Franchising Distributori Automatici: investimenti, guadagni e migliori aziende

Il franchising dei distributori automatici può essere un ottimo mezzo di business? Che si tratti di snack, bevande (calde o fredde) o qualunque altro tipo di prodotto, i distributori automatici sono dispositivi facili da individuare in particolari location come ospedali, scuole, stazioni ferroviarie o comunque luoghi in cui vi è un notevole andirivieni di persone.

Rispetto a tanti altri paesi europei, in Italia questa copertura non è ancora così capillare. Il business che tratteremo in questo articolo dunque, propone un ampio margine di manovra e di conseguente guadagno. In tal senso, individuare il supporto di un franchisor che si occupa di questo modello di mercato, può dare una svolta nella vita di chi vuole intraprendere una iniziativa commerciale.

franchising distributori automatici

Franchising Distributori Automatici: perché conviene?

Come mai questo settore è così in forte espansione? In un periodo storico in cui i rischi d’impresa sono aumentati esponenzialmente dalla crisi, il franchising dei distributori automatici rappresenta una tipologia di business estremamente vantaggiosa:

  • Bassi costi in fase di avvio dell’attività. Rispetto a molte altre tipologie di attività commerciali, questa non richiede elevati investimenti iniziali.
  • La gestione è estremamente semplice e, di fatto, una volta avviata l’attività è necessario curarsi solamente della manutenzione (ordinaria e straordinaria) e della ricarica periodica dei distributori, di conseguenza, un minimo di magazzino dove stoccare le merci. Con un po’ di organizzazione, di fatto, questo tipo di occupazione può essere gestita come secondo lavoro o, in ogni caso, lascia molto tempo libero all’imprenditore.
  • Non vi è necessità di assumere personale. Perlomeno all’inizio, le suddette attività possono essere facilmente svolte dall’imprenditore stesso. Naturalmente quando l’area di influenza si allarga, sarà necessario assumere uno o più dipendenti per gestire tempestivamente ogni situazione.
  • A seconda del posizionamento dei distributori, questi possono essere in grado di portare incassi 24 ore su 24, senza particolari limiti legati all’ora o al giorno specifico della settimana.

I vantaggi del franchising

A ciò poi vanno aggiunti tutti i vantaggi legati al franchising. Si tratta di un supporto estremamente valido, soprattutto per chi non ha particolare esperienza nel settore commerciale. In tal senso, oltre al valore intrinseco di un brand ben conosciuto ai potenziali clienti, vi è un aiuto piuttosto concreto a cui l’imprenditore può fare riferimento.

In questo contesto, è possibile usufruire di assistenza per quanto riguarda la gestione e la riparazione dei distributori, oltre al supporto quando si tratta dover effettuare una manutenzione e rifornimento della merce. Anche sotto il punto di vista del marketing, di eventuali analisi di mercato e di una conoscenza più approfondita del settore, esistono vantaggi che il brand può suggerire gratuitamente all’affiliato. Analizzare quanto un brand sia efficace a livello di marketing non è facile e, talvolta, ricercare semplicemente il nome in rete può non essere sufficiente. A livello puramente teorico, l’affiliato dovrebbe ritrovarsi tra le mani un marchio già solido e ben pubblicizzato, anche se spesso non è così.

La formazione poi, è un altro supporto molto interessante che il franchisor offre all’imprenditore. In questo modo è possibile imparare comportamenti e tecniche da tenere a seconda delle varie situazioni che si possono creare e che non sono prevedibili, come guasti o disguidi di ogni genere. I franchisor più seri inoltre, propongono periodici corsi di aggiornamento o comunque si mantengono a stretto contatto con i loro collaboratori. L’esperienza di una ditta che lavora da anni nel settore, può essere un supporto essenziale per chi decide di intraprendere questa attività.

In poche parole, l’avvio dell’attività risulta meno “traumatica” rispetto a una iniziativa totalmente individuale. Non è un salto nel buio, ma si è assistiti durante il percorso iniziale. Il tutto si traduce con un tipo di impresa relativamente poco impegnativa, piuttosto sicura e che, se curata e ampliata può portare anche a introiti davvero considerevoli.

Gli svantaggi

Naturalmente, esiste anche il rovescio della medaglia. Aprire un franchising di distributori automatici infatti, presenta anche alcuni svantaggi costituiti proprio dall’essere “legati” per forza a un brand.

