall’entusiasmo iniziale, anziché da scelte ben ponderate. Finendo per rivelarsi la propria scelta più un Inferno intriso di preoccupazioni, anziché una scelta remunerativa.

Se avrete visto il film The Founder, certamente vi verrà voglia di provare questa esperienza. Si tratta di una pellicola del 2016 diretta da John Lee Hancock. Racconta la storia di Ray Kroc, interpretato da Michael Keaton (attore rilanciato dal precedente The Bird), venditore ambulante di frullatori che rimane affascinato da un fast food dei fratelli McDonald. Alquanto innovativo. Finirà per diventarne prima socio, per poi avviare un’autentica catena. Mettendo all’angolo i due fratelli.

Il passaggio fondamentale sarà scoprire l’importanza di rilevare i terreni sui quali sorge la filiale. Da allora, i profitti lieviteranno e McDonald’s diventerà quello che è oggi.

Certo, si tratta di un film, seppur trasposizione di un fatto reale. E non si diventa tutti come Kroc facilmente.

Una gioielleria è un’attività evergreen, che ricopre più periodi ed eventi nel corso dell’anno: dai classici regali di Natale a quelli di San Valentino. Passando per il tipico regalo di compleanno agli accessori destinati alle Nozze.

In questo articolo, pertanto, presentiamo tutto quanto concerne il Franchising di una Gioielleria. Cercando di dare una risposta ai tanti dubbi sull’argomento.

Indice dei Contenuti

Franchising Gioielleria cos’è

Cos’è il Franchising di una Gioielleria? Partiamo proprio dalle basi. Il franchising è un contratto stipulato tra un’azienda (proprietaria del marchio) e un affiliato. Tramite questo contratto, la prima concede l’utilizzo del proprio marchio e dei prodotti in cambio di un investimento iniziale e/o una percentuale sulle vendite.

Esempi di Franchising famosi ce ne sono a iosa. Si pensi alle catene del settore Fast food, come McDonald’s o Burger King. O ai supermercati, come Auchan, Lidl, Carrefour. Al settore immobiliare, come Leroy Merlin o Ikea. All’abbigliamento, come Zara o H&M. Carpisa e Camomilla per gli accessori. E così via.

Per quanto concerne un esempio classico di Franchising di Gioielleria, ce ne occuperemo più in avanti. Ma l’esempio inevitabile che viene subito in mente è ovviamente Pandora. Il cui marchio parla da solo.

In generale, un Franchising permette di usufruire di:

Un Marchio dell’azienda principale ben noto
Un canale esclusivo per approvvigionarsi con la merce del marchio
• Si riceverà, oltre la merce, altri tipi di proprietà intellettuale. Si pensi all’organizzazione dei negozi, di software, e così via
• Le conoscenze necessarie alla produzione e/o commercializzazione dei prodotti

Franchising Gioielleria tipi

Quali e quanti tipi di Franchising di gioiellerie esistono? I seguenti:

1. Corner

Chiamato in Italia anche con l’appellativo di Franchising parziale, prevede l’inserimento di prodotti e servizi dell’azienda principale all’interno di un’attività che però già è avviata.

Quindi, si concede all’azienda madre solo uno spazio espositivo di tipo indipendente, che si distingue dal resto della merce o dai servizi offerti dall’affiliato. Di qui il nome Corner: l’affiliato offre appunto solo un angolo del proprio negozio ai prodotti di una azienda.

Il vantaggio in questo caso riguarda soprattutto lo spazio: ho la possibilità di sfruttare comunque un marchio ma senza dover dedicare ad esso tutto il mio negozio. Ciò però darà anche maggiore pubblicità alla mia attività, dato che ospito un prodotto noto.

2. Franchising partecipativo

Il vantaggio di questo tipo di Franchising è prevalentemente economico. Si basa su un rapporto più diretto e collaborativo tra l’affiliante e il futuro affiliato.

In pratica, funziona così. L’azienda del marchio ha individuato un affiliato dalle grandi potenzialità, ma che non possiede grandi capitali. Inoltre, ha interesse di arrivare anche nella posizione dove si trova questo affiliato.

Le due parti stipulano questo tipo di contratto: l’azienda madre detiene la quasi totalità delle quote, che verranno poi riscattate in genere dai 5 ai 10 anni, mediante i profitti che il business sarà in grado di generare.

Dunque, il vantaggi è per ambo le parti: l’azienda madre arriva là dove non è ancora presente, e senza impostare un tipo di rapporto di lavoro subordinato; mentre l’affiliato ci guadagna a suo tempo con un marchio noto, senza mettere particolari capitali iniziali.

3. Punto vendita in Franchising

Si tratta della forma classica di Franchising. Il locale sarà adibito nello stile del marchio e saranno venduti in esclusiva i suoi beni e servizi. Inoltre, solitamente un’azienda madre offre anche formazione ai futuri affiliati per offrire loro conoscenza sui prodotti, come devono porsi col cliente, come devono utilizzare i dispositivi tecnologici messi loro a disposizione, ecc.

Questa forma di Franchising necessita di un dispendio di capitale iniziale molto più elevato, oltre alla consapevolezza che tutte le regole di gestione e le modalità saranno imposte dalla casa madre iniziale.

Certo, il vantaggio ovviamente è che la nostra attività sarà già bella che avviata. Non avremo bisogno di una campagna pubblicitaria iniziale per farci conoscere.

Ovviamente, ciò non significa che non dovremo farci pubblicità. Anzi. Ogni filiale ha vita a sé, e i profitti e le perdite sono monitorate dal centro. Quindi, se all’azienda madre non converrà la collaborazione, chiederà di chiudere il negozio. Oltre a sollecitare dei cambiamenti in itinere per migliorare le nostre vendite. Non sono pochi, del resto, i casi di chiusura anche di noti franchising.

Del quarto tipo di Franchising, quello in Conto vendita, ci occuperemo nel prossimo paragrafo.

Conto vendita Franchising cos’è

Cos’è un Franchising in Conto vendita? Si tratta del caso in cui venga offerta merce da sistemare in corner, ma senza necessità di acquistarla. Infatti, il Marchio madre colloca la sua merce riconoscendo una percentuale sulla vendita. Insomma, è come se si offrisse una sorta di vetrina.

Il Franchising in Conto vendita, quindi, diventa una soluzione ideale per quanti non dispongono di particolari capitali da investire. Infatti, come visto, l’intera filiera viene gestita dal produttore.

L’affiliato titolare del negozio non dovrà corrispondere alcuna cifra al franchisor per la merce invenduta, dato che essa sarà restituita al fornitore azzerando così i costi di magazzino. Ciò significa pertanto avere in negozio merce sempre nuova e di tendenza senza doversi preoccupare delle mancate vendite.

Il conto vendita è molto in voga nel settore dell’abbigliamento, ma non mancano marchi del settore Gioielleria che lo offrono. Tra questi ricordiamo:

Black Fashion Store
• Particolari
• Cosette

Franchising Conto vendita rischi

Quali sono i rischi di un Franchising Conto vendita? Non bisogna comunque credere che questa formula sia immune da rischi e sia una passeggiata di salute. Il rischio dell’invenduto in questo caso ricade tutto sulle spalle del produttore, e se il commerciante di turno non segue le indicazioni fornite, rischia di vedersi tornare indietro montagne di merci, che dovrà dare in stock, spesso sotto costo.

Quindi, se l’attività non va granché o per nulla bene, il rischio alto è che il brand decida di recedere il contratto anzitempo. E per la vostra attività non sarebbe certo una bella figura, in quanto qualche cliente che si rivolgeva a voi proprio per quel marchio, finirà per non trovarlo più. Né farà una bella impressione in chi vi conosceva anche per quello.

Molti potenziali affiliati chiedono come prima condizione il Conto vendita. Ma per un franchisor questa domanda potrebbe anche non essere sinonimo di affidabilità e rischiate di dare subito l’impressione di chi non può permettersela.

Del resto, non si può pensare che una casa madre metta a disposizione del primo venuto prodotti per un valore di migliaia di euro. Il tutto senza nessuna garanzia.

I franchisor, avendo un rete sul territorio, possono provare a vendere quel prodotto tramite altro franchisee posizionato in una zona dove quel prodotto è stato maggiormente apprezzato.

Spesso il conto vendita prevede la restituzione dell’invenduto, dopo che il franchisee abbia dimostrato di aver effettuati i saldi.

Non tutti i franchisor offrono il conto vendita anche perché non tutti i brand sono produttori. Ciò significa che sono grossisti, e quindi, non avendo prodotto direttamente la merce, hanno una marginalità più bassa che non consente loro di ritirare l’invenduto.

Franchising conto vendita costi

Quanto costa un Franchising in conto vendita? Volendo fare una stima media, siamo intorno ai 15–20 mila euro in media. Ma si può anche toccare punte fino a 50-60 mila euro. Così come si può anche scendere intorno ai 10mila euro.

All’investimento iniziale dovranno poi essere aggiunte le royalty e le altre spettanze, spesso calcolate sul fatturato.

Come scegliere Franchising Gioielleria migliore

Come scegliere un Franchising di una Gioielleria? Un modo semplice ed immediato per farlo, è quello di farsi un giro tra i centri commerciali più grandi. Nonché percorrere “le vie dello shopping” di qualche città importante per capire quali marchi di Gioielleria vanno per la maggiore. Si pensi al Corso Buenos Aires di Milano, via Dei Condotti a Roma, Via Toledo a Napoli e così via.

Per chi può, c’è anche la possibilità di partecipare alle Fiere del Franchising. In Italia, la più importante è il Salone Franchising di Milano, attivo dal 1985 e che generalmente si tiene a metà ottobre. Mentre a livello europeo, abbiamo il National Franchise Exhibition di Birmingham, il Franchise Gala di Vienna e il DFV Franchise Forum di Berlino.

Aprire un Franchising Gioielleria conviene?

Conviene aprire un Franchising di una Gioielleria? Bisogna tener conto di due fattori: soggettivi ed oggettivi. I primi, si rifanno alla propria situazione economica e motivazionale. Abbiamo i capitali per avviare un Franchising? Abbiamo il carattere e la personalità giusta per affrontare le sfide che comporta un Franchising?

Certo, abbiamo visto che esistono vari tipi di Franchising. Per tutte le tasche. Da quelli per chi ha poche possibilità e può dedicare all’azienda madre solo “un corner”, a chi non è costretto a comprare la sua merce ma solo esporla, fino al negozio in Franchising tradizionale.

Poi ci sono i dati oggettivi, che meritano un approfondimento. A quanto pare, il Franchising (inteso come contratto) non conosce crisi finanziarie. E regge anche nei contesti economici più difficili.

A dirlo sono i dati diramati dal succitato Salone Franchising di Milano. Infatti, questa modalità commerciale ha fatto registrare un aumento del fatturato dello 0,8% nel 2017 rispetto al 2016. Certo, è stato favorito anche dall’aumento del Pil nazionale e dalla crescita dell’indice della fiducia dei consumatori.

Ancora, nel 2017 ad esempio si è registrato un sensibile aumento dell’occupazione: +3% con 200mila occupati totali. I settori che vanno per la maggiore sono Food, fashion e wellness.

I 200 mila occupati provengono dal mondo del commercio, dell’impiego, della piccola imprenditoria e della scuola. Tra questi cresce il numero degli ex manager che portano nel settore capacità finanziaria e manageriale: oggi rappresentano l’11% degli affiliati con una crescita nel primo semestre del 6,5% sul 2016.

Per quanto concerne gli investimenti, un quarto degli affiliati investe cifre considerevoli: il 18% tra i 50 e i 100 mila euro; il 4% tra i 100 e i 500 mila euro; il 2% oltre i 500 mila euro.

Naturalmente, questo è un quadro complessivo ed occorre anche conoscere il trend storico del marchio col quale si intende avviare un rapporto commerciale. Può trattarsi di un marchio molto noto, che però non si è rinnovato granché e negli ultimi anni ha ceduto il passo alla concorrenza.

O, di contro, si potrebbe puntare su un marchio nuovo ma che è in forte ascesa sul mercato.

Franchising Gioielleria, cos’è un business plan

Cos’è il business plan di un Franchising? Come intuibile traducendo questo termine, si tratta del nostro piano di business.

Avere un business diventa indispensabile per avviare qualsiasi attività. Attraverso esso potremo pianificare le spese, analizzare la concorrenza e così via.

Franchising Gioielleria, come scegliere la location

Come scegliere la location di un Franchising di una Gioielleria? Il nome da solo non basta. Il nostro negozio dovrà anche avere una ottima location se vuole avere successo.

Infatti, non è detto che tutti cerchino direttamente il nostro marchio sul web per geolocalizzare la filiale più vicina a loro. C’è anche chi non è un cliente affiliato e deciderà di acquistare i nostri prodotti semplicemente passando davanti ad una vetrina. Come avveniva quando non avevamo gli smartphone con noi.

Pertanto, la location del nostro negozio deve essere collocata in una zona che offra una ottima, o quanto meno buona, visibilità. Certo, va da sé che maggiore sarà la centralità della location, maggiore saranno i costi di fitto.

Pensiamo ad un Centro commerciale noto e ben avviato. Oppure ai corsi in pieno centro prima citati. Va da sé che pagheremo svariate migliaia di euro solo di fitto. Potremmo anche cercare un compromesso, ad esempio cercando delle strade parallele al centro, delle traverse e così via. O un centro commerciale magari meno noto ma comunque abbastanza frequentato. Tutto, anche qui, dipende dalle nostre disponibilità economiche.

La scelta della location, poi, implica anche un altro aspetto: quello della dimensione. Certo, avere un bel salone grande piace a tutti, ma non è detto che serva per forza. L’importante è che valorizzi al meglio la merce e sia accogliente verso i clienti. Insomma, le dimensioni sono relative.

Infine, non bisogna trascurare l’aspetto della vetrina. Avere almeno una vetrina sulla strada è un ottimo modo per rendersi visibile. Poi c’è la questione logistica: il negozio deve essere facilmente raggiungibile, senza poi trascurare l’aspetto della facilità di parcheggio. Tieni conto che molte persone scelgono un negozio anche in base alla facilità di trovare un parcheggio. Non a caso, la scelta di un centro commerciale è ideale.

Anche la vicinanza ad una fermata della metro o di un bus, è da prendere in considerazione. Appannaggio della clientela non dotata di auto o che preferisce spostarsi coi mezzi pubblici.

Quanto costa aprire un Franchising Gioielleria

Veniamo ora ad un’altra domanda che spaventa i più: quanto costa aprire ed avviare un Franchising di una gioielleria? Inutile dire che concorrono molti fattori e si tratta per lo più di costi variabili in base alle nostre scelte.

Una delle prime spese da prendere in considerazione è la succitata Location. Dobbiamo scegliere dove sorgerà il nostro negozio, quanto grande sarà e se vogliamo acquistare il locale o restare in affitto.

Quindi, va da sé che un conto è acquistare un grande locale in pieno centro di una città turistica, e un conto è restare in affitto in un piccolo Comune, magari pure in zona periferica. Qui abbiamo citato i 2 casi estremi. Dobbiamo mettere insieme questi tre fattori e trovare un compromesso rispetto alla nostra capacità di spesa:

Fitto Vs Acquisto Locale
• Grandezza Locale
• Posizione Locale

A prescindere da ciò, il negozio dovrà essere dotato sempre e comunque di un efficiente sistema di sicurezza. Indispensabile dato il valore degli oggetti venduti. Si dovranno installare vetri antiproiettile, telecamere per la videosorveglianza, nonché un sistema di allarme professionale, collegato con le forze dell’ordine. Senza dimenticare la polizza assicurativa contro incendio e furto.

Se la zona non vi tranquillizza più di tanto, potreste anche pensare ad un sistema di vigilanza privata.

Non deve poi mancare un adeguato sistema di illuminazione, che renderà il nostro negozio più accogliente e servirà a valorizzare il pregio della merce.

Occorre poi investire negli elementi espositivi e di arredo:

bancone per la vendita
• teche espositive
• eventuali suppellettili come poltrone, se le dimensioni lo consentono

Ed ancora, bisogna poi investire in accessori che servano anche per farci pubblicità: biglietti da visita, buste con il nome del marchio, confezioni regalo.

In ultimo, ma non per ultimo, occorre provvedere all’acquisto della merce: gioielli, ma anche orologi, bomboniere, cornici.