Innanzi tutto, i benefici e l’assistenza del franchising vengono pagati. Questo prezzo viene scontato, a seconda della casa madre a cui si fa riferimento, in fase di avvio dell’attività (con il fee iniziale, che sarebbe il compenso spettante a chi da la gestione delle macchine), con royalty e/o con percentuali fisse sulla merce venduta. Se a prima vista le percentuali sulla merce venduta possano sembrare uno svantaggio, in realtà è un modo per legare a sua volta il brand alla nostra attività. In questo modo infatti, il franchising sarà spronato a non abbandonare l’imprenditore a sé stesso, continuando ad assisterlo anche una volta che questo avrà fatto il primo investimento.

Naturalmente, prima di scegliere a chi affidare la propria collaborazione, è bene valutare bene tutti i franchising offerti dal mercato. Una volta individuato il possibile candidato ideale poi, è indispensabile leggere con grande attenzione il contratto per cogliere ogni singolo concetto, ogni postilla apparentemente innocua, in esso contenuti. I contratti infatti sono vincolanti e, trovarsi legati a un franchisor assente o con condizioni pressanti, può risultare disastroso e i rischi di perdere tempo, oltre al denaro, troppo elevati.

L’unico modo per non cadere tra le mani di franchisor che, una volta incassato il fee, diventa latitante, è consigliabile informarsi online e osservare le eventuali recensioni/opinioni di altri affiliati.

Costi e requisiti legati al franchising di distributori automatici

Chi si appresta ad avviare un’attività del genere deve essere ben consapevole che sarà comunque soggetto ad alcune spese, commissioni e requisiti di legge. Al di là di tasse e pratiche infatti, esistono anche una serie di costi legati alla formula del franchising.

La formula del franchising infatti, se da una parte facilita notevolmente l’introduzione in un determinato settore di mercato, dall’altra presenta una serie di fee, royalties e oneri che si vanno ad aggiungere all’investimento iniziale.

Fisco e HACCP

Pur trattandosi di un business discretamente semplice da avviare, vi sono procedure burocratiche e fiscali da attuare per intraprendere questa strada. Naturalmente, la prima è quella di aprire partita IVA e, conseguentemente, iscriversi alla camera di commercio e all’INPS. Inoltre è necessario l’allacciamento alla rete elettrica e, in alcuni casi (come in quello della distribuzione di acqua depurata) alla rete idrica.

Per quanto riguarda il codice ATECO che va a definire a livello fiscale la tipologia di ambito in cui si opera, per i franchising di distributori automatici è 47.99.20. Esso va a identificare qualunque attività tratti il “commercio effettuato per mezzo di distributori automatici”. Secondo quanto affermato dal sito Codiceateco.it, questa fascia di attività può accedere al Regime Forfettario con aliquota al 15% e costituisce un settore di commercio considerato a rischio basso.

Oltre a questa base, comune a qualunque tipo di attività commerciale, vi sono le eventuali pratiche legate alla somministrazione di alimenti. Se i propri distributori offrono ai clienti cibo o bevande, è necessario frequentare un corso HACCP apposito. Le normative e le modalità di conseguimento dell’attestato, variano di zona in zona. Dunque, è consigliabile prendere contatto con il più vicino ufficio dell’ASL per ulteriori informazioni. Naturalmente, prima di cominciare qualunque tipo di iniziativa, è possibile (anzi, necessario) contattare il proprio referente presso il franchising a cui ci si è rivolti per avere tutti i chiarimenti del caso.

Fee d’ingresso

Quanto può costare il franchising all’imprenditore? Molto dipende dal tipo di distributori e dei prodotti che si intende trattare e dall’azienda con cui si intende stipulare il franchising. Generalmente, il fee d’ingresso parte dai 5.000 euro, ma questa cifra può raggiungere anche i 20.000 a seconda delle aziende. Si tratta di un corrispettivo economico richiesto al sottoscrittore del contratto che comprende tutto il pacchetto offerto dal franchisor (formazione, assistenza e distributori).

Royalty

Nonostante il costo per entrare nel settore possa essere quello che cattura maggiormente l’attenzione del novello imprenditore, si tratta forse dell’aspetto meno importante. Le royalty infatti, hanno un peso decisamente maggiore sul lungo periodo.