La scelta migliore è quella di non esagerare con gli approvvigionamenti nella fase iniziale. Ma acquistare per esempio poche unità per campione. Poi si modificheranno le scorte in base alla richiesta.

Attenzione poi alla pubblicità, la cosiddetta “anima del commercio”. Si va dal vecchio e sempre efficace volantinaggio alla gestione dei Social, passando per le inserzioni sui giornali fino alla cartellonistica.

Nel primo caso, bisognerà pagare una tipografia che stampi i volantini. E affidarsi ad una agenzia che li distribuisca oppure a persone che lo fanno privatamente. Nel secondo caso, si risparmia forse qualcosa, ma occorre anche informarsi se il Comune presso cui si fa volantinaggio, prevede delle tasse e delle regole per poterlo fare.

Le inserzioni sul giornale e la cartellonistica stradale hanno costi che variano molto in base al posizionamento (la visibilità e l’importanza della strada nel secondo caso, la grandezza dell’immagine e il numero di pagina del giornale nel secondo).

Per quanto riguarda i Social, invece, è consigliabile aprire un profilo dedicato esclusivamente all’attività. Sia su Facebook che su Instagram. Sebbene i due Social consentano di farlo gratuitamente, prevedono altresì la possibilità di pagare per avere inserzioni extra.

Se siamo bravi a farlo da soli, tanto meglio. Ma se non siamo molto esperti di Social o non abbiamo tempo, possiamo cercare un Social Media Manager che se ne occupi. Ciò ovviamente sarà un costo aggiuntivo.

Possiamo prendere anche in considerazione la possibilità di avviare dei Banner su Google Adsense, diventando degli inserzionisti. E/o iscriversi ad un sito e-commerce come Amazon ed eBay. Ciò ci darà molta visibilità sul web, sebbene ci costerà delle commissioni e degli abbonamenti per restare sul sito.

Importante avere un sito web, che magari consenta pure di fare acquisti direttamente da lì. Tutto ciò comporta ovviamente dei costi, come ingaggiare un web master che lo curi, pagare i corrieri per le spedizioni, ecc.

Un’altra arma utile è quella della mailing list. Chiedi l’email ai tuoi clienti che hanno acquistato qualcosa per tenerli aggiornati su nuove offerte o nuovi prodotti arrivati. Occorre creare una lista a cui inviare periodicamente articoli di valore (e non solo pubblicità spam) all’interno dei quali veicolare qualche offerta promozionale che invogli la gente a venirti a trovare.

Importante è poi la cosiddetta riprova sociale. Possedere testimonianze scritte, video, foto, qualunque cosa i tuoi clienti possano rilasciarti, in modo da poterla usare sul web a dimostrazione di quanto sia efficace e imperdibile ciò che vendi.

Per fortuna, questi ultimi due modi di farsi pubblicità non costano nulla, ma sono portare tanti nuovi clienti.

Resta infine da giocarsi la carta di partecipare ad eventi espositivi, come le fiere di settore, natalizie, per sposi e così via. Il costo qui sarà ovviamente quello del viaggio e del pernottamento. Che varierà a seconda del luogo dell’evento e della durata dello stesso.

Quindi, quanto costa aprire un Franchising di una Gioielleria? Secondo le stime, ci vogliono mediamente tra i 100 e i 200 mila euro, con punte che arrivano a 500mila euro.

Naturalmente, le cifre cambiano molto sempre a seconda delle nostre scelte. E dal tipo di Franchising che vogliamo avviare. Una di tipo tradizionale, presuppone soprattutto un grosso capitale iniziale, poi tante cose ci verranno date dal marchio madre. Se invece ci limitiamo ad un Conto vendita, allora è chiaro che dobbiamo piangercela noi.

Fatto sta che in tutti i casi, non possiamo sperare di aprire un Franchising di Gioielleria con qualche migliaio di euro. Le alternative per ottenere capitali iniziali sono:

Il tipico prestito bancario, ma in questo caso dovremo offrire delle solide garanzie (in genere immobiliari o un garante), nonché il succitato business plan. Dovremo però andare in contro anche a degli interessi
Cercare soci di capitale, interessati magari solo al profitto senza occuparsi della gestione. Certo, non potremo fare solo di testa nostra, visto che loro investono dei soldi e vogliono subentrare nelle decisioni
Cercare soci di gestione. Essi contribuiranno sia in termini di capitale, sia nella gestione della gioielleria
Cercare un prestito da parenti o amici

Franchising Gioielleria costi gestione

Quanto costa gestire un Franchising di una Gioielleria? Visti i costi di avviamento, vediamo invece i costi da affrontare nel corso della nostra attività.

Affitto del negozio o rate del Mutuo qualora non sia nostro
Stipendio dipendenti addetti alle vendite
Costi energetici
• Tasse
• Assicurazione sui preziosi
Consulenza di un commercialista
Approvvigionamento merci

Questi sono i costi di gestione più tipici, ma siamo sempre al solito discorso che dipende da che tipo di Franchising abbiamo avviato e dalle nostre scelte personali.

Franchising Gioielleria vantaggi

Quali sono i vantaggi di avviare il Franchising di una Gioielleria?

Costi di gestione più bassi rispetto ad un’attività avviata da zero
• I costi di affitto e personale in genere sono accollati all’azienda affiliante
• Usare un marchio già affermato
• Garantita l’esclusiva nella propria zona di quel marchio
• L’azienda madre si occupa degli aspetti organizzativi, arredamenti, materiali promozionali, ecc. A noi non resta che metterci i capitali
Canale esclusivo per la fornitura della merce
Statisticamente, si parla di un fatturato in continua crescita (come visto in precedenza)

Franchising Gioielleria svantaggi

Quali sono gli svantaggi di aprire un Franchising di una Gioielleria? In realtà sono meno dei vantaggi, per fortuna. Ma purtroppo non mancano. Ecco i principali:

scarsa o nulla flessibilità nelle scelte strategiche, gestionali ed organizzative dell’attività. Dato che deve attenersi alle disposizioni dell’affiliante (poi dipende sempre dal grado di rapporto tra le parti)
pagamento di un fee d’ingresso molto consistente per l’acquisto dei diritti del marchio e di tutto quello che gli riguarda
• corrispondere alla casa madre anche le royalty, cioè il ricavato dai diritti d’autore e che dipende dalle vendite del punto vendita.

Franchising Gioielleria migliori aziende consigliate

Quali sono le migliori aziende per aprire un Franchising di una Gioielleria? Quali sono i marchi consigliati per aprire un Franchising di una Gioielleria? Di seguito vediamo i marchi più noti:

1. Pandora

Non si può non partire da Pandora. Pandora è un produttore e rivenditore di gioielli danese internazionale fondato nel 1982 da Per Enevoldsen e dall’allora moglie Winnie Enevoldsen. La società nasce come gioielleria a conduzione familiare a Copenaghen.

Oggi è nota per i suoi braccialetti con ciondoli personalizzabili, anelli di design, collane e orologi (attualmente però fuori produzione). La società ha un sito produttivo in Thailandia e commercializza i suoi prodotti in oltre 100 paesi in sei continenti con oltre 7.800 punti vendita.

La coppia di coniugi fondatori ha iniziato su piccola scala importando gioielli dalla Thailandia e vendendoli ai consumatori. Dopo una fortunata impresa all’ingrosso, nel 1989 Enevoldsen assunse designer interni e stabilì un sito produttivo in Tailandia, dove è ancora ubicato. Con bassi costi di produzione e una catena di approvvigionamento efficiente, Enevoldsens potrebbe fornire gioielli a prezzi accessibili e rifiniti a mano per il mercato di massa.

La collezione Pandora è cresciuta fino a includere un assortimento di anelli, collane, orecchini e orologi. Pandora ha iniziato a vendere i suoi bracciali firmati nel 2000 dopo un brevetto e diversi anni di sviluppo.

Il gruppo di private equity danese Axcel ha acquistato una partecipazione del 60% nella società dalla famiglia Enevoldsen nel 2008. Le azioni per un totale di 9,96 miliardi di DKK (1,84 miliardi di euro) sono state vendute in una IPO nell’ottobre 2010, una delle più grandi IPO in Europa di quell’anno. Dando a Pandora una capitalizzazione di mercato di circa 27 miliardi di DKK.

La società è quotata alla Borsa NASDAQ OMX di Copenaghen in Danimarca ed è un componente dell’indice OMX Copenhagen 20.

Nel 2011, più di un pezzo di gioielleria Pandora è stato venduto in media ogni secondo. Le azioni sono scese di quasi l’80% nel 2011 dopo uno spostamento dell’attenzione verso i progetti di fascia alta che hanno alienato i clienti principali, ma la performance si è ripresa dopo un ritorno al mercato di massa più accessibile. Con un fatturato di 11,9 miliardi di DKK e un utile netto superiore a DKK 3 miliardi nel 2014.

2. BlueSpirit

La prima gioielleria Bluespirit nasce agli inizi degli anni ’70, con il nome di Blue Point. Si impone sul mercato come marchio innovativo per la sua formula “porte aperte”, rendendo il gioiello prezioso accessibile a tutti.

Bluespirit è oggi una moderna realtà retail, leader nel settore della gioielleria e presente sul territorio nazionale con piu’ di 170 punti vendita, in costante crescita. La forte espansione contribuisce al consolidamento del successo del marchio, portando le gioiellerie Bluespirit ad essere una presenza costante in tutti i piu’ importanti centri commerciali d’Italia.

L’esperienza accumulata negli anni nella ricerca e nella selezione dei materiali preziosi, ha permesso a Bluespirit di diventare un brand fortemente riconosciuto nel gioiello prezioso in diamanti, oro e argento.

Bluespirit offre servizi aggiuntivi come riparazioni, incisioni personalizzate, messa a misura di gioielli ed orologi.

Di Pandora e Bluespirit ci occuperemo in due paragrafi specifici.

3. SarniOro

SarniOro ha consolidato la sua immagine e presenza nella produzione e commercializzazione di articoli di gioielleria, oreficeria, orologeria e argenteria per donna e uomo.

I prodotti SarniOro abbinano l’esclusiva manifatturia Italiana con articoli di brands internazionali. La gestione degli articoli è computerizzata, e offre un tempestivo invio di qualsiasi modello richiesto.

SarniOro si distingue per qualità, prezzo, assortimento degli articoli, professionalità e cortesia del personale di vendita.

I prodotti non cercano l’eccesso e la modernità forzata. Vanta una sperienza e management coeso, pensiero dinamico e filosofia innovativa, attenzione verso il mercato e impulso alla crescita.

SarniOro vanta 80 punti vendita su tutto il territorio nazionale. La sua espansione inizia sin dal 1993, con la realizzazione delle prime Gioiellerie nei Centri Commerciali.

Questi gli obiettivi che il marchio si prefissa:

impegno intensivo nel rinnovamento del prodotto
costante potenziamento e ristrutturazione dei punti di vendita
ammodernamento continuo del comparto tecnologico
• iniziative per migliorare il rapporto ed il servizio nei confronti della clientela,
• impiego di personale di vendita sempre più specializzato e motivato

4. Accessorize

Accessorize nasce a Londra nel 1984, ma inizia ad espandersi a livello mondiale a partire dal 1992. Oggi vanta oltre 900 punti vendita, distribuiti in 60 paesi, compreso il nostro. In Italia si espande su tutto il territorio nazionale. E’ possibile avere la merce in conto vendita e manca un fee d’ingresso.

L’investimento iniziale richiesto è di mille euro per metro quadrato per gli arredi, e si parte da un minimo di 50 mq.

5. Carpisa

Carpisa è un noto marchio di pelletteria ed accessori per donna e per uomo. Dedito anche alla vendita di gioielli. Nato nel 2001, si è imposto in breve tempo sul mercato grazie ai suoi prodotti accattivanti e sempre a passo coi tempi.

Anche qui manca un fee di ingresso. Il capitale iniziale richiesto riguarda 650 euro/mq più opere edilizie in base alle dimensioni del locale. Vanno bene pure dimensioni medio/piccole per il locale.

In Italia vanta circa 650 filiali. La sede principale di oltre 10.000 metri quadrati, CasaCarpisa, si trova nell’Interporto di Nola, a Nola, provincia di Napoli. Una superficie di oltre 12.000 mq, una struttura tecnologicamente innovativa progettata. Conta 150 dipendenti, comprende sale di formazione altamente attrezzate, uffici creativi, spazi comuni come una mensa, una sala conferenze tecnologicamente avanzata da 250 posti.

Carpisa basa il proprio successo su valori quali la forte attenzione al cliente, lo spirito di squadra, il dinamismo, la ricerca e lo sviluppo, la competitività, evidenziando lo stile e la creatività Italiana.

La gioielleria Carpisa, così come tutti i suoi prodotti, si rivolge principalmente a donne tra i 20/45 anni, particolarmente attente alle nuove tendenze. Ma anche a uomini, i quali sono mossi dalle più svariate esigenze.

Il logo è una simpatica tartaruga, mentre dal 2015 testimonial del brand è la star internazionale Penelope Cruz. L’attrice premio oscar non solo presta il volto alle campagne Carpisa, ma in questi anni ha firmato anche diverse capsule collection, intervenendo in prima persona nelle scelte stilistiche.

6. Cosette

Cosette è un marchio di accessori, gioielli e abbigliamento femminile. I punti di forza sono i prezzi molto competitivi e la vasta gamma di prodotti.

L’affiliazione in franchising prevede due formule: formula corner per chi ha già un negozio e vuole ampliare la gamma di prodotto offerti e una formula esclusiva per un negozio dedicato solo al marchio.

Investimento iniziale: a partire da 3.450 euro (formula corner). Per chi invece preferisce la seconda opzione, il locale deve partire da un minimo di 20 mq.

Sono previsti: arredamento, possibilità di scelta tra riassortimento automatico o a scelta del franchisee, prodotti in conto vendita, restituzione dell’invenduto.

Cosette è il marchio appartenente a Kormar Srl. Ogni suo prodotto è verificato prima della spedizione ed i servizi vengono erogati da personale altamente qualificato e costantemente aggiornato. Il supporto post vendita è rapido e risolutivo.

Kormar Srl, proprietaria del marchio Cosette, è una azienda che opera nel mercato abbigliamento ed accessori dal 2009, come continuazione della precedente attività ventennale di famiglia guidata dal padre dell’attuale titolare.

Cosette non offre solo prodotti, ma pure una serie di servizi e software a valore aggiunto. I punti di forza del marchio sono riassunti nella alta qualità dei prodotti offerti, nei prezzi sempre concorrenziali, nell’assistenza e supporto al top, nell’offerta di servizi innovativi e di grande utilità.

7. Amazing Jewelry

Amazing Jewelry rivoluziona il concetto stesso di gioielleria, offrendo un ambiente curato e ricercato e prodotti accessibili a tutti. I propri gioielli non superano i 100 euro. Ma non per questo, questa politica non sia sinonimo di qualità. Dopo l’apertura di diversi punti vendita all’estero, è in corso quella lungo il nostro territorio italiano.

L’investimento iniziale richiesto parte da 120.000 euro, il negozio deve avere dimensioni compre tra i 30 e gli 80 mq. Tra i vantaggi, troviamo la possibilità di finanziamento, fee solo sul venduto, nessun minimo di acquisto.

Se è vero che il “rapporto qualità-prezzo” sia stato il mantra delle vendite al consumo negli ultimi dieci anni per questo marchio, questa tendenza non ha coinvolto i gioielli. Almeno fino ad ora. Questo brand si offre di spostare il valore per il cliente, realizzando disegni di gioielli unici, alla moda. In argento sterling e oro massiccio disponibili a prezzi del 50, 60, 70% in meno rispetto ai negozi di marca.

8. Particolari

Particolari è un marchio italiano nato nato nel 1998 e specializzato in abbigliamento donna, accessori borse e bigiotteria. I negozi si distinguono per la ricerca dell’arredamento e dell’estetica, studiata in collaborazione con visual designer.

La merce è fornita in conto vendita e l’investimento iniziale dipende dalle dimensioni del locale commerciale. Il marchio garantisce all’affiliato anche l’esclusività nella zona.