Le royalty, nel mondo del franchising, sono il corrispettivo economico fisso o variabile, che con cadenza mensile viene richiesta dal franchisor. In questo modo, l’iscritto ripaga assistenza, aggiornamenti e l’immagine del brand a cui si lega.

distributori automatici in Giappone

Fee e royalty: come capire se sono convenienti?

Calcolare la convenienza di fee e royalty è molto difficile per chi si appresta a firmare un contratto. In questa fase, la possibilità di affidarsi a un modello di franchising poco adatto alle proprie esigenze, o al contesto territoriale in cui ci si trova, sono elevate.

Anche se il franchisor è solitamente consapevole che, spingere un imprenditore a sottoscrivere un contratto fallimentare porterà anche problemi alla sua immagine e alla sua ditta, il denaro del fee è una tentazione troppo forte. Dunque è il potenziale affiliato a dover prestare grande attenzione alle condizioni proposte. Ciò è possibile attraverso tre principi:

  • Il principio di fattibilità tende a misurare il fee, calcolando i costi sostenuti dalla casa madre per quanto riguarda i servizi proposti al sottoscrivente. Pubblicità, formazione e assistenza, per esempio, rientrano in questa categoria di valutazioni. Naturalmente il franchisor ottiene un guadagno da questo legame, ma questo deve essere equilibrato e offrire una controparte tangibile e in grado di soddisfare il sottoscrittore.
  • In seconda battuta, va anche valutato il principio della competitività. Ciò comporta l’analisi del mercato in base alla territorialità, prendendo in esame potenziali competitor già presenti. In questo senso, i franchisor pongono già dei paletti ancor prima di un dialogo con l’imprenditore. Spesso si fa riferimento al numero di abitanti di una determinata zona o sulla presenza nel territorio della concorrenza. Se è presente un competitor, bisogna valutare se esiste qualcosa in grado di caratterizzare il proprio servizio e i propri prodotti. Qualità e varietà della merce o prezzi concorrenziali possono essere fattori determinanti in tal senso.
  • Infine, va calcolato anche il principio della proporzionalità. Il costo di fee e royalty dunque, devono avere un impatto complessivo (su guadagni mensili e costo di apertura dell’attività) che rispetti certe proporzioni.

Il caso specifico dei distributori

Questi ragionamenti, seppur validi, riguardano genericamente un po’ tutto l’ambito del commercio che si vuole intraprendere. Per quanto riguarda il franchising dei distributori automatici invece, la situazione è leggermente diversa.

L’affiliato infatti, può ricoprire il ruolo di “intermediario” proponendo i distributori a livello locale, presso attività commerciali o simili. In alternativa, può utilizzare gli stessi dispositivi in una propria attività già esistente o, ancora, può affittare un’area per assegnarla ai distributori. Risulta dunque difficile capire quali quali siano i costi da sostenere e dunque quanto e come fee e royalty possano essere ammortizzati.

Dove e come posizionare l’attività

Ancor prima di contattare il franchisor, al fine di non ricevere un rifiuto immediato, è bene cercare di comprendere quale sia la location a disposizione per avviare il franchising. Ovviamente, un piccolo locale in una borgata di montagna non ha la stessa attrattiva (per clienti e franchisor) rispetto a un vasto spazio in una zona centrale di qualunque città. Dunque appare logico come:

  • metratura
  • posizione
  • contesto urbano
  • presenza o meno di concorrenza

possano essere fattori estremamente determinanti per capire quale settore di prodotti si può pensare di distribuire. Come vedremo di qui a poche righe, per esempio, esistono franchising di distributori di giochi e dolciumi che vengono “accompagnati” da un’area gioco per i più piccoli. In un contesto del genere, per esempio, è necessario parecchio spazio a disposizione.

Ovviamente poi, la posizione geografica risulta essere un fattore di incredibile importanza. Aprire l’attività su una strada con molto traffico pedonale può essere molto importante, ma anche avere a pochi metri un parcheggio può risultare utile. Centri commerciali, scuole, stazioni ferroviarie, banche, uffici della Pubblica Amministrazione o comunque aree vicino a negozi molto trafficati sono generalmente ottime location (sempre a patto che non vi sia concorrenza).