L’investimento iniziale parte dai 25mila euro (comunque variabili a seconda delle dimensioni del locale). La grandezza del locale deve essere minimo di 60 mq. Il brand offre anche formazione continua, possibilità di finanziamento per chi ha pochi capitali iniziali.

Le creazioni Particolari nascono come dettagli ricercati che vogliono offrire al pubblico l’opportunità di seguire le tendenze del momento, e trasformare gli accessori in vere e proprie esperienze di stile alla portata di tutti. Rielaborando così i canoni stilistici delle grandi firme del mondo della moda in termini di accessibilità e attualità.

Il franchising Particolari si fonda su un intenso rapporto di fiducia reciproca e sulla continua volontà di creare una squadra unita e vincente in grado di operare con intuito e creatività nel mondo della moda.

La formula Particolari offre in franchising il know-how, la progettazione dei locali, la ricerca degli articoli di tendenza delle griffe più in voga , l’assistenza continua ed un marchio d’impatto per la comunicazione pubblicitaria.

L’impegno delle persone che credono nel progetto Particolari persegue due obiettivi in uno: far crescere ogni singola realtà per crescere tutti insieme. L’amministratore Di Petta Antonio afferma che l’idea imprenditoriale del gruppo Particolari è stata quella di creare un accessorio moda che potesse essere interessante per un pubblico di donne attente alle tendenze e allo stile, per donne che fossero alla ricerca dei dettagli, ma anche di un prodotto con un alto rapporto di qualità/prezzo.

La rete di franchising conta circa 80 punti vendita in Italia e, come afferma l’amministratore: “il numero è destinato a crescere!“.

9. Antica Murrina

Vende esclusive merci in prezioso vetro di Murano lavorato a mano. E’ possibile avviare un negozio Antica Murrina in 2 formule:

boutique in franchising esclusiva monomarca
• formula dello shop in shop

10. Athmosfera

Questo marchio si dedica alla vendita di gioielli di tendenza e accessori moda dal design all’avanguardia.

11. Binda Group

Vende orologi, gioielleria, oreficeria, pelletteria, occhiali e profumi della marca Breil e negozi multibrand B-Hip.

12. Bysimon

Vende gioielli in argento, gioielli in bronzo e ottone, penne ed accessori moda.

13. Cammarota Gioielli

Franchising di vendita gioielli e oro, fedi, bigiotteria, argenteria dalla linea accurata ed originale delle migliori marche appartenenti ai più grandi stilisti italiani come Dolce & Gabbana, Morellato oppure Damiani, marche note come Breil o Sector.

14. Carina Bijoux

Vende al dettaglio bigiotteria, accessori moda, make up, dalla alta qualità estetica.

15. Castoro Gioielli

Negozi in franchising di gioielleria, argenteria e oreficeria in tutta Italia.

16. La Clexidra

Questo marchio rivende orologi Rolex usati. Ogni punto vendita della Clexidra ha orologi di marca Rolex usati presenti sul catalogo del sito e ne garantisce la qualità e il funzionamento.

17. Latorraca accessories & home jewellery

Vendita in franchising di gioielleria, argenteria, bigiotteria e oggettistica per la casa di valore.

18. Notte Bianca

Anche questo brand vende gioielli e argenti tra cui anelli, bracciali, collane, orecchini e spille. Prodotti di tendenza, che abbinano lusso a prezzi competitivi.

19. Peccadillo

Negozio in franchising di bigiotteria e accessori moda, col diritto di esclusiva e progettazione del punto vendita. Nonché assistenza e formazione per l’apertura e la gestione di questo franchising di bigiotteria, ed infine pubblicità gestita da fornitore del marchio.

Come aprire Franchising Pandora: costi, requisiti, vantaggi

Dedichiamo, come promesso in precedenza, un paragrafo a parte per Pandora. Come aprire un Franchising Pandora?

1. Franchising Pandora come funziona

Come funziona un Franchising Pandora? Il brand danese offre una soluzione di affiliazione “chiavi in mano” e richiede il versamento di un fee d’ingresso e il pagamento di royalties. Vale a dire che il marchio pretende un diritto in entrata e dei canoni periodici.

Il contratto prevede poi l’affidamento al franchisee di una zona in esclusiva e l’assistenza in ogni fase del processo di affiliazione: dallo scouting del luogo all’evento di apertura del negozio.

2. Franchising Pandora requisiti

Quali sono i requisiti di aprire un Franchising Pandora? Il franchisee (termine anglosassone col quale si intende l’affiliato) ideale possiede uno spiccato spirito imprenditoriale, esperienza nella vendita e una solida base finanziaria. Deve altresì avere sempre voglia di aggiornarsi.

Per quanto riguarda la location, la grandezza deve essere compresa tra i 45 e i 75 metri quadri. Deve essere dotato di un ufficio, un ripostiglio, un ampio ingresso, almeno una vetrina. Ancora, deve trovarsi in un posto ben visibile, con alta densità di passaggio (quindi, corsi principali o centri commerciali).

3. Franchising Pandora costi

Quanto costa aprire un negozio Pandora? L’investimento medio è tra i 250 e i 300 mila euro. Quindi va da sé che non sia alla portata di tutti.

4. Franchising Pandora vantaggi

Quali sono i vantaggi di aprire un Franchising Pandora? Pandora offre loro un costante supporto operativo in fase di pre e post apertura dello store, mediante le figure specializzate del visual merchandiser e del retail operation manager. I quali si occupano dell’allestimento e dell’assortimento del negozio, oltre che del suo buon proseguimento.

Pandora offre anche una continua formazione, anche in modalità e-learning (cioè a distanza da remoto tramite webcam). In questo modo, il marchio danese offre agli affiliati il know how giusto per diventare imprenditori di un business redditizio.

Fornisce infine campagne di comunicazione al fine di soddisfare le esigenze dei clienti, fornendo materiali di promozione del negozio.

Come aprire Franchising BlueSpirit

Il secondo marchio che merita un approfondimento è BlueSpirit. Nata negli anni Settanta con il nome di Bluepoint. Di proprietà del gruppo Morellato e Sector, al momento della scrittura vanta oltre 220 gioiellerie (130 a gestione diretta e 90 in franchising) in Italia. Come fatto con Pandora, anche qui divideremo il Franchising BlueSpirit in più sottoparagrafi.

Franchising Bluespirit come funziona

Come funziona Franchising Bluespirit? Questo marchio offre una formula di affiliazione che non richiede il versamento di un fee d’ingresso, né il pagamento di royalties e canoni periodici. Dura a tempo indeterminato. A partire dal terzo anno, è possibile esercitare la facoltà di recesso.

La spedizione e il riassortimento dei gioielli e orologi avviene su richiesta dell’affiliato, in base alle sue esigenze di approvvigionamento.

La pubblicità è a carico del franchisor, almeno quella a livello nazionale. Mentre a livello locale è a carico dell’affiliato.

Franchising Bluespirit requisiti

Quali sono i requisiti per aprire un Franchising Bluespirit? Bisogna avere un locale con una superficie compresa tra gli 80 ed i 100 metri quadri. Collocata in centri storici ad elevato traffico commerciale e nei centri commerciali di medie e grandi dimensioni.

Franchising Bluespirit costi

Quanto costa aprire un Franchising Bluespirit? L’investimento iniziale per l’arredo e l’allestimento è di circa 1.000 Euro al metro quadro. Quindi, moltiplicati per la grandezza minima richiesta, parliamo di un investimento di 80-100mila euro.

Franchising Bluespirit vantaggi

Quali sono i vantaggi di aprire un Franchising Bluespirit? Un bel po’, tra cui:

consulenza per la localizzazione del nuovo punto vendita e sull’assortimento ideale della merce da vendere
assistenza commerciale
• formazione del personale
• progettazione del layout del negozio e supporto visual
semplicità di contatto compilando un semplice Form. E’ anche possibile contattare un numero verde: 800.669.712 (Lun. – Ven. 10.00/18.00)

Aprire Franchising SarniOro come funziona

Come funziona aprire un Franchising SarniOro? Proponiamo un paragrafo a parte anche per questo interessante gruppo di preziosi. Questo ciò che offre all’affiliato:

La forza del marchio di livello nazionale
Il potere contrattuale di un Gruppo solido
Un assortimento senza eguali e trasversale
Un supporto marketing d’eccellenza
• Il know how di allestitori e arredatori qualificati
• La possibilità di un confronto diretto e di un supporto decisionale dedicato
• Una solida esperienza nella formazione del personale
• Un sistema informativo e di gestione logistica collaudato ed efficiente
• L’opportunità di crescere insieme al Gruppo, per raggiungere insieme nuovi traguardi di crescita

E’ possibile contattare il gruppo tramite vari link. C’è il Form generale per i Contatti, quello per sottoporre la propria Candidatura e il classico Lavora con noi.

Franchising Kikiamo come funziona

Come funziona il Franchising Kikiamo? Molto interessante è anche il Franchising Kikiamo. Si tratta di un format innovativo nel settore degli accessori moda borse e bijoux. Dall’immagine molto alta e accattivante.

Il simbolo del brand è un quadrifoglio foglio su sfondo bianco. Il che dà speranze di riuscita.

Kikiamo è nato nel 2011 dalla passione e l’energia dei suoi 5 fondatori i quali hanno valorizzato le loro reciproche attività specifiche di prodotto, organizzazione, franchising.

Ispirati dall’aver visto un prato pieno di trifogli mentre erano in un meeting in Liguria, e tra loro c’era un quadrifoglio rosso. Di qui l’ispirazione di creare un nuovo gruppo, con una campagna di reclutamento franchising. Il quale, grazie anche al costo competitivo e all’immagine accattivante dei negozi, fa si che ad oggi siano tante le persone che vogliono aprire un punto vendita Kikiamo.

Ad oggi, i punti vendita Kikiamo sono 51 e vende accessori donna, bijoux, make up, abbigliamento donna. E’ presente in queste regioni:

Lazio
• Campania
• Puglia
• Calabria
• Sicilia
• Sardegna
• Abruzzo
• Lombardia
• Piemonte
• Veneto
• Molise

Queste le condizioni per aprire un Franchising Kikiamo:

• Grandezza locale: 20 – 40 MQ
• Profilo affiliato: donna con età compresa tra 30 – 45 anni
• Investimento iniziale: dai € 13.800,00 in poi
• Costo dell’arredo: € 6.000
• Deposito cauzionale: € 5.000
• Investimento per la progettazione: € 1.500
• Costo licenza uso software: € 1.000
• Formazione iniziale: € 300
• Stock iniziale: 1.200 per un valore di circa 13.000€
• Ubicazione preferibile: Centro storico
• Affitto: 500 – 1200 euro
• Bacino d’utenza: 15.000 Abitanti
Esclusività territoriale
Genere: F
• Età minima: 23 anni
Esperienza precedente richiesta: NO
Competenze necessarie: Nessuna
Profilo psicologico: disponibile, fantasiosa, innovativa, creativa con spiccata personalità

I vantaggi offerti dal Franchising Kikiamo:

• Investimento d’ingresso basso 13.800 euro
• Il più alto margine di guadagno del settore
Nessun acquisto ne impegno finanziario
Nessuna rimanenza con la formula del conto vendita
Promozioni permanenti nel negozio a carico del franchisor
• Una formula innovativa con la merce in conto vendita con acquisto iniziale garantito, senza alcun deposito fideiussorio.
• Un piattaforma web dove è possibile visionare in qualsiasi momento gli oltre 4.000 articoli disponibili.
Esclusiva di zona
• Supporto web
Nessuna royalties
• Un format accattivante ed innovativo
Riassortimenti settimanali del venduto
• Formazione continua
• Affiancamento nell’apertura con tutor di apertura
• Piano di prefattibilità gratuito
• Valutazione location
• Progettazione del punto vendita
• Ricevi la merce settimanalmente in base al venduto
• Pagamenti dilazionati degli arredi
• Gestisci il negozio da casa tua

Franchising Black Fashion come funziona

Come funziona il Franchising Black Fashion? Questo marchio offre una vasta gamma di bigiotteria, ma anche borse, pochette, foulard, accessori capelli e tanto altro. Punta ad offrire alle proprie clienti un look giusto per ogni occasione.

Black Fashion opera nel mondo del fashion e degli accessori moda dal 2001. Poi nel 2006 nasce il primo punto vendita Black Fashion e nei due anni successivi nascono altri quattro che sono poi diventati i punti vendita pilota che hanno dato l’esperienza necessaria per avviarsi nello sviluppo in franchising iniziato nel 2013.

Soffermandosi solo sulla Bigiotteria, che è ciò che ci interessa di più in questa sede, la gamma offerta è interamente prodotta con materiali a norma di legge. Collane, bracciali, orecchini, anelli e piercing. Articoli in acciaio, pietra e zircone sono solo una parte di quello che troverai nel fantastico mondo Black Fashion.

Questa l’offerta di un Franchising Black Fashion:

• Conto vendita tutto l’anno, anche durante promozioni e saldi.
• Ampio margine garantito
• Un assortimento ampio e completo, costantemente aggiornato
Riassortimenti costanti
Non sono richieste fee d’ingresso per trasferimento di know-how e royalty per operazioni di marketing su tutta la rete
Investimenti pubblicitari a livello nazionale
• Corso di formazione pre-apertura per conoscere i prodotti e le metodologie di gestione del punto vendita
• Assistenza a distanza e in loco con personale dedicato all’affiliato
• Supporto in visual merchandising
• Esclusiva di zona e diritto di prelazione

Queste invece le condizioni richieste agli affiliati:

Posizione del punto vendita in vie centrali o centri commerciali, ad alta affluenza di consumatori
• Superficie di vendita tra 60 mq e 80mq
Pubblicizzazione del punto vendita a livello locale
Allestimento del negozio secondo format e immagine Black Fashion
• Investimento variabile in funzione alla superficie: indicativamente compreso tra 15.000 e 25.000 euro
Garanzia sui prodotti in conto vendita

Franchising Gioielleria o Compro Oro, qual è meglio?

Meglio aprire un Franchising Gioielleria o un Compro Oro? Sono due settori diversi, in quanto col primo si offrono i prodotti di un brand, mentre col secondo si valutano i preziosi usati.

Rispetto ad una gioielleria, un Compro oro gode di minori rischi d’impresa. Non si vende, ma si compra. Quindi, si tratta di una attività commerciale atipica, dove la principale dote richiesta è quella dell’onestà.

I negozi Compro oro infatti acquistano oro e argento dai privati per poi rivenderlo in blocco ad una fonderia.

In caso di esito positivo basterà verificare la maggiore età del venditore, compilare un atto di vendita che dichiari la provenienza lecita degli oggetti e dargli quanto pattuito in contanti (sino a 1.000 euro e in assegno oltre).

Queste, in sintesi, le caratteristiche di un Compro Oro:

1. Costi d’investimento:

Sono pari a circa 30.000-35.000 € (di cui circa la metà come fondo cassa per acquistare oro dai clienti-fornitori) più una quota di affiliazione che va da 0 € a 10.000 € + iva.

I costi principali da sostenere sono i seguenti:

Insegna
• Vetrofonia
• Bilancia di precisione
• Acidi per il riconoscimento dei metalli
• Bancone con vetrina antisfondamento (tipo quella delle poste)
• Arredo
• Computer

2. Ubicazione del locale

Il locale deve essere ubicato in una zona con forte passaggio pedonale e veicolare. Naturalmente, va anche considerata la concorrenza che già c’è in zona, visto che la Legge Bersani consente di aprire attività anche a pochi metri l’una dall’altra.

3. Bacino d’utenza richiesto

Si consiglia un bacino di utenza di almeno 30.000-40.000 persone.

4. Vantaggi:

Basso rischio d’investimento.

5. Svantaggi:

Non è un’attività particolarmente dinamica.

E’ possibile anche svolgere sia attività di Gioielleria che di Compro oro. Ovviamente, vantaggi e svantaggi si sommeranno, ma alcuni si compenseranno.

Come aprire un Franchising Gioielleria

Come si apre un Franchising di una Gioielleria? Innanzitutto, dobbiamo essere certi che questa scelta faccia per noi a livello caratteriale. Comprendere che possiamo affrontare tutte le eventuali preoccupazioni che questa ci porterà.

E’ consigliabile parlarne con la propria famiglia, con la propria moglie e i propri figli se sono almeno adolescenti. Perché è una scelta che influenzerà irrimediabilmente anche la loro vita, ed un loro parere è importante. Magari chiedere anche a qualche caro amico, al quale facciamo spesso affidamento.