Posizionamento attività

Non tutte le zone sono adatte a tutti i prodotti, anzi…

Posizionare un distributore automatico di sex toys vicino a una scuola non è solo moralmente molto discutibile, ma avrebbe anche poco senso a livello di business. Di contro, una via con diversi locali notturni, potrebbe avere un senso logico decisamente diverso. Rispetto al luogo dunque, molto dipende anche dal tipo di target con cui si intende lavorare.

Per esempio, distributori di bevande (calde o meno), così come distributori di snack, lavorano particolarmente bene presso uffici o scuole. I distributori di giocattoli possono trovare una giusta collocazione nei pressi di centri commerciali, parchi giochi o scuole e asili. Come già accennato, collocare un distributore nel posto sbagliato può facilmente demolire una strategia altrimenti perfetta.

Sicurezza e rischio furti

Sempre a livello di area, è bene avere le giuste informazioni sul tasso di criminalità del luogo. Furti e danneggiamenti infatti, possono risultare davvero nefasti per attività di questo tipo. Non solo: nel caso si decida per una di queste aree, la stessa casa madre potrebbe rifiutare l’affiliazione.Optare per aree ben visibili, dove la presenza delle forze dell’ordine è una costanza, può essere un buon passo avanti in tal senso.

Visto che molti franchising di questo genere lavorano 24 ore su 24 poi, può essere utile installare un impianto con videocamere di sorveglianza che scoraggino i malintenzionati per evitare spiacevoli sorprese.

Locali privati, di terzi o pubblici?

Sinora abbiamo ragionato in ottica di locali privati, di proprietà o in affitto. Va comunque detto che esistono aziende o uffici che ospitano i distributori automatici gratis. Spesso viene chiesta una percentuale sugli introiti variabile anche se, va tenuto conto, difficilmente si avrà un giro di affari particolarmente elevato in questo modo (a causa del numero di potenziali clienti presumibilmente inferiore rispetto a una via trafficata).

Un discorso a parte merita il discorso dei distributori in luoghi aperti come quelli della pubblica amministrazione . Ammesso che sia possibile nel comune in questione, in tali casi è necessario ottenere delle concessioni con un costo mensile che varia da un centinaio di euro fino al migliaio. In questo caso specifico, per esempio, rientrano le tante casette dell’acqua che si stanno sempre più diffondendo nei comuni italiani.

Quanto si guadagna?

Andiamo al sodo. Quanto si può incassare da un’attività di questo tipo? Generalmente i guadagni hanno un margine abbastanza elevato, con prodotti che garantiscono introiti che vanno dal 50% al 100% rispetto al costo di acquisto. Ovviamente, trattandosi di prodotti che spaziano dagli snack alle medicine, passando per sex toys e caramelle, è difficile essere più specifici.

Se tutto ciò si può moltiplicare per i vari distributori presenti, è facile intuire come sia possibile ottenere guadagni davvero interessanti da questa attività. Se si trova il posto giusto e il prodotto giusto da smerciare, gli incassi possono diventare alquanto sostanziosi.

I migliori franchisor del settore

Definire quali siano le migliori aziende del settore non è una pratica che ha degli standard prestabiliti. Si tratta infatti di un business dinamico, ricco di nuovi brand e di situazioni in perenne mutamento. Nonostante ciò, abbiamo deciso di raccogliere una serie di franchisor tra i più affermati del settore. In questo modo è possibile offrire una panoramica, anche se piuttosto vaga, su quali possano essere le alternative su cui soffermare la vostra attenzione.

Eurovending

Logo Eurovending

Eurovending è un’azienda trentina con alle spalle più di 25 anni di esperienza. In questo settore, si tratta di un nome dei più affermati sia grazie alla varietà di brand con cui collabora (Ferrarelle, Algida, Nestlé, Ferrero, Coca-cola, Lavazza e tanti altri) e per l’assistenza tempestiva ed efficace. Il supporto non è solamente “materiale” ma anche per quanto riguarda lo sviluppo del business. Con il supporto di esperti del settore marketing in grado di capire se l’apertura di un franchising può essere vantaggiosa per entrambe le parti.

Eurovending propone varie soluzioni nell’ambito della distribuzione automatica, adattandosi di fatto a pressoché qualunque tipo di contesto commerciale. A confermare la bontà di questo marchio vi è anche il fee di entrata relativamente basso (si parla di 5.000 euro) e la grande varietà di prodotti commerciabili attraverso i distributori automatici. Tra di essi possiamo citare: bevande (calde o fredde), derivati della cannabis light, prodotti parafarmaceutici e gadget vari.