Leggere poi le recensioni sui vari brand, per scovare le opinioni dei clienti e di altri eventuali affiliati.

Farsi successivamente due conti in tasca, per essere certi di poter affrontare economicamente questa avventura. Parlare magari con la propria Banca della possibilità di avere prestiti o come funziona in caso di difficoltà sul conto.

Iniziare già ad individuare un locale dove potrebbe sorgere, la sua ubicazione, eventualmente contattare il Centro commerciale per capire come funziona se decidiamo di aprire un negozio presso di loro. Meglio sempre, anche in questo caso, più alternative.

Fatto tutto ciò, contattare il brand con cui si vuole avviare un’attività in Franchising. Meglio se più di una per avere più alternative possibili. Capire quale conviene di più. Avere già delle idee imprenditoriali chiare e il succitato business plan servirà ad essere anche più convincenti nei loro confronti.

Quando avremo tutto pronto, dovremo avviare un iter burocratico. Che vedremo nel prossimo paragrafo.

Franchising Gioielleria documenti richiesti

Qual è l’iter burocratico per aprire un Franchising di una gioielleria? Contrariamente a quanto si pensi, visto l’andazzo jurassico del nostro Paese, l’iter burocratico è abbastanza breve.

Innanzitutto, è necessario richiedere alla Questura del Comune l’autorizzazione alla vendita di beni preziosi per l’apertura del negozio. Dopodiché, se già non la si possiede, occorre aprire una Partita IVA. Per ottenerla, basta recarsi presso l’Agenzia delle Entrate ed inoltre attendere la registrazione presso apposito registro della Camera di Commercio territorialmente competente.

E’ importante che l’affiliato non abbia subito denunce penali nei tre anni precedenti all’apertura della nuova attività. Quest’ultima richiesta è necessaria per soddisfare i termini di sicurezza dell’attività.

Occorre poi soddisfare la richiesta di dimostrare che il locale presso cui verrà aperta la gioielleria soddisfi tutta una serie di normative di sicurezza e antifurto.

In base al tipo di Franchising richiesto, occorre anche capire quale sia il rapporto con i propri dipendenti. Se sono a carico proprio o del brand. Nel primo caso, occorrerà iscriverli presso INPS ed INAIL, per i contributi previdenziali ed anti infortunistici.

Inoltre, occorre pure capire se è necessario o meno assumere un rappresentante che possa occuparsi dei rapporti con i fornitori.

Franchising Gioielleria guadagni

Quali sono i guadagni di un Franchising di una Gioielleria? Si stima che questa sia un’attività molto redditizia. Sebbene inizialmente richieda un investimento molto elevato, soprattutto se si opta per la formula tradizionale, il rischio di fallimento è molto basso.

Gli studi di settore indicano che su un prodotto acquistano all’ingrosso a 100 euro, un venditore al dettaglio può arrivare a guadagnare fino al 200%.

Chiaramente, nel caso del Franchising, occorre sottrarre a questa percentuale tutto quanto spetta al marchio madre. Ma comunque si arriva tra il 100 e il 150 percento a seconda delle condizioni contrattuali.

Non sono pochi poi i casi in cui un affiliato è riuscito pure a ribaltare la propria posizione, rilevando l’intero franchising.

Franchising Gioielleria fatturati possibili

Quali sono i possibili fatturati di un Franchising di Gioielleria? Ovviamente, sparare dei numeri non è possibile. Il fatturato di un franchising dipende, oltre che dalle capacità imprenditoriali del singolo e della casa madre, dalla dimensione e dal volume degli affari.

Occorre poi prendere in considerazione le condizioni e le clausole contrattuali tra le parti (franchisor e franchisee). Su tutti, ovviamente il royality che occorre versare all’azienda madre.

Pertanto, prima di scegliere un franchisor a cui affiliarsi, raccomandiamo ancora una volta di valutare tutte le condizioni contrattuali. In particolare:

le somme da pagare periodicamente ed inizialmente al marchio
il fatturato medio previsto
il tempo di rientro dall’investimento

Certo, si parla, soprattutto negli ultimi due casi, di numeri variabili. In quanto il franchisor vi darà delle statistiche medie, dettate dallo storico. Ma non è detto che non si attraversino periodi di crisi, che il marchio sia in fase calante, che la zona scelta sia sbagliata e non adatta a quel brand. E così via. I numeri iniziali vanno presi come indicativi e non come la Bibbia.

Sicuramente, ed è ciò che vi auguriamo, può anche succedere che l’attività vada meglio del previsto.

E’ consigliabile dunque richiedere dalla casa madre e visionare i bilanci ed i prospetti relativi ai ricavi degli ultimi anni. Nonché l’andamento reale dei punti vendita già affiliati, il loro fatturato, la percentuale di negozi chiusi, ecc.

Sono statistiche che vi spettano di diritto, in quanto ci state mettendo il cuore e la tasca. Un Franchisor che si rifiuta dinanzi a tale richiesta o offre dati scarni, non è affidabile.

Volendo comunque dare dei numeri, i guadagni possono andare da qualche centinaia di euro per le attività con meno responsabilità e format più leggeri sino a fatturati molto più importanti per le attività imprenditoriali vere e proprie come la gestione di un negozio di grandi dimensioni.

In alcuni casi, ove questa possibilità sia prevista dal franchisor, si può diventare un affiliato Multi Unit. Ovvero, gestire più filiali di un marchio. Con le stesse condizioni contrattuali del primo punto affiliato aperto. Ciò significa moltiplicare per tutti i punti vendita i vantaggi e gli svantaggi che essi comportano. Sebbene difficilmente tutte le sedi andranno allo stesso modo. Ci sarà sempre quella che rende di più e quella che rende di meno.

Quindi, ricapitolando, il fatturato di un Franchising di una Gioielleria dipende da questi fattori:

Andamento del brand e del settore in generale
Posizionamento
Investimento e condizioni contrattuali richieste (canoni periodici, royalities)
Propensioni e capacità personali
Situazione economica generale (in parole povere, se l’economia sta andando bene o no)

Franchising Gioielleria, come avviene la formazione?

Come avviene la formazione dell’affiliato di un Franchising di una Gioielleria?

Un Franchisor ha tutto l’interesse affinché una nuova filiale vada bene. Sia per un fatto ovviamente di guadagni, sia per il proprio prestigio e la propria crescita come brand. Quindi, la formazione dell’affiliato è un aspetto molto importante.

A tal fine, fin dall’inizio il marchio offrirà un corso teorico presso la propria sede centrale. Con lo scopo di fornire gli strumenti adeguati alla conoscenza del prodotto e delle tecniche di visual merchandising. Ma anche della gestione del punto vendita, della comunicazione e del rapporto con i clienti.

Seguirà poi un periodo di formazione pratica presso punti vendita già affermati, in cui il nuovo Affiliato può mettere in pratica le conoscenze teoriche acquisite.

Nel corso dei mesi la casa madre offrirà ai propri affiliati corsi di formazione periodici tenuti da professionisti del settore.

Ogni Brand prevede diverse modalità di formazione, sia dal punto di vista temporale che organizzativo. Solitamente, i corsi di aggiornamento sono comunque permanenti. Al fine di mettere al corrente l’affiliato su tutte le novità che riguardano il marchio: dai nuovi prodotti lanciati ai cambi di strategia, passando per i nuovi software fino a modifiche dell’arredamento. E così via.

Ecco perché un marchio richiede costante voglia di apprendere e aggiornarsi.

Franchising Gioielleria, come funziona con i fornitori?

Come funziona con i fornitori in un Franchising Gioielleria? Il vostro fornitore sarà ovviamente il marchio con cui avete stipulato il contratto commerciale. Con lui vi accorderete sulla merce che vi occorre e da contratto sarà stabilito quanto e come dovrete pagare le forniture.

Il rischio sull’inveduto può ricadere sul Franchisor o sul Franchisee a seconda del tipo di contratto stipulato.

E’ anche possibile essere un Franchising plurimarche e quindi avere più fornitori. Questa scelta può essere ideale se si vuole controbilanciare le entrate e le perdite dei vari rapporti. Ovviamente si moltiplicherà anche il vostro impegno e la vostra abnegazione.