Patata24

patata24

 

Chi vuole focalizzare la propria attività in un’area densamente abitata, può permettersi di concentrare la propria attività su una singola tipologia di prodotto. Nel caso del franchisor Patata24, si parla di patatine fritte. Di fatto, questo modello di business, permette di vendere questo tipo di alimento direttamente attraverso macchine automatizzate.

I distributori di Patata24, offrono al consumatore una pratica interfaccia touch-screen multilingua attraverso cui è possibile gestire salatura e la presenza o meno delle salse. Nel giro di pochi secondi (giusto il tempo per scegliere le varie opzioni proposte) la macchina avrà già preparato la porzione. Il gestore può avere sempre sotto controllo il lavoro dei distributori attraverso la rete per poter così controllare rifornimenti o malfunzionamenti. Al fine di avviare questo tipo di franchising non è necessario avere personale e basta solamente un locale di 20-30 metri quadri. Unico potenziale ostacolo per questo business è il fee decisamente elevato, che arriva a sfiorare i 40.000 euro.

Bollicino Point

logo bollicino

Pensare che il settore dei distributori automatici sia esclusiva dell’alimentare è un errore. Alcune compagnie, come Bollicino Point, offrono servizi ben diversi. Si tratta infatti del primo franchising che permette la vendita di detersivi ecologici alla spina, con distributore automatico self-service. Di fatto, la mission di Bollicino è di riproporre le buone abitudini dei nostri nonni, puntando sul risparmio e sull’evitare gli sprechi. Questo tipo di self-service, innovativo ma al contempo basato sulle abitudini di una volta, risulta inoltre particolarmente votato all’ecologia. I saponi detergenti offerti dal franchisor infatti, sono biodegradabili al 90%. Altro grande sostegno all’attuale campagna contro la plastica è il fatto che il contenitore ve lo potete portare voi da casa e lo userete all’infinito.

I vantaggi, ovviamente, non sono solo per l’utente finale e per la natura, ma anche per chi decide di investire in questo tipo di franchising. Bollicino Point è una soluzione che permette di aprire un punto di distribuzione con costi iniziali e di gestione alquanto contenuti. L’attività così avviata, può essere gestita come un negozio tradizionale oppure è possibile optare per un luogo di vendita self-service, risparmiando notevolmente sul personale. Sia la vendita dei contenitori che del prodotto vero e proprio infatti, può essere gestito in maniera del tutto automatica dai distributori.

Quanto offerto da Bollicino Point può essere una soluzione ideale per i centri urbani di dimensioni medio-grandi, soprattutto se il locale è posizionato in maniera strategica. Non esiste un fee fisso di entrata e, l’azienda stessa, si premura di proporre un preventivo personalizzato per ogni singolo affiliato.

Pharmapoint24

Pharmapoint24 nasce dall’idea di rendere disponibili farmaci 24 ore su 24, anche nei giorni festivi. Ovviamente, questo tipo di distributore, non tratta medicine che necessitano di prescrizione medica, ma i cosiddetti farmaci da banco . Al di là di questo ovvio limite però, si tratta di un servizio pratico molto utile.

Attraverso il software gestionale, è possibile amministrare i prodotti e le eventuali scadenze, senza dover accedere fisicamente al distributore. Anche la quantità di merci e la rimozione di particolari medicine legate alla stagionalità sono gestite del tutto automaticamente. Il distributore può essere esternamente (magari incassato in un muro) o direttamente all’interno di un locale.

Speedy Market

Speedy Market Logo

Com Speedy Market torniamo sul classico distributore di snack e bibite. Si tratta di una tipologia di business particolarmente indicata per chi ha la possibilità di posizionare i distributori in zone con grande passaggio, magari scuole o uffici particolarmente frequentati.

Questo franchisor offre ai suoi affiliati una serie di vantaggi come l’analisi dell’area, un progetto realizzato su misura, pieno supporto burocratico, utilizzo del marchio, allestimento del locale per quanto riguarda distributori e arredamento nonché una piena assistenza in materia di manutenzione. Di contro, non è possibile stimare a priori quale possa essere il fee richiesto. Nonostante ciò, vista la serietà e il nome di Speedy Market, questa scelta risulta una delle migliori in assoluto per quanto riguarda i franchising di distributori automatici.

Pura Franchising

Anche l’acqua potabile può diventare un business in ottica franchising. A testimoniare ciò vi è Pura, un franchisor che gestisce le sempre più diffuse “casette dell’acqua”. Rispetto all’acqua del rubinetto, quanto offerto da Pura è priva di cloro e di impurità, oltre che liscia, gassata e mantenuta ad una temperatura prestabilita. Recandosi con delle bottiglie presso il distributore, è dunque possibile acquistare l’acqua a un prezzo decisamente inferiore rispetto a quanto proposto dai comuni supermarket e nel pieno del rispetto verso l’ambiente usando bottiglie di casa.

Non si tratta di una filosofia solamente votata al risparmio, ma anche all’ecologia. Riciclare le bottiglie (siano esse di vetro o plastica) consente di inquinare decisamente meno rispetto al passato. Va poi calcolato, come già detto, che l’acqua proposta dai dispositivi di Pura, può anche essere frizzante e/o refrigerata, pertanto si può consumare immediatamente.

L’investimento iniziale si aggira intorno ai 20.000, non poco per questo tipo di franchising, anche se la spesa è più che giustificata da un distributore decisamente più complesso rispetto ad altre nicchie trattate in questa guida. A pesare sono i costi dei filtri e del gas che viene immesso per le classiche bollicine.

Yammyammy

Yammyammy

Yammyammy è un franchising che punta su caramelle, dolciumi e giocattoli. Questa fascia di distributori automatici è una vera e propria novità nel settore, tanto che questa azienda ha attirato l’attenzione un po’ di tutti coloro i quali si occupano di franchising da anni. Grazie a un fee di entrata contenuto (si parla di circa 10.000 euro) quanto offerto da Yammyammy può risultare davvero interessante soprattutto se si individua una zona frequentata da potenziali “giovani clienti”.

Questo brand di franchising offre un’area di giochi, con tanto di tappeti elastici, palloncini e altri divertimenti. Di fatto, si tratta di un vero e proprio mini parco giochi che va ad affiancare i distributori che stiamo trattando. Non solo: Yammyammy offre anche l’opportunità di poter riciclare i giocattoli vecchi, rendendoli disponibili per altri bambini.

NonnaMaria24

Nonnamaria24

Chiudiamo la lista di possibili franchising di distributori automatici con NonnaMaria24. Si tratta di un particolare franchisor che opera nel settore della cannabis light, un mercato in via di espansione anche nel nostro paese.

Questo particolare settore permette la commercializzazione automatica di prodotti alimentari e non a base di canapa. I distributori forniti dall’azienda sono dotati di meccanismi per inviare automaticamente i corrispettivi alle agenzie delle entrate, permettendo di fatto una semplificazione pazzesca nella gestione dell’attività. Per avviare un franchising in collaborazione con NonnaMaria24, è sufficiente avere a disposizione almeno 10-15 metri quadri e sostenere un fee d’entrata a partire da 8.900 euro. Di fatto è possibile integrare il distributore in un’attività già funzionante o aprire direttamente un negozio automatico ad hoc. Oppure affiancarlo a un dispositivo che propone altri prodotti con la stessa metodologia.

Quando si parla di un negozio completo, la società rende disponibile anche una macchina per il caffè (grazie alla partnership con Caffè Borbone) e un distributore di snack. Altra caratteristica interessante è la mancanza di royalty sul fatturato annuale e la possibilità di avere un’esclusiva sulla zona. Naturalmente non manca l’assistenza e la formazione annesse a pressoché qualunque tipo di contratto franchising.

Conclusioni

La lista di franchisor appena mostrata è solo un piccolo assaggio di quanto offre il panorama italiano rispetto a questo settore. Di fatto, si tratta di un mercato in fermento e, di mese in mese, nascono e si fondono aziende creando nuove realtà che incidono in maniera più o meno sostanziale nel mercato. Concludiamo l’articolo sperando di aver dato impulso e un contributo a chi si affaccia o cerca una propria nicchia nel mondo del commercio.  Naturalmente gli auguriamo un doveroso “in bocca al lupo”.

Fonti delle immagini: Flickr e Wikimedia, Yahoo News.

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