Dove è meglio aprire un Franchising Gioielleria

Dove è meglio aprire un Franchising di una Gioielleria? Abbiamo detto in precedenza che i posti migliori per aprire un Franchising di una Gioielleria sono questi:

Centro storico della città
• Corso principale
• Via dello shopping
• Centro o Parco commerciale

Nel primo caso, potreste godere anche della visita di molti turisti, se si tratta di una città a vocazione turistica. Spesso, nei centri storici sono organizzate anche le cosiddette “notti bianche”, nel corso delle quali si tengono aperti i negozi. Oppure, diventano veri e propri epicentri quando si festeggia il Santo Patrono della città. Tutti eventi che non possono che attirare l’attenzione delle persone, residenti o visitatori occasionali.

Il corso principale è da intendersi quella strada con un alto traffico viario e pedonale. E non sempre coincide col centro storico. Avere almeno una vetrina lì diventa fondamentale, meglio ancora se proprio l’insegna. Spesso il corso principale è anche quello che collega il Comune con quelli limitrofi, quindi potrete trovare tra i potenziali clienti anche persone di passaggio capitate lì per caso.

Ancora, quasi tutte le città hanno una “via dello shopping”. Ossia la strada con tutti i negozi più importanti. Anche qui avere la propria filiale può essere un vantaggio e di grande richiamo.

Infine, il centro commerciale o il parco commerciale. Con il primo, si intende un edificio di grandi dimensioni, chiuso, dove si concentrano molti negozi di più settori e marche, oltre che Fast food ed altri servizi (compagnie telefoniche, banche, ecc.).

Con il Parco commerciale si intende invece un centro commerciale all’aperto, con tanto di spazi verdi e dunque vivibili anche per altre attività che non sia solo lo shopping. Pensiamo all’andare in bici, leggere un libro, giostre per bambini, e così via.

Il Parco commerciale è molto in voga negli ultimi anni e nasce come risposta al tradizionale centro commerciale visto come “non luogo”, per dirla alla Marc Augé. Ossia un posto frequentato da centinaia di persone, che però non si conoscono e non parlano tra loro. Il Parco commerciale dà un maggiore senso di socializzazione.

Orbene, anche in questi luoghi avere un negozio diventa importante, in quanto spesso ci si va per uno scopo e poi si viene invogliati ad altri acquisti vedendo altri negozi. Oppure, si fa il tipico giro domenicale.

Certo, va da sé, come già detto, che aprire un Franchising in questi luoghi comporta degli alti costi di locazione dovuti alla visibilità. Quindi occorre farsi due conti. E’ come quando al mare tutti vogliamo la stanza o la casa vicino alla spiaggia, ma poi siamo costretti ad indietreggiare davanti ai prezzi per notte.

Poi naturalmente dipende sempre anche dalla città e dalla regione. Torino, Milano, Roma, Bologna e Trento avranno un costo più alto rispetto a città come Genova o Napoli. Che a loro volta risulteranno più care rispetto a Cagliari, Bari o Palermo. Fino alle altre città che non siano capoluoghi di regione o di provincia.

Franchising Gioielleria esempi

Quali sono gli esempi di Franchising di Gioiellerie? In questo paragrafo riproponiamo un elenco dei Franshisor più interessanti riportati nei paragrafi precedenti. Ai quali rimandiamo per un maggiore approfondimento.

1. Pandora
2. BlueSpirit
3. SarniOro
4. Accessorize
5. Carpisa
6. Cosette
7. Amazing Jewelry
8. Particolari
9. Antica Murrina
10. Athmosfera
11. Binda Group
12. Bysimon
13. Cammarota Gioielli
14. Carina Bijoux
15. Castoro Gioielli
16. La Clexidra
17. Latorraca accessories & home jewellery
18. Notte Bianca
19. Peccadillo
20. SarniOro
21. Kikiamo
22. Black Fashion

Come chiudere un Franchising Gioielleria: iter e costi

Qual è l’iter per chiudere un Franchising di una Gioielleria? Quali sono i costi per chiudere il Franchising di una Gioielleria?

Il recesso dal franchising prevede 2 tipologie:

ordinario (ad nutum)
• straordinario (o per giusta causa)

Il primo tipo di recesso riconosce ai contraenti la facoltà di porre fine al contratto a prescindere dall’inadempimento dell’altra parte. Quindi, detta in parole povere, senza giustificato motivo.

Il recesso ordinario ha una disciplina diversa, a seconda che il contratto di franchising sia a tempo indeterminato o determinato.

Nel primo caso, le parti possono recedere in qualsiasi momento, previo congruo preavviso, anche se il contratto non contempla questa facoltà.

In caso di mancato preavviso, se tra le parti sorge una controversia, spetterà al giudice stabilire se il recesso è stato comunicato con un preavviso congruo (art. 1569 c.c.). Tale valutazione, alla luce del principio generale della buona fede, deve tenere conto di alcuni elementi. Eccone alcuni:

durata del rapporto
aspettativa di controparte a proseguire il rapporto
investimenti fatti da chi subisce il recesso

In caso di preavviso mancante o del tutto insufficiente, il recesso è comunque valido ed efficace. Ma si può comunque andare incontro a spiacevoli conseguenze. Meglio dunque mettere sempre tutto nero su bianco, anche su questo aspetto.

In caso di Franchising a tempo determinato, invece, le parti non possono recedere prima della scadenza, a meno che tale facoltà non sia prevista espressamente nel contratto (art. 1373 c.c.). scadenza che non può comunque essere inferiore ai tre anni, come stabilisce la Legge 129/2004.

Solitamente, i contratti di franchising raramente contemplano la facoltà di recedere in favore del franchisee. Questo perché il franchisor ha tutto l’interesse a tenere costui vincolato al contratto per tutta la sua durata.

Abbiamo poi un altro caso di recesso: straordinario o per giusta causa. Esso avviene quando l’inadempimento degli accordi ad opera di una delle parti, incrini il rapporto fiduciario con l’altro contraente o cagioni a costui un danno. O, ancora, quando si verifica un evento tale da non permettere la continuazione del rapporto.

In caso di recesso per giusta causa, a meno che le parti non abbiano previsto diversamente nel contratto, la parte che esercita il recesso può interrompe il rapporto immediatamente. Senza preavviso.

Riguardo i costi di chiusura, dipenderà dal tipo di contratto che avete sottoscritto. Se prevede clausole da pagare in caso di recessione anticipata del contratto, anche senza giustificato motivo.

Inoltre, occorre capire il tipo di contratto di locazione che avete e se avete intenzione di chiudere anche la Partita Iva.

Diciamo che si va dai costi pari a zero a poche centinaia di euro, fino a pagare migliaia di euro. Prendete in considerazione tutti gli aspetti prima di arrivare ad una chiusura. Ovviamente se la situazione non è proprio così insostenibile.

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Un Commento

  1. perillo ulderigo orlando

    svolgo attività commerciale da quasi 50anni in un piccolo paese in provincia di BN,personalmente per inziare bisogna avere il dono della sopportazione,essere curisosi capire chi ha più carisma nel caso mio per contrattare,non sono d’accordo che le attività vengono svolte solo ed escusivamente nei centri abitativi,oggi per la mia esperienza nei piccoli paesi ci sono fiorenti attività commerciali facile da raggiungere dai paesi limitrofi che hanno untenze superioiri ai grandi centri,nei paesi vi è più richezza,posso dirlo che ho avuto una filiale di una banca importante nei mieli locali oltre tre’anni, ho investito comprando locali commerciali nei centri storici non sono mai andati bene ,nei paesi vanno benissimo , voi mi direte dipende da tanti fattori,questo è vero LA MIA FORTUNA DA UN PUNTO DI VISTA COMMERCIALE VENDENDO ALL’INGROSSO, HO PREFERITO PAESI DOVE LE MAGGIOR ATTIVITA’ COMMERCIALI SONO DI CONDUZIONE FAMILIARE,CI METTONO L’ANIMA NEL VENDERE,PARLANO CON IL CLIENTE CREANO UN RAPPORTO AMICHEVOLE.SE MI CONTATTATE HO DA AGGINGERE. FIDUCIOSO DI UN VOSTRO RISCONTRO SALUTO PERILLO ULDERIGO ORLANDO

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